dunque:

a) il crocifisso, per i cristiani -tutti - è un simbolo religioso;

b) le chiese cristiane - tutte - concepiscono il Cristianesimo come universalista, ossia privo di connotati specifici, nazionali, etnici, statuali, altrimenti identitari diversi dalla fede cristiana; peraltro, volendo parlare di realtà locale "cattolico" vuol dire esattamente "universale";

c) il secondo comandamento, osservato dai cristiani - tutti - vieta di nominare Dio invano, ove il precetto si intende esteso al generale abuso della divinità per intendimenti diversi da quelli religiosi di ciascuna dottrina;

pertanto, la collocazione del crocifisso in contesti extra-religiosi, istituzionali o meno, a marcare territori identitari diversi da quelli della effettiva condivisione religiosa quali chiese ed edifici correlati al culto, è tecnicamente blasfemia, una bestemmia, che i cristiani - tutti - dovrebbero rigettare, se in buona fede;

tutto questo, senza nemmeno scomodare il profilo di laicità dello stato.