Poesie

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2609

    #2116
    Carlino ha scritto

    Domenica al mare, ad agosto

    Si sta come sardine
    in scatola, nell'olio.




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    • Bauxite
      Cosmo-Agonica
      • 25/12/09
      • 36335

      #2117
      Se ora tu bussassi alla mia porta
      e ti togliessi gli occhiali
      e io togliessi i miei che sono uguali
      e poi tu entrassi dentro la mia bocca
      senza temere baci diseguali
      e mi dicessi "Amore mio,
      ma che è successo?", sarebbe un pezzo
      di teatro di successo.


      Patrizia Cavalli

      Comment

      • doxa
        Opinionista
        • 30/04/19
        • 2609

        #2118
        Ciao Bauxite, la poesia di Patrizia Cavalli è intrigante".

        Conosci la sua biografia ?

        Quei "baci diseguali" erano per una donna o per un uomo ?

        Comment

        • Bauxite
          Cosmo-Agonica
          • 25/12/09
          • 36335

          #2119
          Sono certa che saprai sciogliere questo mistero che evidentemente ti appassiona.
          A me piacciono le sue poesie.

          Comment

          • Kanyu
            *
            • 10/05/19
            • 23073

            #2120
            Da "Romeo and Juliet" atto terzo, scena seconda.
            di William Shakespeare

            L'orto dei Capuleti


            GIULIETTA: Galoppate veloci, cavalli dai piedi di fuoco, alle case del sole.
            Un cocchiere come Fetonte vi avrebbe già spinti a frustate verso l'Occidente e già avrebbe riportata qui la fosca notte. Stendi le tue dense cortine, notte propizia all'amore, a chiudere le palpebre del giorno fuggitivo; così volerà il mio Romeo tra queste braccia, non visto e non fermato da nessuno. A illuminare i riti amorosi degli amanti, basta la luce della loro bellezza; chè se l'amore è cieco, la notte è il suo elemento. Scendi, notte cortese, sobria matrona vestita di nero...Vieni, notte gentile, vieni amorosa notte dalle nere ciglia; portami il mio Romeo; e se un giorno dovrà morire, prendilo e frantumalo in tante stelle; e ne sarà la faccia del cielo così ridente e bella, che il creato non avrà più occhi che per la notte e si scorderà di adorare lo splendore del sole...
            "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

            Comment

            • Kanyu
              *
              • 10/05/19
              • 23073

              #2121
              Si sono stancati di portare il mio peso

              Si sono stancati di portare il mio peso
              si sono stancati delle mie mani
              dei miei occhi della mia ombra

              le mie parole erano incendi
              le mie parole erano pozzi profondi

              verrà un giorno
              un giorno improvvisamente
              sentirete dentro di voi
              le orme dei miei passi
              che si allontanano

              e quel peso sarà il più grave.
              "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

              Comment

              • conogelato
                Candle in the wind
                • 17/07/06
                • 65988

                #2122
                ARTHUR RIMBAUD – Sensazione

                Le sere blu d’estate, andrò per i sentieri
                graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:
                ne sentirò freschezza, assorto nel mistero.
                Farò che sulla testa scoperta il vento piova.
                Io non avrò pensieri, tacendo nel profondo:
                ma l’infinito amore l’anima mia avrà colmato,
                e me ne andrò lontano, lontano e vagabondo,
                guardando la Natura, come un innamorato....
                amate i vostri nemici

                Comment

                • Kanyu
                  *
                  • 10/05/19
                  • 23073

                  #2123
                  "Se tu mi dimentichi"



                  Voglio che tu sappia
                  una cosa.

                  Tu sai com’è questa cosa:
                  se guardo
                  la luna di cristallo, il ramo rosso
                  del lento autunno alla mia finestra,
                  se tocco
                  vicino al fuoco
                  l’impalpabile cenere
                  o il rugoso corpo della legna,
                  tutto mi conduce a te,
                  come se tutto ciò che esiste,
                  aromi, luce, metalli,
                  fossero piccole navi che vanno
                  verso le tue isole che m’attendono.

                  Orbene,
                  se a poco a poco cessi di amarmi
                  cesserò d’amarti poco a poco.

                  Se d’improvviso
                  mi dimentichi
                  non cercarmi,
                  ché già ti avrò dimenticata.

                  Se consideri lungo e pazzo
                  il vento di bandiere
                  che passa per la mia vita
                  e ti decidi
                  a lasciarmi sulla riva
                  del cuore in cui ho le radici,
                  pensa
                  che in quel giorno,
                  in quell’ora,
                  leverò in alto le braccia
                  e le mie radici usciranno
                  a cercare nuova terra.

                  Ma
                  se ogni giorno,
                  ogni ora
                  senti che a me sei destinata
                  con dolcezza implacabile.
                  Se ogni giorno sale
                  alle tue labbra un fiore a cercarmi,
                  ahi, amore mio,
                  in me tutto quel fuoco si ripete,
                  in me nulla si spegne né si dimentica,
                  il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
                  e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
                  senza uscire dalle mie.

                  (Pablo Neruda)
                  "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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                  • conogelato
                    Candle in the wind
                    • 17/07/06
                    • 65988

                    #2124
                    Splendida!
                    amate i vostri nemici

                    Comment

                    • conogelato
                      Candle in the wind
                      • 17/07/06
                      • 65988

                      #2125
                      Settembre è uno spazio indeciso, un nuovo inizio, un lungo respiro, un'occasione.
                      Si iniziano diete, scuole, lavori e amori.
                      Si tagliano capelli e ponti.
                      Si comprano vestiti, libri, biglietti aerei.
                      Settembre spegne lentamente gli entusiasmi estivi e li riporta alla realtà invernale.
                      A settembre si fa la muta. Si lascia il vecchio, si abbraccia il nuovo.
                      Nella mia testa è a settembre che inizia un nuovo anno, non a gennaio.
                      È a settembre che decidiamo come vivere il nuovo anno.
                      È a settembre che decidiamo di vivere l'inverno immersi in maglioni pesanti, tè alla cannella, calzini coi fiocchi di neve e candele accese quando è buio.
                      Ma con il sole di agosto negli occhi.
                      Questo è quello che auguro a me stessa per questo inverno, e anche a tutti voi.
                      Buon inizio, “buon anno"

                      Erica Bianconi_
                      amate i vostri nemici

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                      • Kanyu
                        *
                        • 10/05/19
                        • 23073

                        #2126
                        Dedico questa poesia a chi non crede più alle parole.

                        In questa notte d'autunno.

                        In questa notte d'autunno
                        sono pieno delle tue parole
                        parole eterne come il tempo
                        come la materia
                        parole pesanti come la mano
                        scintillanti come le stelle.

                        Dalla tua testa dalla tua carne
                        dal tuo cuore
                        mi sono giunte le tue parole
                        le tue parole cariche di te
                        le tue parole, madre
                        le tue parole, amore
                        le tue parole, amica.

                        Erano tristi, amare
                        erano allegre, piene di speranza
                        erano coraggiose, eroiche
                        le tue parole
                        erano uomini.

                        NAZIM HIKMET
                        "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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                        • Bauxite
                          Cosmo-Agonica
                          • 25/12/09
                          • 36335

                          #2127
                          La cipolla

                          La cipolla è un’altra cosa.
                          Interiora non ne ha.
                          Completamente cipolla
                          fino alla cipollità.
                          Cipolluta di fuori,
                          cipollosa fino al cuore,
                          potrebbe guardarsi dentro
                          senza provare timore.

                          In noi ignoto e selve
                          di pelle appena coperti,
                          interni d’inferno,
                          violenta anatomia,
                          ma nella cipolla – cipolla,
                          non visceri ritorti.
                          Lei più e più volte nuda,
                          fin nel fondo e così via.

                          Coerente è la cipolla,
                          riuscita è la cipolla.
                          Nell’una ecco sta l’altra,
                          nella maggiore la minore,
                          nella seguente la successiva,
                          cioè la terza e la quarta.
                          Una centripeta fuga.
                          Un’eco in coro composta.

                          La cipolla, d’accordo:
                          il più bel ventre del mondo.
                          A propria lode di aureole
                          da sé si avvolge in tondo.
                          In noi – grasso, nervi, vene,
                          muchi e secrezione.
                          E a noi resta negata
                          l’idiozia della perfezione.

                          W. Szymborska

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                          • restodelcarlino
                            giullare

                            • 13/05/19
                            • 12219

                            #2128
                            Un gatto in un appartamento vuoto

                            “Morire – questo a un gatto non si fa.
                            Perché cosa può fare un gatto
                            in un appartamento vuoto?
                            Arrampicarsi sulle pareti.
                            Strofinarsi tra i mobili.
                            Qui niente sembra cambiato,
                            eppure tutto è mutato.
                            Niente sembra spostato,
                            eppure tutto è fuori posto.
                            E la sera la lampada non brilla più.

                            Si sentono passi sulle scale,
                            ma non sono quelli.
                            Anche la mano che mette il pesce nel piattino
                            non è quella di prima.

                            Qualcosa qui non comincia
                            alla solita ora.
                            Qualcosa qui non accade
                            come dovrebbe.
                            Qui c’era qualcuno, c’era
                            poi d’un tratto è scomparso
                            e si ostina a non esserci.

                            In ogni armadio si è guardato.
                            Sui ripiani si è corso.
                            Sotto il tappeto si è controllato.
                            Si è perfino infranto il divieto
                            di sparpagliare le carte.
                            Che altro si può fare.
                            Aspettare e dormire.

                            Che lui provi solo a tornare,
                            che si faccia vedere.
                            Imparerà allora
                            che con un gatto così non si fa.
                            Gli si andrà incontro
                            come se proprio non se ne avesse voglia,
                            pian pianino,
                            su zampe molto offese.
                            E all’inizio niente salti né squittii”.

                            Kórnik_-_Ławeczka_Wisławy_Szymborskiej.jpg

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                            • Bauxite
                              Cosmo-Agonica
                              • 25/12/09
                              • 36335

                              #2129
                              Eggià!

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                              • Kanyu
                                *
                                • 10/05/19
                                • 23073

                                #2130
                                Lo sguardo di una donna.

                                Molte donne ospitano negli occhi
                                dei piccoli musei preistorici:
                                microcosmi di eventi universali
                                che fluttuano nell’acquario dell’iride;
                                animali e vegetali ormai fossili,
                                uomini di altre ere;
                                embrioni di specie future
                                orbitano intorno alle loro pupille
                                in un ballo che trascina via.
                                La vista dell’inconscio è insostenibile,
                                si arretra abbassando lo sguardo: è
                                d’obbligo l’inchino, porgendo
                                infinite scuse a tutte loro.
                                E basta con le parole.
                                "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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