Poesie

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  • Rudra
    Opinionista
    • 11/04/10
    • 2042

    #631
    Qualche haiku:

    Senso di colpa:
    nel mio sonno pomeridiano
    il canto dei piantatori di riso

    Kobayashi Issa

    Comment

    • Rudra
      Opinionista
      • 11/04/10
      • 2042

      #632
      Raccolta di conchiglie:
      sulla battigia nella foschia sparisce
      una donna

      sempre sua (come sopra)

      Comment

      • Rudra
        Opinionista
        • 11/04/10
        • 2042

        #633
        I fiori di ciliegio
        caduti: di nuovo il silenzio
        sul tempio di Enjoji

        Uejima Onitsura

        Comment

        • Rudra
          Opinionista
          • 11/04/10
          • 2042

          #634
          che ci sia luna
          sul sentiero notturno
          di chi porta i fiori

          Takarai Kikaku

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          • Rudra
            Opinionista
            • 11/04/10
            • 2042

            #635
            acquazzone:
            guarda fuori sola
            una donna

            sempre sua (vedi sopra)

            Comment

            • Rudra
              Opinionista
              • 11/04/10
              • 2042

              #636
              la scacchiera del go rovesciata
              dalla mia amante; fuori
              il canto del piviere

              Ikenishi Gonsui

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              • nahui
                Astensionista
                • 05/03/09
                • 21033

                #637
                D'estate, in vecchie librerie, si ritrovano vecchi libri amati.
                Non ci sono pi
                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                (George Bernard Shaw)

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                • Bauxite
                  Cosmo-Agonica
                  • 25/12/09
                  • 36335

                  #638
                  Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                  D'estate, in vecchie librerie, si ritrovano vecchi libri amati.
                  Non ci sono più gli sporcaccioni di una volta...
                  Intenditore!


                  Le promesse di un volto

                  Pallida bellezza, come amo le tue ciglia
                  dove sembra che scorrano le tenebre!
                  Altro che funebri pensieri m'ispirano
                  quei tuoi occhi nerissimi!

                  Quei tuoi occhi come si accordano ai neri capelli
                  con quella chioma elastica!
                  E come languidi mi parlano i tuoi occhi!
                  "Amante della musa plastica ti sei eccitato

                  abbastanza? Ora placa la speranza e tutti i gusti
                  che professi! Riscontra pure
                  la verità dall'ombelico giù fino alle chiappe!
                  Abbiamo mantenuto le promesse?

                  Guarda che patacconi in bronzo sulla punta
                  di due bei seni massicci?
                  E qua, poi, sotto un ventre di velluto liscio e morbido,
                  lustro come la pelle di un bonzo,

                  guarda che ricco vello! Non è forse fratello
                  di quell'enorme chioma
                  soffice e ricciuta? E non è folto come te,
                  Notte senza stelle, Notte oscura?"

                  Baudelaire.
                  Una delle più belle poesie d'amore mai scritte.

                  Io avrei sempre voluto essere la "protagonista" di questa:

                  La Géante

                  Du temps que la Nature en sa verve puissante
                  Concevait chaque jour des enfants monstrueux,
                  J'eusse aimé vivre auprès d'une jeune géante,
                  Comme aux pieds d'une reine un chat voluptueux.


                  J'eusse aimé voir son corps fleurir avec son âme
                  Et grandir librement dans ses terribles jeux;
                  Deviner si son coeur couve une sombre flamme
                  Aux humides brouillards qui nagent dans ses yeux;


                  Parcourir à loisir ses magnifiques formes;
                  Ramper sur le versant de ses genoux énormes,
                  Et parfois en été, quand les soleils malsains,


                  Lasse, la font s'étendre à travers la campagne,
                  Dormir nonchalamment à l'ombre de ses seins,
                  Comme un hameau paisible au pied d'une montagne.


                  Charles Baudelaire

                  ( La Gigantessa

                  Al tempo che la Natura nella sua possente energia, concepiva ogni giorno figli mostruosi, avrei voluto vivere vicino a una giovane gigantessa, come un gatto voluttuoso s'accuccia ai piedi d'una regina.
                  Avrei voluto contemplare il suo corpo fiorire con la sua anima e crescere liberamente in terribili giochi; indovinare, dalle umide brume che fluttuano nei suoi occhi, se il suo cuore covi un'oscura fiamma;

                  percorrere, a volontà, le sue magnifiche forme: arrampicarmi sul pendìo delle sue ginocchia enormi, e qualche volta, l'estate, quando soli malsani

                  la fanno, stanca, distendersi attraverso la campagna, dormire buttato all'ombra dei suoi seni, come un quieto casolare all'ombra d'una montagna. )

                  Comment

                  • Bauxite
                    Cosmo-Agonica
                    • 25/12/09
                    • 36335

                    #639
                    Dediche

                    So che stai leggendo questa poesia
                    tardi, prima di lasciare il tuo ufficio
                    con l’unico lampione giallo e una finestra che rabbuia
                    nella spossatezza di un edificio dissolto nella quiete
                    quando l’ora di punta è da molto passata. So che stai leggendo
                    questa poesia in piedi, in una libreria lontano dall’oceano
                    in un giorno grigio agli inizi della primavera, deboli fiocchi sospinti
                    attraverso gli immensi spazi delle pianure intorno a te.
                    So che stai leggendo questa poesia
                    in una stanza in cui è accaduto troppo per poterlo sopportare,
                    spirali di lenzuola ristagnano sul letto
                    e la valigia aperta parla di fuga
                    ma non puoi andartene ora. So che stai leggendo questa poesia
                    mentre il metrò rallenta la corsa, prima di lanciarti su per le scale
                    verso un amore diverso
                    che la vita non ti ha mai concesso.
                    So che stai leggendo questa poesia alla luce
                    della televisione, dove scorrono sussulti di immagini mute,
                    mentre aspetti le ultime notizie sull’intifada.
                    So che stai leggendo questa poesia in una sala d’aspetto
                    di occhi incontrati che non si incontrano, di identità con estranei.
                    So che stai leggendo questa poesia sotto il neon
                    nella noia stanca dei giovani che sono esclusi,
                    che si escludono, troppo presto. So
                    che stai leggendo questa poesia con la tua vista indebolita:
                    le tue lenti spesse dilatano le lettere oltre ogni significato e tuttavia continui a leggere
                    perché anche l’alfabeto è prezioso.
                    So che stai leggendo questa poesia in cucina,
                    mentre riscaldi il latte, con un bambino che ti piange sulla spalla e un libro in mano,
                    perché la vita è breve e anche tu hai sete.
                    So che stai leggendo questa poesia che non è nella tua lingua:
                    di alcune parole non conosci il significato, mentre altre ti fanno continuare a leggere
                    e io voglio sapere quali sono.
                    So che stai leggendo questa poesia in attesa di udire qualcosa, divisa tra amarezza e speranza,
                    per poi tornare ai compiti che non puoi rifiutare.
                    So che stai leggendo questa poesia perché non c’è altro da leggere,
                    lì dove sei approdata, nuda come sei.

                    Adrienne Rich

                    ( Cartografie del silenzio, Crocetti Editore, Milano, 2000 )
                    Last edited by Bauxite; 17-08-2010, 21:13.

                    Comment

                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica
                      • 25/12/09
                      • 36335

                      #640
                      Fiori segreti

                      Comment

                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 65997

                        #641
                        Incontro

                        Queste dure colline che han fatto il mio corpo
                        e lo scuotono a tanti ricordi, mi han schiuso il prodigio
                        di costei, che non sa che la vivo e non riesco a comprenderla.

                        L'ho incontrata, una sera: una macchia pi
                        amate i vostri nemici

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                        • Knuk
                          Muro di gomma
                          • 15/04/10
                          • 708

                          #642
                          Una delle mie preferite,
                          allego anche una mia foto fatta proprio pochi giorni fa.

                          Agosto.
                          Contraponientes
                          de melocotón y azúcar,
                          y el sol dentro de la tarde,
                          como el hueso en una fruta.

                          La panocha guarda intacta
                          su risa amarilla y dura.

                          Agosto.
                          Los niños comen
                          pan moreno y rica luna.


                          De: Canciones
                          Federico García Lorca





                          [Agosto,
                          controluce a tramonti
                          di pesca e zucchero
                          e il sole dentro la sera
                          come il nocciolo nel frutto.

                          La pannocchia serba intatta
                          la sua risata gialla e dura.

                          Agosto.
                          I bambini mangiano
                          pane nero e luna piena.]
                          Qui gladio ferit gladio perit

                          Ω

                          Comment

                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 65997

                            #643
                            Che belle (poesia e foto) ! Brava e grazie.
                            amate i vostri nemici

                            Comment

                            • Knuk
                              Muro di gomma
                              • 15/04/10
                              • 708

                              #644
                              Grazie!

                              Posto anche Meriggiare pallido e assorto di montale, ti fa proprio assaporare l'estate, imo..

                              [Meriggiare pallido e assorto
                              presso un rovente muro d'orto,
                              ascoltare tra i pruni e gli sterpi
                              schiocchi di merli, frusci di serpi.
                              Nelle crepe dei suolo o su la veccia
                              spiar le file di rosse formiche
                              ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
                              a sommo di minuscole biche.

                              Osservare tra frondi il palpitare
                              lontano di scaglie di mare
                              mentre si levano tremuli scricchi
                              di cicale dai calvi picchi.

                              E andando nel sole che abbaglia
                              sentire con triste meraviglia
                              com'è tutta la vita e il suo travaglio
                              in questo seguitare una muraglia
                              che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.]


                              E' pazzesca
                              Qui gladio ferit gladio perit

                              Ω

                              Comment

                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 65997

                                #645
                                Concordo.
                                amate i vostri nemici

                                Comment

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