Quando persone simili parlano di meritocrazia mi viene sempre una sorta di conato di vomito.
Il fatto che poi questa "meritocrazia" non tenga conto necessariamente del ceto (cioè non si tratta, come le attuali borse di studio, di bravura + basso reddito, ma solo della prima), mi sembra solo un modo per non far pagare l'università ai figli dei ricchi.
Scusate la malafede, ma dopo la notizia che la figlia di Berlusconi neolaureata (ovviamente a pieni voti) ha appena ricevuto l'offerta di una cattedra, non riesco più ad evitare la dietrologia.
Nulla da togliere a lei, che magari si è meritata il 110 e lode, ma il dubbio sul fatto che forse non è stata tutta bravura mi resta.