tu confondi metodicamente una tua rappresentazione ideale su come dovrebbe essere l'esistenza, traducendola nel precetto per cui saremmo chiamati a fare qualcosa:
mentre la realtà dei fatti è che mettere al mondo figli e l'educazione sono evidentemente forme di imposizione;
la legge, che rappresenta la morale pubblica, ti inibirebbe la patria potestà se tu la intendessi come libertà che nell'apprezzamento dell'ordinamento diventa trascuratezza;
l'istruzione, per esempio, fino ad una certa età, è un obbligo;
questa è solo una questione di misura e abitudini sociali;
sicuramente i tuoi figli medici hanno dovuto essere iper-competitivi, visto che medicina è a numero chiuso, chiusissimo;
i genitori - in Estremo Oriente, ma oramai ovunque - esattamente come te educano quei figli all'iper-competitività proprio nella speranza di sottrarli ad un destino di robot, da operai semplici; a volte si tratta di una calcolo sbagliato; ma il senso è sempre lo stesso, e cioè che nella società contemporanea industrializzata nessuno più - fatta eccezione per settori marginali, poverissimi e analfabeti, sottoproletari, o ricchissimi e filosofi, in grado di sottrarsi a qualsiasi ricatto sociale- procrea con l'idea della Provvidenza, senza sentirsi in dovere di "investire" in modo intensivo nell'educazione dei figli.
Originariamente Scritto da conogelato
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la legge, che rappresenta la morale pubblica, ti inibirebbe la patria potestà se tu la intendessi come libertà che nell'apprezzamento dell'ordinamento diventa trascuratezza;
l'istruzione, per esempio, fino ad una certa età, è un obbligo;
L'iper competitività, l'arrampicamento sociale,diventare "qualcuno" (tipiche espressioni ad esempio della società giapponese) conducono spesso tanti ragazzi alla depressione e al suicidio. Proprio perchè alla fine si è considerati macchine, robots, mezzi di produzione....nient'altro che vittime di un certo tipo di pressione sociale.
sicuramente i tuoi figli medici hanno dovuto essere iper-competitivi, visto che medicina è a numero chiuso, chiusissimo;
i genitori - in Estremo Oriente, ma oramai ovunque - esattamente come te educano quei figli all'iper-competitività proprio nella speranza di sottrarli ad un destino di robot, da operai semplici; a volte si tratta di una calcolo sbagliato; ma il senso è sempre lo stesso, e cioè che nella società contemporanea industrializzata nessuno più - fatta eccezione per settori marginali, poverissimi e analfabeti, sottoproletari, o ricchissimi e filosofi, in grado di sottrarsi a qualsiasi ricatto sociale- procrea con l'idea della Provvidenza, senza sentirsi in dovere di "investire" in modo intensivo nell'educazione dei figli.


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