sì, quello che dici è vero, e anche ovvio;
ma Doppio ha solo fatto notare una cosa altrettanto ovvia - anche se si tratta di un concetto molto laico e relativista - e cioè semplicemente che la Chiesa si comportava in modo più o meno allineato agli standard delle diverse epoche, almeno fino ad un certo periodo; senza essere più crudele di quegli standard e, almeno in diversi casi, meno;
questo è un dato abbastanza oggettivo, che nulla toglie poi quanto sostieni tu, se invece ci si rapporta allo standard evangelico; cosa che però implica uno sguardo da fedele o in qualche modo partecipe, laddove Doppio invece si pone a distanza utile per una riflessione oggettiva;
in effetti, il vero minus funzionale della Chiesa è il fatto di essersi essa stessa incaprettata del "dogma" - tra virgolette, perché non è un vero dogma, della tradizione e dell'autorità papale; un macigno che rende difficilissimo rivedere anche aspetti risibili della dottrina, poiché sarebbe necessario smentire i pontefici del passato, col rischio di togliere elementi essenziali dell'architettura del tutto;
tanto per fare un significativo esempio comparativo che spieghi la questione: in ambito riformato puoi avere, sulla base degli stessi testi, una chiesa estremamente conservatrice sul piano dei valori della famiglia, ma in cui il matrimonio non è comunque un sacramento, e un'altra in cui si celebrano i matrimoni omosessuali, e le cui divergenze cono comunque accettate come parte legittima della prassi di culto;
nel Cattolicesimo, in ossequio alla tradizione, siamo ancora in mezzo al guado sulla questione dell'impartire o meno l'eucarestia al coniuge abbandonato, nemmeno al "colpevole" che abbia lasciato;
ora, non è che i cardinali non capiscano l'assurdità del tutto; sono semplicemente prigionieri di un passato che non possono smentire facilmente e vistosamente, perché nella Modernità questo equivarrebbe alla sconfessione della stessa investitura che quelli rivendicano.







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