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@Lilia.
Il concetto di "quiete" svincolato da ogni tempesta
torna spesso in Leopardi. Nelle Operette Morali il
poeta ci parla di "quiete altissima", indipendente-
mente dalla tempesta. Nell'Infinito la chiama "profon
dissima quiete" ( sono 200 anni che lo ha scritto).
E' la quiete simile alla morte che sola da' tregua
al grande pessimismo leopardiano.[/QUOTE]
Non credo che il Leopardi la intendesse simile alla morte; io credo che lui intendesse l'annullamento mentale nel perdersi dei pensieri, una specie di yoga interiore, che è sempre evasione dal quotidiano che opprime.
La morte appartiene a tutti ma la sua sofferenza no.
Ultima modifica di crepuscolo; 20-12-2019 alle 16:48
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