Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:
80:3. Infatti, anche se gli altri riconoscevano che a Me nessuna cosa è impossi-
bile, tuttavia dubitavano ancora della Mia Volontà , perché, in cuor loro, non
avevano ancora imparato la grande e libera arte di contare sulle solidissime vie
del puro amore e di valutare bene e giustamente la Mia Fedeltà , eterna e indici-
bile sopra ogni cosa; arte questa, invece, nella quale il Mio diletto Enoch aveva
raggiunto già la massima capacità , e per tale ragione egli era anche assoluta-
mente e sempre sicuro dell'immancabile verificarsi di quanto, nel suo giusto
amore, si attendeva da Me.
4. Egli perciò non era mai triste, né compiangeva nessuno, quando vedeva
accadere qualcosa di spiacevole. Poiché il suo occhio riposava costantemente
sul Mio Cuore e così egli percepiva molto bene la guida misteriosa del Mio
Amore, e come essa, ricorrendo ad ogni mezzo - per quanto strano possa appa-
rire - sa sempre meglio di ogni altra guidare i figli, nel modo assolutamente più
adatto ad acquistarsi la vita eterna. Anzi, nel calcolo del suo amore per Me, egli
andava tanto lontano da stabilire perfino con la massima sicurezza come, quan-
do, dove e perché qualcosa avrebbe dovuto verificarsi ed a quale scopo. E così
egli fu, in un certo modo, anche il primo profeta della Terra ed il fondatore ori-
ginario delle cosiddette scuole dei profeti, le quali si mantennero fino al tempo
della Mia venuta sotto umane spoglie sulla Terra e che consistevano puramente
ed unicamente nel fatto che i loro scolari, quasi già dalla nascita, venivano alle-
vati ed educati nell'amor Mio. Il mondo veniva loro raffigurato, per indicarlo
come solida base del Mio Amore, come un’immensa scuola, in cui tutti gli
uomini, dopo un breve periodo d'isolamento da Me, devono, per impulso pro-
prio della loro vita interiore, pervenire ad un'ardente brama di Me. Gli alletta-
menti esteriori del mondo esistono solamente come tentazione, affinché gli
uomini debbano regolarsi da se stessi, secondo il Mio Amore. E non appena
qualcuno, in seguito a ciò, non troverà più alcun compiacimento nel mondo,
ma, al contrario, unicamente nella sempre più crescente brama di Me, a lui
saranno ben presto dischiuse la vista e l'udito interiori, ed allora, benché egli
permanga ancora vincolato al corpo mortale e seduttore, gli sarà di nuovo dato
di udire il Padre santo e pure di vederLo, di quando in quando.
5. Allora lo Spirito dell'eterno Amore si riverserà in tutto il suo essere; egli
contemplerà ovunque il futuro, il presente ed il passato. E l’approssimarsi della
morte del corpo lo colmerà di indicibile gioia, perché soltanto allora egli
comincerà a vedere, in maniera sovrumanamente chiara, che la morte del corpo
non è la vera morte, bensì soltanto un totale e perfetto ridestarsi alla vita eterna.
6. Tutto questo ed altro ancora, in strettissimo legame col Mio Amore, era
l'essenza vera e propria della scuola dei profeti, di cui, come già osservato,
Enoch fu il primo fondatore, secondo la Mia Volontà .
7. La sua regola aurea, per mezzo Mio, rimase sempre il cardine e l'intimo
fondamento di tutte le scuole dei profeti. Ora, questa regola diceva così:
8. "Non è possibile che tu creda che ci sia un Dio, se tu non Lo hai già prima
amato con tutte le forze del tuo cuore filiale". Chi asserisce: "Io credo in un
Dio!", ma non riesce ad amarLo, costui è un morto mentitore e non ha alcuna
vita, perché Dio è la Vita eterna Stessa e questa Vita è il Suo Amore. Ma come si
può concepire la vita altrimenti, se non mediante la Vita? Considerato, però, che
soltanto l'amore è la vita, che in Dio è eternamente proveniente da Lui e nell’uo-
mo c’è tramite la Misericordia proveniente da Dio, come può allora l'uomo
sostenere che egli crede in Dio, quando invece va rinnegandoLo in mille maniere
nel suo stato privo d'amore, che non è affatto vita, bensì solo una certa operositÃ
della natura creata da Dio, atta all'accoglimento della vita d'amore da Dio?
9. Per quanto un corpo umano abbia la possibilità di muoversi a suo piaci-
mento, non per questo può chiamarsi uomo, ma esso è così costituito perché sia
il portatore di un uomo, in virtù dell'anima vivente, alitata in lui; ma se quest'a-
nima, provvista di corpo, non accoglie in sé la vita d'amore da Dio, essa, nono-
stante ogni operosità e capacità dei suoi sensi, è morta.
10. Questa era dunque la regola aurea. Che con essa e da essa col tempo ne
siano sorte anche delle altre, è certo così naturale, com’è naturale che dal primi-
tivo amore, il quale a poco a poco presso i popoli si perse sempre più unica-
mente nella fede, sorsero i dieci Comandamenti e tutti i Profeti, e da questi
infine di nuovo il puro amore, per mezzo Mio, verso di Me e di conseguenza
verso il prossimo.
11. E così pure il sistema di vita, rigidamente ispirato alla rinuncia delle cose
del mondo fino al tempo del ricevimento dello spirito vitale d'amore, era una
conseguenza tratta da questa regola. Dopo questa epoca, l'ulteriore tenore della
vita terrena veniva certamente modificandosi, conformemente alla libertà inte-
riore, seguendo la quale, poi, ciascun profeta viveva, procedeva ed agiva.
18. (Parole di Adamo) Oh, giubilate voi che siete poveri, poiché lo siete per ricevere tanto di
più! Gioite voi che siete deboli, perché lo siete per ricevere tanta più forza! E
voi che siete tristi, giubilate, poiché siete tali appunto per accogliere tanta più
gioia! Voi pure, che siete affamati ed assetati, gioite, giacché voi avete fame e
sete per venire tanto più saziati! E giubilate anche voi, infine, o spiriti ciechi,
perché, vedete, il Signore ha fatto la notte, affinché essa abbia a percepire il
bisogno del giorno! Chi avrebbe mai provato il bisogno dell’esistenza del gior-
no quand’era giorno, se il Signore non avesse posto la notte innanzi al giorno? O
morte, se non fossi la morte, tu pure dovresti gioire, poiché tu non sei sorta
fuori dall'Ordine eterno per semplice causa di te stessa! Chissà se il Signore non
ti abbia fatta sorgere per trarre fuori da te, forse un giorno, la vita suprema?!
19. In verità , in verità , dove il Signore dona, Egli dona, quale Padre, nella
misura del Suo Amore eterno; ma beato colui al quale il Signore toglierà qual-
cosa, poiché egli la riavrà moltiplicata all'infinito dalla Mano dell'eterno Padre!
20. O Enoch, o figli! Io, il padre vostro Adamo, sono immensamente felice,
perché il Signore mi ha concesso una Grazia tanto grande da essere stimata
maggiore della mia intera vita!
21. Ma tu, o Enoch mio caro, sii altamente benedetto; il tuo seme non perirÃ
fino alla fine di tutti i tempi; ed alla fine di tutti i tempi il tuo nome sarà cono-
sciuto ai popoli della Terra, come se tu stesso ti trovassi in mezzo a loro! I futuri
oratori del Signore esalteranno il tuo amore per il Padre presso i loro figli, e tu
sarai di esempio a tutti loro.






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