La pubblicità parla al bambino che è in noi, alla ricerca di gratificazioni e riconoscimento, e non all'adulto perché altrimenti crollerebbe la società dei consumi (che dà da magnare a tutti noi): a parte il cibo, i medicinali, utenze varie, un paio di abiti l'anno, tutto il resto è robaccia inutile e dannosa per il pianeta, che qualsiasi "adulto" in senso psicologico, non comprerebbe, preferendo mettere da parte i soldi.