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Discussione: DIO esiste

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  1. #10
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    Premesso che non apparteniamo a nessuna confessione Religiosa, Mistica o Esoterica, almeno non attualmente. Un tempo facemmo parte di una confraternita che dal vostro punto di vista potrebbe avere analogie con la Massoneria, senza per questo esserla. Ma un giorno comprendemmo che appartenere a "qualcosa", anche se oggettivamente detentrice di Grandi Verità, significa lo stesso rimanere inquadrati in una griglia interpretativa dei fatti ugualmente viziata.

    Se abbandoni la religione Cattolica per, ad esempio, una setta Massonica, allarghi indubbiamente gli orizzonti di Conoscenza, ma da una piccola prigione passi ad una prigione più grande, perchè anche il Massone di grado più elevato è "costretto" a pensare ed operare dentro le regole di quella che è la Massoneria appunto. Regole che più sono complesse e più diventano un sistema chiuso.

    E tutti i sistemi chiusi sono destinati a perire.

    L'uomo è libero quando non appartiene a nulla, non è identificato con alcunchè e non inserito in nessuno schema. Solo allora può scorgere la Verità dappertutto e comprendere appienamente l'aforisma: "Molte le Verità, eppure Una nelle molte" e vedere quindi lo splendore del Cristo, di Krishna, del Buddha e di tante altre figure storicamente minori eppure di pari caratura spirituale come Apollonio di Tiana e tanti altri sconosciuti ai più.
    E comprendere quindi l'unicità sapienziale delle loro parole, mentre l'uomo identificato con uno schema religioso o esoterico che sia, si ferma alle pure parole e le vaglia, o le esclude, a seconda che confortino o dissentino dal suo Credo.

    Dopo questa premessa e con lo Spirito che proviene dalla comprensione di quanto sopra, possiamo proseguire la discussione, ora più sicuri di non essere fraintesi.

    Verificare l'esistenza del Dio, qualunque Dio, certamente può essere un processo-percorso intellettuale e logico come quello prima indicato, ma è sempre una comprensione parziale e ridotta, la quale non compete con quella "sentita" interiormente.

    L'esistenza del Divino diventa patrimonio dell'individuo, quando per evoluzione raggiunta, diviene un sentimento, che mai cessa e mai può essere confutata da nessun ragionamento mentale. E' è basta.

    E lo E' in quanto patrimonio dell'Essere, quindi acquisisce le prerogative di questo Essere e cioè di essere al di là del tempo e dello spazio, quindi eterna, quindi inalienabile.
    Per questo che nessuno "Scienziato riuscirà a demolire il sentimento di persone come l'amico Conogelato, che sebbene non sappia disquisire con chi ha più padronanza della dialettica, lascia trasparire dalle sue parole una grandezza che va oltre la semplice dialettica. Per questo chi lo avversa dialetticamente riesce a convincere la mente, ma non convince il cuore.

    Il sentimento di Dio, o come lo vogliate chiamare, è una conquista che costa fatica evolutiva ed è tale dopo innumerevoli vite in cui si è sperimentato molti tipi di credenza. E' inalienabile perchè non può essere tolta o cancellata, ma solo rafforzata.

    In questa teoria di evoluzione, questo sentimento può essere frutto - e anzi spesso lo è - di vite dedite ad un macerato e produttivo Ateismo, ultima fase prima del sorgere del Dio interiore.

    E questo rafforzamento diventa via via più intenso fino a che, nelle ultime esistenze dell'individuo, il Divino trasuda dalle dimensioni sottili dell'Essere e tocca la consapevolezza dell'uomo, e questi sperimenta stati allargati di coscienza in cui vede, e finalmente "tocca con mano", quello che fino allora era solamente un sentimento di fede.
    Così si hanno le Comunioni dei Santi, le Estasi dei Mistici, il vedere faccia a faccia il Grande Architetto, l'Anziano degli Anziani, l'Antico dei Giorni, degli Iniziati, il vedere e sperimentare la Realtà, oramai consci di essere parte di Essa.

    Ma questi sono stati di Coscienza a voi lontani e comunicabili a parole con grande difetto, in quanto esperienze, situazioni, assolutamente individuali e soggettive, quindi di per se incomunicabili.

    Ergo, fino a quel dato punto della vostra esistenza, dovrete accontentarvi di un divino "ragionato", l'unico condivisibile con altri, oppure sinceramente intimamente sentito, ma nulla di più.

    In ultima analisi disquisire del Divino lascia il tempo che trova, perchè il Divino è un fatto del singolo. Solo nell'intimo ciascuno può trovare risposta, non fuori.

    Pace e Bene
    Ultima modifica di Il Manu; 26-10-2009 alle 04:27

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