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Enoch slavo 7
Quegli uomini mi presero e mi posarono nel secondo cielo. Mi mostrarono degli incatenati, sorvegliati, (colpiti) da un giudizio senza misura. Là vidi degli angeli condannati, che piangevano, e dissi agli uomini che erano con me: "Perché questi sono tormentati ?". Gli uomini mi risposero: "Costoro sono apostati dal Signore, che non ascoltano la voce del Signore, ma che si sono fatti consigliare dalla propria volontà". Mi afflissi molto su loro. Gli angeli mi si inchinarono e mi dissero: "O uomo di Dio, potessi tu pregare per noi il Signore". Risposi loro e dissi: "Chi sono io, uomo mortale, per pregare per degli angeli, e chi sa dove andrò o che cosa mi succederà o chi pregherà per me?".
Enoch 12
E fin da prima di tutto ciò, Enoc sparì e non vi era, di tra i figli degli uomini, chi sapesse dove si era nascosto, dove fosse e che gli fosse successo. Ed ogni sua azione ai suoi tempi (era) coi santi e con gli angeli vigilanti.
Ed io, Enoc, lodavo il Signore grande, il Re del mondo, ed ecco che gli angeli vigilanti chiamarono me scriba e mi dissero: - Enoc, scrittore di giustizia, va', annunzia agli angeli vigilanti del cielo, che hanno abbandonato il cielo eccelso e la sede santa in eterno e si sono corrotti con le donne ed hanno agito come i figli degli uomini ed hanno tolto, per loro, le donne ed hanno commesso grande corruzione sulla terra e per i quali non vi sarà pace sulla terra né remissione del peccato, (annunzia loro) che essi non si rallegreranno dei loro figli, che vedranno la uccisione dei loro cari, che piangeranno sulla morte dei loro figli e che imploreranno in eterno e non vi sarà, per loro, né perdono né pace.
Enoch 13
Ed Enoc passò e disse ad Azazel: - Non avrai pace: é stata emessa contro te una grande condanna. Che (essa) ti leghi! Per te, poiché hai insegnato la violenza e per tutti gli atti di bestemmia, (per) la violenza ed il peccato, che hai mostrati ai figli dell'uomo, non vi sarà requie, intercessione o misericordia. -
Allora andai e lo dissi a tutti loro riuniti. E tutti loro temettero e li prese timore e spavento. Ed essi mi chiesero che scrivessi per loro un appunto di preghiera, affinché ottenessero il perdono e che io innalzassi al Signore del cielo tale appunto, dato che essi, da quel momento, in conseguenza del loro peccato (per) cui erano stati condannati, non potevano parlare ed innalzare gli occhi al cielo. Ed allora scrissi l'appunto della loro preghiera e la loro richiesta di grazia per la loro anima e per ognuna delle loro azioni e per quel che pregavano di ottenere: perdono e allontanamento [della pena].
Io me ne andai e me ne stetti sulle acque di Dan, in Dan che é a destra della regione occidentale di Armon, e mi misi a leggere l'appunto della loro preghiera fino a che mi addormentai. E allora mi venne un sogno, caddero su di me delle visioni ed ebbi la visione del castigo divino da dire ai figli del cielo, (che) dovevo rimproverare.
Svegliatomi, venni presso di loro, e tutti erano radunati a piangere in Ubleseyael, che trovasi fra Libanos e Seneser, e i loro volti eran velati. E raccontai loro tutte le visioni che avevo avute nel sonno e cominciai a dire queste parole di giustizia ed a rimproverare gli angeli vigilanti del cielo.






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