Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
Guarda che perfino uno come Pascal descriveva la questione in tali termini....

La scommessa di Pascal è un argomento che tratta dell'esistenza di Dio. È stato proposto da Blaise Pascal (1623-1662), matematico, fisico, filosofo e teologo francese. Esso riprende un argomento degli scrittori patristici per convincere i pagani e gli atei a convertirsi al Cristianesimo, ristrutturato con una retorica efficace e con strutture di ragionamento moderne: il "se ..., allora ..." tipico della scienza, che è un sapere ipotetico, e un formato tabellare, quasi statistico, che esplora le 4 possibilità, casi favorevoli e sfavorevoli.

L'argomento appartiene all'apologia del Cristianesimo. Pascal lo sviluppa ne I Pensieri (Les Pensées) , paragrafo 233 di quest'opera (postuma). Il ragionamento di Pascal conduce alla conclusione che conviene credere in Dio. Infatti se Dio esiste, si ottiene la salvezza; se Dio non esiste, si è vissuto un'esistenza lieta pur nella consapevolezza di finire in polvere. Pascal afferma la superiorità della fede in virtù del fatto che essa è in grado di portarci all'eternità, che è infinitamente superiore ai piaceri effimeri, materiali e finiti, di cui è possibile godere sulla terra: tali piaceri, concludendosi in dispiacere, non sono considerabili come veri piaceri.
vedi, la diffusione di questo argomento, che tu abbracci così ingenuamente, spiega perfettamente il declino del mondo cattolico e il predominio di quello riformato, che ha modellato l'etica individualista delle nostre società:

di fronte a Lutero che, con Paolo, si rivolgeva alle coscienze e al sentimento di giustizia, di doveroso, a capo dell'individuo - poi tradotto da Kant in imperativo categorico, contrapposto proprio a quello eventuale, conveniente - Pascal indica questo ragionamento, da seguire opportunisticamente perché conviene;

non perché sia sentito come giusto e doveroso;
cioè, la sfiducia nell'essere umano, ad immagine e somiglianza solo teoricamente; in realtà un bruto da ammansire facendo leva sull'istinto opportunista, come nella televendita di una poltrona: comprala, anche se non ti serve: te ne regaliamo una uguale, che non ti serve nemmeno quella, ma ti conviene perché le paghi la metà
la pretesa ragione usata per aggirare ciò che Dio avesse disposto altrimenti;un corto-circuito teologico, che si paga;

hai messo il dito sulla piaga, anche se non tutto è bianco o nero;
aderire a questa corrente di pensiero ci ha risparmiato tante guerre, e questo è certamente un aspetto positivo; ma ha anche soffocato il pensiero critico e morale e abolito il sentimento religioso autentico, per chi ci tiene; quando vedi i cattolici fai da te, tiepidi o opportunisti, ricordati che sono esattamente figli di questa educazione a ciò che conviene, in cui si destreggiano meglio di Luis Oliveira tra un nugolo di difensori