E' quello che penso anche io. Visto che non ha passioni particolari, tanto vale che impari due o tre lingue straniere: potr� fare la barista a Rimini o l'avvocato a Londra, secondo la voglia che avr� di studiare. Il problema che sta emergendo � che odia il francese, e la maggior parte dei licei linguistici lo prevede come seconda lingua obbligatoria; sono pochissimi quelli che permettono di studiare spagnolo o tedesco.
Si � posto anche il problema istituti tecnici o professionali, e qui mi ricollego a quello che scrive Doppio. Figlia non ha voglia di studiare: � la tipa che passa dal 9, quando si degna di stare mezz'ora sui libri, al 4 o al 5, quando non li apre proprio. Per� ammetto di avere un pregiudizio un po' snob su questa scelta: per me la cultura personale � di fondamentale importanza, e l'ambiente che ci circonda contribuisce moltissimo alla formazione. L'ambiente degli istituti professionali, per come lo conosco, non mi piace: pieno di ragazzi che, come lei, pensano che sia una scuola "facile", dove si studia poco. Perch� andare al ribasso ? Se prendi una buona rincorsa per il salto, magari non raggiungi il ramo pi� alto, ma sempre meglio che partire e rimanere a quattro zampe, tarpandoti le ali prima ancora di sapere che estensione hanno. Questo mio pensiero � fonte di frustrazione per Marta, e questo mi dispiace. Ho paura di farle troppa pressione, lei per fortuna � un tipo che non tiene le cose dentro, e di questo parliamo chiaramente. Forse sbaglio, riverso le mie ambizioni su di lei. E' molto complicato, riconosco di avere dei pregiudizi.







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