Ci portammo oltre, e de� Ciclopi altieri,
Che vivon senza leggi, a vista fummo.135
Questi, lasciando ai Numi ogni pensiero,
N� ramo, o seme por, n� soglion gleba
Col vomere spezzar: ma il tutto viene
Non seminato, non piantato, o arato,
L�orzo, il frumento, e la gioconda vite,140
Che si carca di grosse uve, e cui Giove
Con pioggia tempestiva educa, e cresce.
Leggi non han, non radunanze, in cui
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Si consulti tra lor: de� monti eccelsi
Dimoran per le cime, o in antri cavi,145
Su la moglie ciascun regna, e su i figli,
N� l�uno all�altro tanto o quanto guarda.
Ai Ciclopi di contra, e n� vicino
Troppo, n� lunge, un�isoletta siede
Di foreste ombreggiata, ed abitata150
Da un�infinita naz�on di capre
Silvestri, onde la pace alcun non turba:
Ch� il cacciator, che per burroni e boschi
Si consuma la vita, ivi non entra,
Non aratore, o mandr�an, v�alberga.

ODISSEA (Ulisse approda nella terra dei cicl�pi)