Come recuperare i padri, Nahui? Come farli tornare in Famiglia? Come tamponare le loro fughe vigliacche al calcetto nei dopo-cena? Una Madre non deve sentirsi sminuita se torna ad affidare a lui ciò che gli compete: Cioè l'Autorità. Per i Figli questo è importantissimo!
Col fatto della parità, abbiamo dimenticato l'Armonia. Anche non volendo, quasi non accorgendosene, oggi le mamme fanno troppo: Parcheggiano i bambini coi nonni o all'asilo tutto il giorno. Tornano dal lavoro stanchissime, spesso ipertese. Iniziano a occuparsi della casa, dettano loro le regole di comportamento. Quando i figli hanno un problema invece, è basilare che la madre, anche se dice la sua, proponga "Senti anche papà...sentiamo cosa dice papà"...
Ti chiedo: Quante lo fanno?
"Perché, dunque, se il padre è una figura così importante, nel bene e nel male, oggi appare in declino? Nel suo famoso libro Il gesto di Ettore, Luigi Zoja tenta di dare una risposta, partendo dalla considerazione che, mentre la maternità è data biologicamente, e il rapporto madre-figlio negli esseri umani non deve essere costruito, ma deriva alla nostra specie in quanto discendente dagli altri animali e in particolare dai mammiferi, il padre è una vera e propria creazione culturale.Se ci pensiamo, in effetti per il padre il collegamento fra l’atto della procreazione e il figlio non è biologicamente fondato, perché il padre non cresce il feto, non partorisce, non allatta il neonato, e via di seguito. Quindi, mentre il legame fra madre e figlio è fondamentale per la sopravvivenza del neonato, il legame fra padre e figlio non lo è e deve essere costruito, in un certo senso, artificialmente. Per questo è un legame più fragile, la cui costruzione può essere facilmente trascurata se la società intorno non provvede adeguati rituali di iniziazione al ruolo del padre, come avveniva nei secoli passati.Le statistiche sono abbastanza note ed esplicative: in caso di separazione o divorzio, quasi sempre i figli vengono assegnati alle madri dai giudici, con pochissimo spazio per i padri, che spesso possono vedere i figli una sera a settimana, o un weekend al mese, a seconda. Nelle separazioni familiari, quindi, il ruolo del padre è spesso il primo o il solo ad essere sacrificato, il che è dovuto, lo sottolineiamo di nuovo, alla sua fragilità.In Italia, in particolare, la situazione è ancora più aggravata dalla presenza pervadente della figura della Grande Madre (in particolare della Grande Madre mediterranea), che poi assume, a seconda dei luoghi, tante configurazioni diverse. Il Padre ci richiama alla responsabilità, la responsabilità di sostenere la crescita della generazione successiva, di preparare il futuro della nostra specie, emendandola dal passato. Per questo, ritengo, in questo momento storico è cruciale, specialmente in Italia (ma non solo) che ci sia una riflessione di tutti sul prezzo che tutti quanti paghiamo per la latitanza dei padri, sia essa voluta, sia essa indotta dal mondo nel quale viviamo, un mondo nel quale, ricordiamolo, viene premiata unicamente l’efficienza produttiva, e non la capacità, propria dei padri, di trasmettere anzitutto dei valori alle generazioni più giovani. Vorrei chiudere quest’intervento ricordando un ultimo film di uno sfortunato attore e regista italiano, Francesco Nuti. Il film, che molti di voi conosceranno, è Tutta colpa del Paradiso, ed è la storia di un uomo, un padre, che esce dal carcere e scopre che suo figlio è stato adottato da una famiglia di un’altra città, del nord Italia. Parte quindi alla ricerca di suo figlio, riesce a trovarlo e a vivere, almeno in parte, il suo ruolo di padre stabilendo una complicità con lui, salvo poi tornare alla sua vita e lasciarlo alla famiglia che lo ha adottato, senza rivelare mai la sua vera identità al bambino.Credo che questo film sia una testimonianza importante, a livello artistico, di quello che significa per un uomo conquistarsi il ruolo di padre dei propri figli. Come Ulisse, torna a Itaca e riabbraccia Telemaco, dopo vent’anni di esilio, così Romeo, nel film di Nuti, abbraccia suo figlio Lorenzo dopo essere stato punito per i suoi reati. Possiamo solo augurarci che, anche a livello collettivo, Ulisse torni presto a casa, e che sia un padre buono, ragionevole e amorevole, che possa trasmettere ai propri figli i valori dei quali, spesso, sentiamo la mancanza: onestà, dignità, ricerca del senso dell’esistenza."
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