Sophie cominciava a mostrare i capelli scuri di sua madre e, se Charlie vedeva bene, la stessa espressione perplessa di affetto nei suoi confronti (pi� un filo di bava).
"E cos�, io sono la Morte" disse, mentre tentava di mettere insieme un sandwich al tonno. "Il tuo papino � la Morte, tesoro". Controll� il pane, non fidandosi del meccanismo di espulsione (perch� a volte al tostapane piace prenderti per il culo).
"La Morte" ripet�, mentre gli scivolava l'apriscatole e sbatteva la mano fasciata contro il piano di lavoro. "Dannazione!".
Sophie gorgogli�, lasciandosi andare a un allegro mormorio da poppante che Charlie tradusse:Parla, papino.Per favore continua.
"Non posso neppure uscire di casa per paura che qualcuno cada stecchito ai miei piedi. Sono la Morte, tesoro. Certo, tu adesso ridi, ma non ti ammetteranno mai in un buon asilo, con un padre che manda la gente al camposanto".
Sophie fece una bolla di saliva, in segno di comprensione. Charlie fece uscire il pane con le mani. Era poco cotto, ma se l'avesse spinto di nuovo dentro si sarebbe bruciato, a meno che non l'avesse controllato ogni secondo, per poi toglierlo di nuovo a mano. Cos�, probabilmente adesso sarebbe stato infettato da un raro e debilitante agente patogeno dei toast poco cotti. La sindrome del tost pazzo! Fanculo a chi ha inventato il tostapane.

Un lavoro sporco, di Christopher Moore