
Originariamente Scritto da
restodelcarlino
Uno dei personaggi storici che me sta più simpatico é sor Ponzio, er Pilato (se anche di fatto, ignoro).
Oltre ad essere una persona pulita e attento ai principi basilari di igiene ( devo andare in Penitenzieria?), ha lasciato ai posteri una bell'esempio di domanda: "Cos'é la verità ?". Che in originale pare fosse "Quid est veritas?" e si é cominciato subito a discurere se ci avesse messo la maiuscola o la minuscola. Vassapé.
E la domanda é rimasta, tutto sommato, attuale e senza risposta. No, una di carattere più o meno semantico-epistemologico-gnoseolocico, ci sarebbe:
" Verità: Carattere di ciò che è vero, conformità o coerenza a principi dati o a una realtà obiettiva, e, in partic., ciò che è vero in senso assoluto. Nella storia della filosofia il concetto di v. è stato concepito in almeno due diverse prospettive, l’una ontologica, l’altra strettamente connessa al discorso umano. Nella prospettiva ontologica la v. è considerata come una proprietà intrinseca dell’essere; nell’altra prospettiva il concetto di v. è stato variamente elaborato e le analisi vertenti su esso devono essere suddivise in due categorie, a seconda che intendano fornire una definizione o un criterio di verità. La ricerca di un criterio di v. è parte integrante del problema gnoseologico, cioè di quale tipo di evidenza (sensibile, intellettiva, induttiva, deduttiva) possa costituire la garanzia di un’autentica conoscenza. Di là dal più generale problema gnoseologico, comunque, la questione della v. riguarda specificamente il chiarimento di che cosa significhi essere vero, indipendentemente dai modi (o criteri) di conseguire la verità. "
Dizionario di filosofia- Treccani
Mica tanto fesso, Ponzio Pilato, pero'.