A proposito di carsimi...

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 65997

    #931
    Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
    Tutta fuffa che non prova nulla. E' come dire che se il Manzoni ha scritto i Promessi sposi, opera narrativa, non può aver scritto il 5 maggio, opera poetica. E viceversa.
    Si tratta solo di ipotesi e ragionamenti che non portano a nulla di certo. Nonostante l'insistenza di Axe su questi argomenti per screditare qualsiasi cosa.
    Non è in grado di portare prove a discredito e allora porta solo ipotesi e calunnie.
    Certo, Axe, un Gesù ci sarà pur stato in tutto Israele 2000 anni fa, ma chissà che avrà fatto o detto. Basta catalogare i Vangeli come opere di fantasia o apologetiche e la menzogna è sdoganata.
    Tutto ciò non c'entra nulla con Pietro a Roma, ma quel discorso su Gesù è stato fatto più volte da Axe.
    Ha sempre avuto in mano un 2 di picche e quello gioca sempre, pensando di avere in mano la carta vincente.
    Purtroppo è questo che, più che rattristare, sorprende. E' uno che si vanta d'aver studiato, d'essere colto, erudito, preparato....
    Lo stimavo, all'inizio. Anche molto. Poi m'è caduto di collo.
    amate i vostri nemici

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    • axeUgene
      Opinionista
      • 17/04/10
      • 24399

      #932
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Purtroppo è questo che, più che rattristare, sorprende. E' uno che si vanta d'aver studiato, d'essere colto, erudito, preparato....
      Lo stimavo, all'inizio. Anche molto. Poi m'è caduto di collo.
      vedo che tu e arcobaleno continuate ad attribuire a me ciò che viene insegnato nelle facoltà di storia antica, anche di università religiose;

      pur di attaccarmi, vi riducete a far la figura da anziani dementi e paranoici che scambiano il postino per il mittente di una cartella esattoriale , o incolpano il laboratorio di analisi della loro malattia...

      davvero non avete alcun amor proprio, senso del ridicolo, desiderio di essere considerati persone ragionevoli , pur di continuare ad incolpare di un fatto sgradito chi ve ne dia notizia, passando da veri idioti, quali non siete?
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Misterikx
        whatever..
        • 24/03/05
        • 15327

        #933
        resisti Axe

        i paranoici soffrono perché non possono piú metterti al rogo..
        " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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        • Arcobaleno
          Opinionista
          • 31/12/16
          • 3756

          #934
          Che dovremmo dire? Che gli storici atei che non hanno fatto ricerche su personaggi religiosi, perché non gliene importava nulla, sono credibili perché non li hanno citati nei loro resoconti; e che gli storici credenti, che hanno fatto ricerche su personaggi religiosi e hanno trovato qualcosa, non sono credibili perché di parte?
          Finitela con queste accuse infamanti contro i credenti, i quali hanno profondo rispetto per la verità e, tranne i mascalzoni, mai mentirebbero su queste questioni.
          La vostra è diffamazione allo stato puro. E siete convinti di essere furbi.
          Fate l'amore, non la guerra.
          Lavorare tutti, lavorare meno.

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          • restodelcarlino
            giullare

            • 13/05/19
            • 12223

            #935
            o forse no?
            Leggo gli ultimi post di questo thread (che del tema iniziale mi sembra non abbia più nulla, o quasi) con lo stesso spirito con cui i perdigiorno andavano nelle aule dei tribunali ad assistere ai processi, per ascoltare le arringhe dei principi del foro (https://ricerca.repubblica.it/repubb...itri-gava.html). Degli imputati e dei crimini loro attribuiti, non gliene poteva fr...de meno. Idem della decisione dei giurati. Penso proprio di essere come uno di loro, che si gode lo spettacolo. Non so niente (né mi interessa più che tanto) a proposito del "processo", ma apprezzo le schermaglie dei "principi del foro". La conoscenza approfondita, la dialettica, lo spirito combattivo, l'humour. Tutto. Ma ho notato che c'é una profonda differenza con la mia metafora. Una differenza fondamentale. Qui le parti in causa, per restare nella metafora, non si riferiscono allo stesso codice (penale e di procedura penale), ma ognuno ha il suo. Quindi, difficile lavoro per l'eventuale giurato (che non sono assolutamente: io, perdigiorno sono). Per lo spettatore come me, dato che il risultato del processo non lo interessa, lo spettacolo é assicurato. I toni salgono, abbiamo superato gli insulti larvati, siamo alle ingiurie soft, le ingiurie sanguinose sono ormai alle porte. Bene bene. La sete di sangue e violenza dello spettatore standard (io)sarà presto soddisfatta? Passeremo dall'arena giuridica a quella circense? Speriamo, le premesse ci sono tutte. Mi metto comodo.
            https://img.freepik.com/vettori-grat...1284-42214.jpg

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            • Pazza_di_Acerra
              люблю беспокоиться
              • 09/12/09
              • 28840

              #936
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              Io non so più che cosa fare con voi, ragazzi

              Prove testuali indicano quindi chiaramente che la destinazione di Pietro era Roma. Una
              conferma ulteriore proviene dalla storia della Chiesa, in un suggestivo particolare
              riportato da Eusebio e da Girolamo. Pietro arrivò a Roma durante il regno di Claudio,
              più precisamente nel secondo anno di regno, l'anno 42 (Eusebio, HE 2,14,6, con
              il Chronicon ad loc, e Girolamo, De viris illustribus 1, dove egli è il «soprintendente»
              o episkopos per venticinque anni, cioè fino alla sua morte sotto Nerone) (32). Questo
              fatto è confermato dal Catalogus Liberianus, del quarto secolo, un elenco di papi
              dall'inizio della diocesi romana fino a papa Liberio (352-66), e dal Liber Pontificalis,
              pubblicato (nella forma conservata) nel sesto secolo (per la maggior parte si basa
              sul Catalogus Liberianus, ma contiene alcune informazioni indipendenti e delle varianti
              nei dettagli)
              (33). Pietro lasciò Gerusalemme subito dopo la fuga dalla prigione nell'anno
              41 o 42.
              Pietro si dirige quindi verso Roma, ma non direttamente. Potrebbe avere visitato
              Antiochia, e forse molte città nell'Asia Minore (cfr. 1Pt 1,1; Eusebio, HE 3, 1,2), forse
              Corinto (cfr. 1Cor 1,12-14; 9,5: probabilmente una traccia della presenza di Pietro a
              Corinto con la moglie, che non fa altre apparizioni dirette nel Nuovo Testamento - cfr.
              Mc 1,29-31 - e muore da martire sotto gli occhi di Pietro, come riporta Clemente
              Alessandrino, Stromata 7,63,3, ed Eusebio, HE 3,30,2). Nell'inverno del 42 arriva a
              Roma. Non fu il primo evangelizzatore ad arrivare in città (i romani citati negli Atti 2,10
              avrebbero diffuso la buona novella prima di lui), ma fu il primo apostolo ad avallare e
              fondare ufficialmente la Chiesa. Il suo arrivo e l'inizio della sua opera è il punto di
              partenza del suo «episcopato», che, come quello ad Antiochia, continua anche durante la
              sua assenza, rimanendo egli il capo titolare o il «soprintendente» ufficiale.
              Pietro non era solo a Roma. Marco andò con lui o direttamente dalla casa della madre o
              lo raggiunse non molto tempo dopo: per quanto concerne la cronologia degli Atti, la
              presenza di Marco a Gerusalemme non era più richiesta già da quando Paolo e Barnaba
              lo portano con se ad Antiochia (At 12,25) nel 46, dopo la «visita per la carestia». Inoltre,
              sentiamo parlare di lui come interprete di Pietro (come scrive Papia), e se Pietro bilingue
              dall'infanzia, ebbe mai bisogno di un interprete per risparmiare alle sensibili orecchie dei
              romani l'affronto del suo rozzo greco non colto, che si combinava con uno scoraggiante
              accento di Galilea, questo accadde all'inizio del suo primo soggiorno, piuttosto che verso
              la fine del secondo (37). Eusebio (HE 6,14,6, citando l'opera perduta di Clemente
              Alessandrino, Hypotyposeis), nota che Marco aveva seguito Pietro per molto tempo,
              un'allusione al lungo rapporto fra i due, del quale 1Pietro 5,13, dove Pietro chiama
              Marco figlio suo, non è l'inizio, ma il punto culminante. Sebbene nessuna delle fonti
              affermi in così tante parole che Marco rimase con Pietro a Roma dal 42 in poi, le prove
              raccolte suggeriscono questa possibilità più di qualsiasi altra.

              http://www.cristianicattolici.net/fi...tro-a-Roma.pdf
              Testone, Eusebio scrive più di due secoli dopo, Girolamo tre. Se vuoi essere credibile devi portare testimonianze coeve. Il fatto che Paolo nelle sue lettere, anche quelle ai romani, non parli mai di Pietro a Roma non ti fa venire qualche dubbio?
              semel in anno licet insanire, cotidie melius

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              • restodelcarlino
                giullare

                • 13/05/19
                • 12223

                #937
                Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                Testone
                dai! solo "testone"?
                su, qualcosa di più piccante!
                sangue!sangue!
                https://img.freepik.com/vettori-grat...1284-42214.jpg

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                • esterno
                  Opinionista
                  • 23/07/14
                  • 1394

                  #938
                  Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
                  -- Certo, Axe…. Ha sempre avuto in mano un 2 di picche e quello gioca sempre, pensando di avere in mano la carta vincente. -


                  Il fatto curioso è che.. semmai "Axe" possedesse quel "misero" 2 di picche _ tu.. Regenbogen, seppur aspirante (illusorio) a novello Saulo, per contro non hai nulla di nulla.

                  Invece è proprio dagli studiosi-specialisti - dunque ben piu' autorevoli della tua (supposta) conoscenza _ rimarcano come proprio le Nuove moderne conoscenze (tra le quali l' archeologia, la Filologia (!)..eccc..eccc..) hanno permesso di scoprire quel plurisecolare pentolone contenente tante poetiche storielle.. seppur spacciate , per secoli e secoli dagli stregoni del culto, come assoluta verita' RI-velata dal "fantasioso" Cielo.

                  Tra i tanti e tanti "specialisti".. cito:
                  - il biblista/principe della santa ekklesia, reverendissimo cardinale G. Ravasi (prefazione del suo: Qoelet / Paoline),
                  - Hans Kueng _ cristianesimo, essenza e storia / Rizzoli
                  - R. Calimani _ Gesu' ebreo / Rusconi
                  ...eccc...eccc....eccc...

                  rimarcano quanto esposto.. ovvero a partire DA quel glorioso Illuminismo è iniziata la totale RE-visione "critica" di quelle mitiche scritture RI-velate, quelle stesse che, per (troppi) secoli, hanno ottenebrato le menti delle incolte moltitudini .

                  I "nuovi mezzi di indagine" (!) hanno cosi' permesso di s-mascherare quelle assolute Certezze propinate dai (raffinati) furbacchioni !

                  Piu' sferzante è il commento del dissidente teologo H.Kueng / che definisce l' Illuminismo come:
                  - la piu' devastante catastrofe per la santa ekklesia / essendo "essa" del tutto - impotente - nell' arginare quella valanga che si abbatteva sulla (sua) imponente impalcatura dogmatica !

                  Come ben si sa DA quell' Illuminismo.. apparira' quell' impavido Samuel Reimarus, di cui tanto si è postato in altre discussioni..........

                  MA solo gli ottusi millenaristi (come i pittoreschi Mormoni, gli invasati TdGeova e le affini congregazioni di alterati mentali..) persistono nella loro strenua difesa di quei mitici passi "scritturali" come Unica-sola verita' (.. per lo piu' redatti da grandi bevitori e/o fumatori di lunghe canne).

                  Orbene.. la carta Vincente non la possiede nessuno (!) _ neppure ( e soprattutto) tu "eccelso Regenbogen" !

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                  • esterno
                    Opinionista
                    • 23/07/14
                    • 1394

                    #939
                    Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggio
                    resisti Axe -- i paranoici soffrono perché non possono piú metterti al rogo..


                    approved:

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                    • Breakthru
                      Opinionista
                      • 30/04/19
                      • 5122

                      #940
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Il voto di obbedienza, nella Chiesa cattolica, è la scelta volontaria di rimettere le proprie decisioni al giudizio di un superiore, confermando il tutto con voto a Dio; è uno dei tre Consigli evangelici.

                      Normalmente chi emette voto di obbedienza professa ugualmente il voto di povertà ed il voto di castità.

                      1599 Nella Chiesa latina il sacramento dell'Ordine per il presbiterato è conferito normalmente solo a candidati disposti ad abbracciare liberamente il celibato e che manifestano pubblicamente la loro volontà di osservarlo per amore del regno di Dio e del servizio degli uomini.

                      http://www.vatican.va/archive/catech...2s2c3a6_it.htm

                      Perdonami, non ho intenzione di leggermi tutta la pagina. In quella pagina che posti c'è effettivamente scritto che i sacerdoti fanno voto di castità?
                      Riguardo il voto di povertà, ugualmente c'è scritto qualcosa in quella pagina?
                      Perché ho fatto la ricerca per trova la parola, castità, casto, povertà, obbedienza e mi è uscita solo l'ultima.



                      Precisamente qui:
                      "1567 « I presbiteri, saggi collaboratori dell'ordine episcopale e suo aiuto e strumento, chiamati al servizio del popolo di Dio, costituiscono col loro Vescovo un unico presbiterio, sebbene destinato a uffici diversi. Nelle singole comunità locali di fedeli rendono, per così dire, presente il Vescovo, cui sono uniti con animo fiducioso e grande, condividono in parte le sue funzioni e la sua sollecitudine e le esercitano con dedizione quotidiana ». 189 I sacerdoti non possono esercitare il loro ministero se non in dipendenza dal Vescovo e in comunione con lui. La promessa di obbedienza che fanno al Vescovo al momento dell'ordinazione e il bacio di pace del Vescovo al termine della liturgia dell'ordinazione significano che il Vescovo li considera come suoi collaboratori, suoi figli, suoi fratelli e suoi amici, e che, in cambio, essi gli devono amore e obbedienza."

                      Però davvero non so dove è scritto che i SACERDOTI ( i sacerdoti, non i frati i monaci e le monache) facciano voto di castità e povertà, fanno promessa di celibato e obbedienza, (la promessa è diversa dal voto) penso che la tua affermazione :"Normalmente chi emette voto di obbedienza professa ugualmente il voto di povertà ed il voto di castità." debba essere dimostrata.


                      ps quella frase che hai scritto presa Wiki" "Normalmente chi emette voto di obbedienza professa ugualmente il voto di povertà ed il voto di castità.[senza fonte]

                      hai dimenticato di riportare che è "senza fonte"
                      Last edited by Breakthru; 20-06-2019, 14:34.

                      Comment

                      • Breakthru
                        Opinionista
                        • 30/04/19
                        • 5122

                        #941
                        Ho trovato la parola celibato

                        "1579 Tutti i ministri ordinati della Chiesa latina, ad eccezione dei diaconi permanenti, sono normalmente scelti fra gli uomini credenti che vivono da celibi e che intendono conservare il celibato « per il regno dei cieli » (Mt 19,12). Chiamati a consacrarsi con cuore indiviso al Signore e alle « sue cose », 212 essi si donano interamente a Dio e agli uomini. Il celibato è un segno di questa vita nuova al cui servizio il ministro della Chiesa viene consacrato; abbracciato con cuore gioioso, esso annuncia in modo radioso il regno di Dio. 213

                        1580 Nelle Chiese Orientali, da secoli, è in vigore una disciplina diversa: mentre i Vescovi sono scelti unicamente fra coloro che vivono nel celibato, uomini sposati possono essere ordinati diaconi e presbiteri. Tale prassi è da molto tempo considerata come legittima; questi presbiteri esercitano un ministero fruttuoso in seno alle loro comunità. 214 D'altro canto il celibato dei presbiteri è in grande onore nelle Chiese Orientali, e numerosi sono i presbiteri che l'hanno scelto liberamente, per il regno di Dio. In Oriente come in Occidente, chi ha ricevuto il sacramento dell'Ordine non può più sposarsi.

                        Celibato non castità

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                        • LadyHawke
                          Opinionista

                          • 29/04/19
                          • 9151

                          #942
                          La promessa di celibato non significa castità, ma dal momento che ai comuni mortali, i fedeli, i credenti è richiesto di astenersi da rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, ne consegue, a mio avviso, che se i sacerdoti promettono celibato anche per loro sia peccato avere rapporti sessuali non potendosi sposare.
                          Infatti basta che si confessino e il peccato è perdonato.
                          La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                          Confucio

                          Comment

                          • Breakthru
                            Opinionista
                            • 30/04/19
                            • 5122

                            #943
                            Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                            La promessa di celibato non significa castità, ma dal momento che ai comuni mortali, i fedeli, i credenti è richiesto di astenersi da rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, ne consegue, a mio avviso, che se i sacerdoti promettono celibato anche per loro sia peccato avere rapporti sessuali non potendosi sposare.
                            Infatti basta che si confessino e il peccato è perdonato.
                            Per me i preti possono essere tutti casti e anche vergini, ma per quello che so io non sono obbligati al voto di castità e neppure di povertà, è una libera scelta.
                            Se però mi portano scritto su un documento che mi sbaglio, che fanno voto di castità e povertà, non ho problemi a dire: "ok mi sono sbagliata"

                            Comment

                            • LadyHawke
                              Opinionista

                              • 29/04/19
                              • 9151

                              #944
                              Avevo letto anch'io un tempo qualcosa a proposito e se non mi sbaglio il voto di castità e povertà era solo per alcuni ordini monastici o di clausura non so, i sacerdoti non credo neanche io facciano voto ma promessa e sono due cose differenti.
                              Difatti la storia ci racconta di papi che hanno generato addirittura figli, quindi altro che castità.
                              Predicare in un modo e razzolare diversamente.
                              La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                              Confucio

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                              • LadyHawke
                                Opinionista

                                • 29/04/19
                                • 9151

                                #945
                                I comandamenti dovrebbero valere anche per i sacerdoti.

                                Castità e celibato, promessa o voto, sono dubbi che sono venuti anche a me e credo che qui si trova una spiegazione più comprensibile che fa chiarezza:
                                LA DIFFERENZA TRA CELIBATO E VOTO DI CASTITÀ PER I PRETI
                                La castità è una virtù che riguarda tutti per vivere e svilupparsi da persone umane, perché permette di trovare “il giusto mezzo” nell’esercizio della sessualità. Ha volti diversi secondo i tempi e gli stati di vita. Per questo si parla di castità della persona giovane, sposata, vedova, celibe... Il voto di castità è altra cosa e consiste nella rinuncia all’esercizio della sessualità per seguire Cristo, come fanno i religiosi. Ai preti cattolici non si chiede il voto di castità ma la promessa di restare celibi, vivendo come tutti la virtù della castità. Questo per essere totalmente liberi nell’edificare con Cristo e come Cristo il Regno di Dio in terra. Il celibato non è richiesto ai sacerdoti dalle Chiese ortodossa e anglicana. Per approfondire si può leggere l’enciclica Sacerdotalis caelibatus di Paolo VI e la Pastores dabo vobis di Giovanni Paolo II.

                                Da Famiglia Cristiana:http://www.famigliacristiana.it/arti...r-i-preti.aspx
                                Last edited by LadyHawke; 20-06-2019, 15:27.
                                La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                                Confucio

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