Citazione Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
4) Quanto al conflitto israeliano-palestinese, condivido tutto quello che scrivi, solo che io non mi annoio leggendo che ci sono più di diecimila vittime (volti? Storie come quelle degli ostaggi israeliani? Tu ne hai visti?)
oddio, le cifre di Hamas andrebbero prese con le molle: dopo che il loro missile - come acclarato - ha sventrato l'ospedale, sono partiti con 500 morti, diventati immediatamente 50 dopo che la dinamica dell'incidente è stata appurata;
ma ne sono colpita: non riesco a capire la cecità sia di Hamas sia di Netanyahu.
Hamas non è affatto "cieca"; ha operato nel senso inteso, e con gran successo; c'è il comunicato, apparso in tutti i tg, in cui il capo dichiara di aver bisogno del sangue dei martiri bambini; e io mica li biasimo, beninteso; è una strategia, così come il terrorismo; vogliono suscitare un'ondata di indignazione ovunque, e ci sono riusciti;

poi, per giudicare questa cosa, così come le reazioni di Israele, ci sarebbe da considerare un punto:
dopo la guerra del 1948, persa dagli arabi che volevano annientare i quattro gatti che avevano appena fondato Israele - questi armati dai cechi sovietizzati, non dagli USA - la strategia araba è divenuta quella del "logoramento": noi siamo tanti paesi e tanti soldati; loro sono pochi, prima o poi finiscono; intanto, rendiamo loro la vita impossibile con scaramucce, guerriglia e attentati; la guerra vera e propria, quando saremo pronti;

per non rendere remunerativa questa strategia, Israele ha adottato quella che in dottrine strategiche si chiama Massive Retaliation, ritorsione massiccia; è la strategia della Francia quando nel 64 è uscita dall'organizzazione militare Nato: puntare le proprie testate nucleari sulle città sovietiche; malgrado l'apparente crudezza, questa è chiaramente una strategia da "secondo colpo", di chi non vuole attaccare per primo, ma per deterrenza minaccia un prezzo insostenibile per l'attaccante, tale da dissuaderne l'intenzione, che diventa difficilmente remunerativa;
e questo è il motivo per cui le atomiche "tattiche", relativamente poco potenti, sono state oggetto di trattati e divieti, visto che implicano l'intenzione di utilizzarle per "vincere", come prospettiva concreta;

perciò, la strategia di Israele dal 1967 in poi è stata sempre quella di "punire" in modo sproporzionato ogni atto ostile, principalmente con l'occupazione di territori non suoi; almeno fino ai primi anni 80 nell'intento di restituire quei territori in cambio del riconoscimento da parte dei paesi arabi; finché c'è stata la Guerra Fredda, sembrava qualcosa di praticabile; ma a metà anni '70, più o meno in coincidenza con la guerra civile libanese e la "distensione", i sovietici hanno cominciato a ritirarsi dall'area, dopo aver assistito Irak, sauditi, siriani, egiziani, ecc...

venuto meno il garante militare e ideologico sovietico, è caduto anche l'Iran filo-americano e sono scoppiate le guerre infra-musulmane tra sciiti e sunniti, che già si erano viste in Libano, dove migliaia di palestinesi sono stati massacrati non da Israele, ma dai cristiano-maroniti di Gemayel (Sabra e Chatila) e in parte anche dai rivali sciiti appoggiati dalla Siria;
a quel punto, i palestinesi sono stati abbandonati dai fratelli arabo-sunniti, mentre erano nemici per gli sciiti; ma entrambi questi campi si contendevano la leadership regionale gareggiando per chi fosse più radicalmente ostile a Israele; nel frattempo, una decennale e crudelissima guerra tra Iran sciita e Irak a leadership sunnita; poi le due guerre del Golfo, ecc...
è in questa fase che la destra israeliana si è progressivamente imposta e ha colto l'opportunità per progettare l'incorporamento stabile di territori assegnati ai palestinesi nel 1967, insediando coloni, ecc... dopodiché, il governo Sharon - molto a destra, ma per un calcolo di sicurezza - dopo le due intifada ha sgomberato Gaza dai coloni ebrei, con grande shock, e l'ha consegnata all'autorità palestinese; e questa è stata sopraffatta da Hamas, per arrivare ad oggi, in uno stillicidio di attentati e missili, ritorsioni e peggioramento drastico della qualità della vita dei gazawi;

solo un appunto: rappresentare il conflitto come israelo-palestinese è fuorviante: i palestinesi sono respinti da tutti, Egitto e Giordania in primis, nonostante in Giordania siano il 60% della popolazione; ma non sono economicamente auto-sufficienti; perciò sono strumenti di chi paga, fa l'elemosina; monarchie del Golfo e, ora, Iran; quindi non sono interlocutori, come non lo sono gli studenti che prendono in affitto un appartamento; il contratto si fa coi genitori; per Israele la pace ed evitare il logoramento è solo quando i nemici più potenti lo riconoscono e dismettono il proposito di annientare il paese, non se si forma uno "stato palestinese" tipo cartellina del Risiko, così, come fosse la fine di ogni problema; la normalizzazione dei rapporti tra Israele e i sauditi andava in quella direzione, e l'attacco di Hamas è riuscito a mandar tutto all'aria; direi un gran successo, soprattutto per il regime iraniano, in crisi e tendenzialmente isolato, che ora avrà ossigeno ancora per qualche anno, gasato dalla lotta contro il nemico sionista.