questo lo dici tu, in base alla tua personale idea; quello che crede ad una traduzione dottrinaria violenta, crede comunque e non sei certo tu a potergli negare la patente di credente;
e qui arriviamo al problema, connesso, che ho posto prima:
se un testo non è sufficiente a garantire un'interpretazione convenzionale (quasi) totalitaria - come avviene per una legge qualsiasi: col semaforo rosso, ci si ferma, son tutti d'accordo, tranne pochi delinquenti - hai tanti Gesù, Maometti, personali, ognuno è credente come gli pare, anche in modo violento;
peraltro, questa è la storia, del passato e del presente: nell'ultimo mese, abbiamo avuto attentati contro musulmani, cristiani ed ebrei; non si compiono attentati nei circoli di scacchi, o elle scuole di musica...
Quello che ho detto avviene prima nella coscienza, e se peccasse non sarebbe più vero credente e avrebbe bisogno del perdono per ritornare vero credente.
Come credente dico di cercare Dio, anche se non si fa trovare perché ho a mente quello che ha detto Gesù: "cercate e cercate, finché non troverete, e quando avrete trovato sarete vero credente. se vuoi si può specificare meglio che cosa sia il vero credente anche se con te sembra difficile trovare termini comuni.
E' pure evidente, da quanto dici, che Dio è esperienza personale e non bisogna fidarsi finché tale esperienza di Dio non sia anche la propria.
Gesù non obbliga ma invita sapendo pure che il suo invito è improrogabile perché è sua esperienza diretta. E' ciò è un obbligo per qualsiasi credente ffinche si metta in moto quell'identificazione di cui Gesù tanto parla: "Voi in me ed io in voi ed insieme in Dio"; ovviamente il dio di Gesù e nessun altro per chi crede in Gesù.
A questo punto mi dici a che serve convincere? Di Dio se ne può solo parlare, niente di più.
Ovviamente questo è il mio personale modo di pensare.[/QUOTE]







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