"Il dolore"

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  • axeUgene
    Opinionista
    • 17/04/10
    • 24399

    #946
    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    In sostanza, in forma molto sintetica, altro che il Bignamino, volevo dire che Dio ha scelto di stare con noi nella maniera umana, l'uomo è progredito nel tempo e Dio ha scelto di progredire con lui; la Bibbia è piena di questo pensiero, nonostante il bene ed il male. Non è come dici tu o Vega che Dio si corregge, ma Dio avanza saltando tra le cime più alte della foresta, pensando come foresta l'insieme degli esseri umani.
    Purtroppo non è ancora un bel giardino
    non so; questa è opinione tua, legittima;

    ma io stavo discutendo della dottrina cristiana, che è una cosa bella solida, scritta; per ora non in base alle tue idee; quella roba di Paolo si legge a messa, praticamente ogni domenica;
    se poi postuli il libero arbitrio, è un po' come se un tifoso del Toro andasse allo stadio con la bandiera della Juve; se ti piace, fai pure; ma se uno ti fa presente che forse c'è qualcosa che non torna non c'è troppo da scandalizzarsi.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 65997

      #947
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      hai ragione; ma non lo dire a me, che non ho elaborato quella teologia;

      se presupponi un dio onnisciente - quindi pre-sciente - che crea tutto, ed è anche onnipotente, la logica ti costringe a quella conclusione;

      perché mai credi che gli stessi dottori della Chiesa parlino di volontà imperscrutabile e di mistero a proposito dell'origine del Male ?
      se avessero una risposta logica e razionale, sarebbe nel loro interesse esporla, no ?


      ancora ???
      se Dio conosce le future azioni di Putin prima di crearlo, quelle azioni saranno, e se lo crea lo stesso vuol dire che intende che quelle azioni si compiano; se non ti piace, devi cambiare quei vincoli logici !


      sì, quella di un dio onnisciente che "corre rischi", come un amministratore di condominio che si trovi di fronte a condomini insolventi....


      se parti da voler dimostrare il libero arbitrio, quando Paolo postula esattamente l'opposto, la vedo dura:

      sempre dalla Romani:


      qui ti ha spiegato che è Dio a decidere chi far credere e chi rendere ostinato;
      poi, proprio per chiarire oltre ogni ragionevole dubbio, fa chiedere all'interlocutore immaginario:


      cioè, l'interlocutore intende esattamente ciò che è evidente: è Dio che decide le azioni umane, secondo un Suo piano, non il libero arbitrio, pertanto obietta:
      perché rimproverare (ciò che non dipende da noi) ?

      ma la risposta di Paolo non è quella che sostieni tu, inventandoti meriti e demeriti umani, un libero arbitrio che ci vuoi infilare a tutti i costi e che è assolutamente negato dal testo, in modo ridondante; la risposta di Paolo è questa:


      cioè, ribadisce, proprio per i più tonti e duri di comprendonio, che è solo Dio a decidere, a prescindere da qualsiasi contestazione e logica umana;

      del resto, dovrebbe essere chiaro; se la salvezza umana dipendesse dal libero arbitrio di conformarsi o meno, e non da una decisione divina, avremmo un dio "obbligato" ad attenersi ad un principio di giustizia, come percepito dall'uomo:
      mi sono comportato bene, ora mi devi salvare;
      questo è impossibile, perché negherebbe l'onnipotenza, la facoltà divina di disporre in ultima parola a Suo arbitrio; Dio non deve niente a nessuno;

      poi si finisce a postulare cose come questa:


      Dio che chiede il permesso...
      .

      ancora una volta, un dio che conosce da sempre le azioni umane - perché così ha creato quelle persone - e, nonostante questo, dovrebbe aspettare queste decisioni per scegliere, chi dirà sì, chi no, e regolarsi di conseguenza, come una qualsiasi massaia dal salumiere:
      il banconiere mi ha detto che il Parma era finito, allora ho comprato due etti di S. Daniele...
      Eppure fa così, Dio. Leggiamo questo nella Bibbia, Axe. Ama e rispetta a tal punto l'Uomo, da mettersi nelle sue mani.....
      E a pensarci bene, tale modo di agire ci fa vedere sotto una luce diversa tutta la Storia, anche quella nostra personale. Tutti facciamo o abbiamo fatto esperienza del dolore: tutti! Ma una cosa è considerarlo solo una sciagura incomprensibile, altra riempirlo, alla luce di Cristo, di significato e di senso....
      amate i vostri nemici

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      • axeUgene
        Opinionista
        • 17/04/10
        • 24399

        #948
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Eppure fa così, Dio. Leggiamo questo nella Bibbia, Axe. Ama e rispetta a tal punto l'Uomo, da mettersi nelle sue mani.....
        dai testi che la tua chiesa ritiene sacri, e che ho citato più e più volte, risulterebbe il contrario;

        quel S. Paolo di Tarso, fondatore della Dottrina, che leggete ogni domenica a messa, scrive e ribadisce più e più volte, oltre ogni ragionevole dubbio e interpretazione, che è Dio stesso a decidere se ognuno di noi avrà fede, oppure sarà reso ostinato, senza che se ne abbia merito alcuno, né capacità ultima di decidere alcunché del proprio destino; alla faccia del libero arbitrio...
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • Fiammetta
          Opinionista
          • 25/05/21
          • 741

          #949
          No, no, va bene cos', Lutero lo chiama servio arbitrio, di libero non c'è nulla.
          Vero é che la fede, che é un dono, puo' essere aumentata dalla ragione dell'uomo.

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 65997

            #950
            Ohhhh molto bene qui, Fiammetta: brava!
            Dio ci dona la Fede come pegno....come caparra. Ma sta poi a ciascuno di noi coltivarla, conservarla o perderla. Lo afferma a chiare lettere proprio San Paolo al termine della sua vita terrena....

            "Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione."

            2. Lettera a Timoteo
            amate i vostri nemici

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            • axeUgene
              Opinionista
              • 17/04/10
              • 24399

              #951
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              Ohhhh molto bene qui, Fiammetta: brava!
              Dio ci dona la Fede come pegno....come caparra. Ma sta poi a ciascuno di noi coltivarla, conservarla o perderla.
              ma che vuol dire ???
              quando è scritto:

              16Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che ha misericordia. 17Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra. 18Dio quindi ha misericordia verso chi vuole e rende ostinato chi vuole.

              se è Dio che rende ostinati, se così vuole; crea il faraone perché gli sia strumento, non perché sia libero di fare quel che gli pare...
              che ti vuoi conservare, coltivare..? non dipende dalla volontà e dagli sforzi dell'uomo...

              qui mi pare che gli sforzi siano protesi a far finta di non capire ciò che è scritto a chiare lettere: dipende solo e tutto da ciò che decide Dio; altro che libero arbitrio !
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Arcobaleno
                Opinionista
                • 31/12/16
                • 3756

                #952
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                ma che vuol dire ???
                quando è scritto:

                16Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che ha misericordia. 17Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra. 18Dio quindi ha misericordia verso chi vuole e rende ostinato chi vuole.

                se è Dio che rende ostinati, se così vuole; crea il faraone perché gli sia strumento, non perché sia libero di fare quel che gli pare...
                che ti vuoi conservare, coltivare..? non dipende dalla volontà e dagli sforzi dell'uomo...

                qui mi pare che gli sforzi siano protesi a far finta di non capire ciò che è scritto a chiare lettere: dipende solo e tutto da ciò che decide Dio; altro che libero arbitrio !
                Nella discussione "Bisogna aprire il cuore alla verità e cercare di farlo aprire al prossimo." scrissi, tra le altre cose:

                Nel Kitáb-I-Asmá’ (Il Libro dei Nomi), testo bahà’ì, scritto dal Bàb:

                XVII, 15 CONSIDERA come all'apparire di ciascuna Rivelazione,
                chiunque apra il cuore al Suo Autore riconosca la Verità,
                mentre i cuori di coloro che non riescono ad afferrare la Verità
                siano serrati, perché a Lui si sono chiusi. Nondimeno, l'aprirsi
                del cuore è elargito da Dio ad ambo le parti parimenti. Iddio
                non desidera sigillare cuore alcuno, foss'anche di formica, e
                tantomeno di creatura superiore, salvo che essa non si lasci
                avvolgere dai veli, perché Dio è il Creatore di tutte le cose.

                ...
                Se infatti dischiuderai un cuore per amor Suo, ciò ti
                varrà più di tutte le azioni virtuose, perché le opere sono subordinate
                alla fede in Lui e alla certezza nella Sua Realtà.

                Da questo testo del 1800 si capisce chiaramente come stanno effettivamente le cose.
                Tu insisti nel citare Paolo. Se ci fosse effettivo conflitto tra ciò che scrisse Paolo e ciò che scrisse il Bàb, ovviamente, come abbiamo letto, le rivelazioni posteriori prevalgono su quelle precedenti. Quindi il tuo insistere è comunque scellerato. Così abbiamo letto.
                Io sono però convinto che le cose scritte da Paolo possano essere interpretate in modo coerente col resto delle Scritture, che parlano chiaramente di libero arbitrio o lo lasciano sottinteso, come nel caso della scelta della prima coppia se mangiare o meno il frutto proibito.

                Nel testo citato è ribadito che le opere sono subordinate alla fede: questo coincide con le affermazioni di Paolo. Ancora una volta le decisioni di Dio non sono prese a casaccio, come vorresti far credere tu, scellerato, ma valutando innanzi tutto la fede. La fede è una scelta, non richiede sforzi e volontà, bensì le azioni li richiedono.
                Ha visto il faraone pieno di sé e rinnegatore del Dio d'Israele, che afferma di non conoscere? Ebbene, Dio ha fatto vivere Mosè proprio durante il regno di quel faraone, probabilmente peggiore degli altri, in modo da liberare gli ebrei dalla schiavitù.
                Ribadisco ancora una volta che alcune vite sono predeterminate da Dio, almeno per quanto concerne la missione, come nel caso degli inviati di Dio, Mosè compreso, ma non tutte le loro azioni, buone o cattive che siano. Tant'è che anche Mosè sbagliò qualcosa e fu punito. E ho inviato da poco una discussione a proposito, dove è specificato l'errore di Mosè, che non appariva chiaro nel testo biblico.
                Fate l'amore, non la guerra.
                Lavorare tutti, lavorare meno.

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                • axeUgene
                  Opinionista
                  • 17/04/10
                  • 24399

                  #953
                  Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
                  [I]Da questo testo del 1800 si capisce chiaramente come stanno effettivamente le cose.
                  Tu insisti nel citare Paolo. Se ci fosse effettivo conflitto tra ciò che scrisse Paolo e ciò che scrisse il Bàb, ovviamente, come abbiamo letto, le rivelazioni posteriori prevalgono su quelle precedenti. Quindi il tuo insistere è comunque scellerato.
                  quello che dici avrebbe senso se il testo da te citato fosse adottato dalle chiese cristiane;

                  perché sto commentando la dottrina delle chiese cristiane ela letture che ne danno i cristiani; non certo la tua, pure legittima, ma solo tua, che mi definisci scellerato;
                  è come se commentando alla moviola un fallo di mano in una partita di calcio, tu te ne uscissi con la considerazione: il commentatore è un cretino perché nel rugby la palla si può prendere con le mani !
                  ma che commento è ???


                  Io sono però convinto che le cose scritte da Paolo possano essere interpretate in modo coerente col resto delle Scritture, che parlano chiaramente di libero arbitrio o lo lasciano sottinteso, come nel caso della scelta della prima coppia se mangiare o meno il frutto proibito.
                  nemmeno per idea; la stessa nozione di peccato originale è una forma di predestinazione che colpisce persone non responsabili; e poi tutte le maledizioni per le generazioni successiva, e molto altro...

                  Nel testo citato è ribadito che le opere sono subordinate alla fede: questo coincide con le affermazioni di Paolo. Ancora una volta le decisioni di Dio non sono prese a casaccio, come vorresti far credere tu, scellerato, ma valutando innanzi tutto la fede. La fede è una scelta, non richiede sforzi e volontà, bensì le azioni li richiedono.
                  Paolo scrive a chiare lettere il contrario: 18 Dio quindi ha misericordia verso chi vuole e rende ostinato chi vuole; la fede non è affatto una scelta, ma un dono, che Dio non elargisce a chi intende rendere ostinato;

                  Ha visto il faraone pieno di sé e rinnegatore del Dio d'Israele
                  non lo ha "visto", lo ha creato così per quel motivo: 7Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza;

                  all'interlocutore immaginario che chiede perché giudicare ? Paolo risponde con la metafora dei vasi, e dice: chi sei tu per questionare l'operato di Dio (anche se ti sembra ingiusto ?)

                  per qualunque persona onesta, che non sia un analfabeta funzionale, cioè legga e capisca il senso, questo è ovvio;

                  Ribadisco ancora una volta che alcune vite sono predeterminate da Dio, almeno per quanto concerne la missione, come nel caso degli inviati di Dio, Mosè compreso
                  determinata una, determinate tutte, per un semplice motivo logico: per esempio, Mosè doveva essere salvato; ma anche chi lo ha salvato dalle acque doveva a sua volta essere in condizione di farlo, e così a domino, tutta al catena degli eventi;

                  su questi argomenti si verificano discussioni; ma nessuna così accesa quanto questa sul libero arbitrio, che non è nemmeno un argomento "ateo", e tanto meno in alcun modo detrattore di Dio o della religione in sé, come mai ?

                  lo spiega bene lo stesso Paolo, che sferzava il fariseismo:

                  la vanità del credente che si attribuisce il merito della fede ! il peccato preferito di Satana, che è poi il motivo che per millenni ha innescato le guerre tra credenti diversi, e ancora oggi è il presupposto di tanta violenza e aggressività;

                  se un credente - vero, genuino - accettasse l'idea di essere completamente nella mani del suo dio, nulla toglierebbe alla sua fede, né quel credente sarebbe spinto ad agire in modo peggiore, a compiere il male;

                  l'unica cosa che cambia davvero è che non si può vantare della sua fede o della sua virtù, e che dovrebbe astenersi dal puntare il dito e giudicare gli altri, come peggiori di lui;
                  evidentemente, è proprio questo che pesa a molti, il cui sport preferito è esattamente salire sul pulpito, rimbrottare, giudicare i "peccati" altrui, esibire la propria fede come una medaglietta:
                  guardatemi, come sono saggio, buono e giusto ! ascoltatemi, datemi importanza !
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • Arcobaleno
                    Opinionista
                    • 31/12/16
                    • 3756

                    #954
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    Paolo scrive a chiare lettere il contrario: 18 Dio quindi ha misericordia verso chi vuole e rende ostinato chi vuole; la fede non è affatto una scelta, ma un dono, che Dio non elargisce a chi intende rendere ostinato;
                    Sul presunto dono della fede solo ad alcuni avevo postato un link qualche pagina fa:

                    Noi ringraziamo Dio per tutti i traduttori della Bibbia che nel corso della storia hanno dato a migliaia di popoli la possibilità di leggere la Parola di Dio nella propria lingua madre


                    Se lo si legge per intero, dall'esame del testo greco risulta obbligato interpretare che ad essere donata è la salvezza, attraverso la fede, non la fede stessa, come avevo interpretato io tempo fa.
                    La possibilità di credere è offerta a tutti o quasi, oggigiorno. E anche questo è certamente un dono.
                    Dispiace che Cono e Fiammetta non accettino questa verità, ma rimangano impelagati nel catechismo cattolico.

                    Quanto all'ostinazione, all'indurimento di alcuni (faraone compreso), come avevo pensato e scritto tempo fa, può avvenire anche solo lasciando che un uomo di potere, magari malvagio, abbia una vita senza gravi eventi negativi. Costui diventa sempre più presuntuoso e prepotente. L'umiltà viene imparata da chi ha molte sofferenze nella vita, in genere.
                    Ciò è confermato da questo testo mormone, il "Libro di Moroni":

                    Ecco, io lavoro continuamente fra loro e quando annuncio loro la parola di Dio con severità, essi tremano e divengono furiosi contro di me; e quando non uso severità, essi induriscono i loro cuori contro la Parola, per cui temo che lo Spirito del Signore abbia cessato di contendere con loro. (9:4)

                    Quindi certe persone, se non vengono trattate con severità, induriscono il loro cuore, diventano sempre più ostinate contro la Parola di Dio, e quindi contro Dio stesso.

                    I mormoni e gli avventisti sono cristiani al 100%. I bahà'ì credono anch'essi in Gesù e nella Bibbia, oltre che nel Corano.
                    Quindi non abbiamo regole diverse per religioni diverse.
                    Fate l'amore, non la guerra.
                    Lavorare tutti, lavorare meno.

                    Comment

                    • Rachele Giacobi
                      • 05/06/18
                      • 352

                      #955
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      quello che dici avrebbe senso se il testo da te citato fosse adottato dalle chiese cristiane;

                      perché sto commentando la dottrina delle chiese cristiane ela letture che ne danno i cristiani; non certo la tua, pure legittima, ma solo tua, che mi definisci scellerato;
                      è come se commentando alla moviola un fallo di mano in una partita di calcio, tu te ne uscissi con la considerazione: il commentatore è un cretino perché nel rugby la palla si può prendere con le mani !
                      ma che commento è ???



                      nemmeno per idea; la stessa nozione di peccato originale è una forma di predestinazione che colpisce persone non responsabili; e poi tutte le maledizioni per le generazioni successiva, e molto altro...


                      Paolo scrive a chiare lettere il contrario: 18 Dio quindi ha misericordia verso chi vuole e rende ostinato chi vuole; la fede non è affatto una scelta, ma un dono, che Dio non elargisce a chi intende rendere ostinato;


                      non lo ha "visto", lo ha creato così per quel motivo: 7Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza;

                      all'interlocutore immaginario che chiede perché giudicare ? Paolo risponde con la metafora dei vasi, e dice: chi sei tu per questionare l'operato di Dio (anche se ti sembra ingiusto ?)

                      per qualunque persona onesta, che non sia un analfabeta funzionale, cioè legga e capisca il senso, questo è ovvio;


                      determinata una, determinate tutte, per un semplice motivo logico: per esempio, Mosè doveva essere salvato; ma anche chi lo ha salvato dalle acque doveva a sua volta essere in condizione di farlo, e così a domino, tutta al catena degli eventi;

                      su questi argomenti si verificano discussioni; ma nessuna così accesa quanto questa sul libero arbitrio, che non è nemmeno un argomento "ateo", e tanto meno in alcun modo detrattore di Dio o della religione in sé, come mai ?

                      lo spiega bene lo stesso Paolo, che sferzava il fariseismo:

                      la vanità del credente che si attribuisce il merito della fede ! il peccato preferito di Satana, che è poi il motivo che per millenni ha innescato le guerre tra credenti diversi, e ancora oggi è il presupposto di tanta violenza e aggressività;

                      se un credente - vero, genuino - accettasse l'idea di essere completamente nella mani del suo dio, nulla toglierebbe alla sua fede, né quel credente sarebbe spinto ad agire in modo peggiore, a compiere il male;

                      l'unica cosa che cambia davvero è che non si può vantare della sua fede o della sua virtù, e che dovrebbe astenersi dal puntare il dito e giudicare gli altri, come peggiori di lui;
                      evidentemente, è proprio questo che pesa a molti, il cui sport preferito è esattamente salire sul pulpito, rimbrottare, giudicare i "peccati" altrui, esibire la propria fede come una medaglietta:
                      guardatemi, come sono saggio, buono e giusto ! ascoltatemi, datemi importanza !
                      C'è anche il pericolo che un prescelto si vantasse della propria condizione ritenendosi comunque superiore agli altri."Non ho meriti ma Dio mi ha scelto e a te no!"Anche questo è un salire su un piedistallo e vantarsi della propria condizione!

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                      • Rachele Giacobi
                        • 05/06/18
                        • 352

                        #956
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        quello che dici avrebbe senso se il testo da te citato fosse adottato dalle chiese cristiane;

                        perché sto commentando la dottrina delle chiese cristiane ela letture che ne danno i cristiani; non certo la tua, pure legittima, ma solo tua, che mi definisci scellerato;
                        è come se commentando alla moviola un fallo di mano in una partita di calcio, tu te ne uscissi con la considerazione: il commentatore è un cretino perché nel rugby la palla si può prendere con le mani !
                        ma che commento è ???



                        nemmeno per idea; la stessa nozione di peccato originale è una forma di predestinazione che colpisce persone non responsabili; e poi tutte le maledizioni per le generazioni successiva, e molto altro...


                        Paolo scrive a chiare lettere il contrario: 18 Dio quindi ha misericordia verso chi vuole e rende ostinato chi vuole; la fede non è affatto una scelta, ma un dono, che Dio non elargisce a chi intende rendere ostinato;


                        non lo ha "visto", lo ha creato così per quel motivo: 7Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza;

                        all'interlocutore immaginario che chiede perché giudicare ? Paolo risponde con la metafora dei vasi, e dice: chi sei tu per questionare l'operato di Dio (anche se ti sembra ingiusto ?)

                        per qualunque persona onesta, che non sia un analfabeta funzionale, cioè legga e capisca il senso, questo è ovvio;


                        determinata una, determinate tutte, per un semplice motivo logico: per esempio, Mosè doveva essere salvato; ma anche chi lo ha salvato dalle acque doveva a sua volta essere in condizione di farlo, e così a domino, tutta al catena degli eventi;

                        su questi argomenti si verificano discussioni; ma nessuna così accesa quanto questa sul libero arbitrio, che non è nemmeno un argomento "ateo", e tanto meno in alcun modo detrattore di Dio o della religione in sé, come mai ?

                        lo spiega bene lo stesso Paolo, che sferzava il fariseismo:

                        la vanità del credente che si attribuisce il merito della fede ! il peccato preferito di Satana, che è poi il motivo che per millenni ha innescato le guerre tra credenti diversi, e ancora oggi è il presupposto di tanta violenza e aggressività;

                        se un credente - vero, genuino - accettasse l'idea di essere completamente nella mani del suo dio, nulla toglierebbe alla sua fede, né quel credente sarebbe spinto ad agire in modo peggiore, a compiere il male;

                        l'unica cosa che cambia davvero è che non si può vantare della sua fede o della sua virtù, e che dovrebbe astenersi dal puntare il dito e giudicare gli altri, come peggiori di lui;
                        evidentemente, è proprio questo che pesa a molti, il cui sport preferito è esattamente salire sul pulpito, rimbrottare, giudicare i "peccati" altrui, esibire la propria fede come una medaglietta:
                        guardatemi, come sono saggio, buono e giusto ! ascoltatemi, datemi importanza !
                        C'è anche il pericolo che un prescelto si vantasse della propria condizione ritenendosi comunque superiore agli altri."Non ho meriti ma Dio mi ha scelto e a te no!"Anche questo è un salire su un piedistallo e vantarsi della propria condizione!

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                        • axeUgene
                          Opinionista
                          • 17/04/10
                          • 24399

                          #957
                          Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
                          Sul presunto dono della fede solo ad alcuni avevo postato un link qualche pagina fa:

                          Noi ringraziamo Dio per tutti i traduttori della Bibbia che nel corso della storia hanno dato a migliaia di popoli la possibilità di leggere la Parola di Dio nella propria lingua madre


                          Se lo si legge per intero, dall'esame del testo greco risulta obbligato interpretare che ad essere donata è la salvezza, attraverso la fede, non la fede stessa, come avevo interpretato io tempo fa.
                          allora si dovrebbe dire che le lettere di Paolo - il fondamento della dottrina cristiana - sono scempiaggini, visto che dicono a chiare lettere l'opposto, e cioè che è Dio stesso a indurire chi vuole, e che non c'è merito nella fede, cioè, esattamente non dipende da ciò che fa l'uomo;

                          c'è mezza Cristianità che da mezzo millennio la vede così, e i tuoi testi mormoni sono la conseguenza di quell'impostazione; se sorella White fosse stata in Italia o in Spagna, l'avrebbero rinchiusa in un convento; in Spagna, solo qualche decennio prima vigeva ancora l'inquisizione;

                          La possibilità di credere è offerta a tutti o quasi, oggigiorno. E anche questo è certamente un dono.
                          "oggigiorno" non vuol dire nulla in un'ottica teologica, se si deve spiegare il costrutto biblico senza farne una barzelletta, e spiegare le tante predestinazioni e predilezioni divine unilaterali;

                          Quanto all'ostinazione, all'indurimento di alcuni (faraone compreso), come avevo pensato e scritto tempo fa, può avvenire anche solo lasciando che un uomo di potere, magari malvagio, abbia una vita senza gravi eventi negativi. Costui diventa sempre più presuntuoso e prepotente. L'umiltà viene imparata da chi ha molte sofferenze nella vita, in genere.
                          Ciò è confermato da questo testo mormone, il "Libro di Moroni":
                          ripeto: il testo mormone va bene per te, ma non fa parte della dottrina di cui parlo;

                          quanto al faraone, continui a fraintendere o fingi di non capire cosa è scritto:
                          Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza;
                          Dio ha creato il faraone in quel modo, per il Suo fine; non, come sostieni tu, lasciando che un uomo di potere, magari malvagio, abbia una vita senza gravi eventi negativi. Costui diventa sempre più presuntuoso e prepotente.;

                          se quello che scrive Paolo non ti piace, sei libero di rifiutarlo; ma non di fargli dire l'opposto di ciò che è scritto;
                          I mormoni e gli avventisti sono cristiani al 100%. I bahà'ì credono anch'essi in Gesù e nella Bibbia, oltre che nel Corano.
                          Quindi non abbiamo regole diverse per religioni diverse.
                          mormoni e avventisti non sono riconosciuti come "cristiani" dai concili ecumenici inter-ecclesiastici; capisco il tuo punto di vista, e non ho personalmente nulla in contrario;
                          ma io sto discutendo di altro, capisci ?una tradizione teologica di due millenni, con una sua storia, sue idee, dibattiti, e conseguenze sulla storia, del pensiero e delle persone.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • axeUgene
                            Opinionista
                            • 17/04/10
                            • 24399

                            #958
                            Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
                            C'è anche il pericolo che un prescelto si vantasse della propria condizione ritenendosi comunque superiore agli altri."Non ho meriti ma Dio mi ha scelto e a te no!"Anche questo è un salire su un piedistallo e vantarsi della propria condizione!
                            no, no...
                            nella concezione riformata nessuno al di fuori di Dio può sapere chi sia prescelto e il nocciolo è proprio questo;
                            la psicologia del credente riformato è particolare, considerata dal punto di vista di noi mediterranei, ancora semi-pagani, con tutti quei culti accessori e quella religiosità folkloristica, dove anche il mafioso nel bunker ha le immaginette sacre, il camorrista si raccomanda l'anima prima di un omicidio e il calciatore si segna prima di tirare un rigore

                            il riformato si sente sempre in difetto, è pessimista, severo e autocritico, angosciato, perché solo di fronte a Dio; nessun prete può ascoltare una sua confessione e impartirgli l'assoluzione; c'è solo la sua coscienza, i pensieri che si scusano e accusano, scrive Paolo;
                            è molto simile agli ebrei, anzi, si considera uno di loro, ma in Cristo; non ama le immagini e lo sfarzo;

                            io trovo infinitamente più simpatici i cattolici, e molto più attraenti le donne cattoliche; ma è un fatto che le società libere e democratiche nascono da quel tipo di essere umano, responsabilizzato e posto su un piano di parità - che è il risultato dell'apostolato universale, donne incluse; i riformati non hanno sacerdoti; i pastori e le pastore non sono consacrati, ma solo esperti in Scritture;

                            mentre il modello umano cattolico ha prodotto ovunque dittature, società patriarcali e sessiste, tutto sommato simili a quelle delle teocrazie islamiche di oggi, scontati i tempi.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Rachele Giacobi
                              • 05/06/18
                              • 352

                              #959
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              no, no...
                              nella concezione riformata nessuno al di fuori di Dio può sapere chi sia prescelto e il nocciolo è proprio questo;
                              la psicologia del credente riformato è particolare, considerata dal punto di vista di noi mediterranei, ancora semi-pagani, con tutti quei culti accessori e quella religiosità folkloristica, dove anche il mafioso nel bunker ha le immaginette sacre, il camorrista si raccomanda l'anima prima di un omicidio e il calciatore si segna prima di tirare un rigore

                              il riformato si sente sempre in difetto, è pessimista, severo e autocritico, angosciato, perché solo di fronte a Dio; nessun prete può ascoltare una sua confessione e impartirgli l'assoluzione; c'è solo la sua coscienza, i pensieri che si scusano e accusano, scrive Paolo;
                              è molto simile agli ebrei, anzi, si considera uno di loro, ma in Cristo; non ama le immagini e lo sfarzo;

                              io trovo infinitamente più simpatici i cattolici, e molto più attraenti le donne cattoliche; ma è un fatto che le società libere e democratiche nascono da quel tipo di essere umano, responsabilizzato e posto su un piano di parità - che è il risultato dell'apostolato universale, donne incluse; i riformati non hanno sacerdoti; i pastori e le pastore non sono consacrati, ma solo esperti in Scritture;

                              mentre il modello umano cattolico ha prodotto ovunque dittature, società patriarcali e sessiste, tutto sommato simili a quelle delle teocrazie islamiche di oggi, scontati i tempi.
                              Non capisco il pessimismo e l'angoscia del riformato se tutto ciò che gli deve accadere è voluto da Dio:dovrebbe essere sereno e accettare tutto in bene e in male.Che turbamento di coscienza può avere se non è causa dei suoi mali che,anche se gli dispiacciono non può evitare?

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                              • Rachele Giacobi
                                • 05/06/18
                                • 352

                                #960
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                no, no...
                                nella concezione riformata nessuno al di fuori di Dio può sapere chi sia prescelto e il nocciolo è proprio questo;
                                la psicologia del credente riformato è particolare, considerata dal punto di vista di noi mediterranei, ancora semi-pagani, con tutti quei culti accessori e quella religiosità folkloristica, dove anche il mafioso nel bunker ha le immaginette sacre, il camorrista si raccomanda l'anima prima di un omicidio e il calciatore si segna prima di tirare un rigore

                                il riformato si sente sempre in difetto, è pessimista, severo e autocritico, angosciato, perché solo di fronte a Dio; nessun prete può ascoltare una sua confessione e impartirgli l'assoluzione; c'è solo la sua coscienza, i pensieri che si scusano e accusano, scrive Paolo;
                                è molto simile agli ebrei, anzi, si considera uno di loro, ma in Cristo; non ama le immagini e lo sfarzo;

                                io trovo infinitamente più simpatici i cattolici, e molto più attraenti le donne cattoliche; ma è un fatto che le società libere e democratiche nascono da quel tipo di essere umano, responsabilizzato e posto su un piano di parità - che è il risultato dell'apostolato universale, donne incluse; i riformati non hanno sacerdoti; i pastori e le pastore non sono consacrati, ma solo esperti in Scritture;

                                mentre il modello umano cattolico ha prodotto ovunque dittature, società patriarcali e sessiste, tutto sommato simili a quelle delle teocrazie islamiche di oggi, scontati i tempi.
                                Non capisco il pessimismo e l'angoscia del riformato se tutto ciò che gli deve accadere è voluto da Dio:dovrebbe essere sereno e accettare tutto in bene e in male.Che turbamento di coscienza può avere se non è causa dei suoi mali che,anche se gli dispiacciono non può evitare?

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