In attesa di altri interventi approfitto della pausa per dire che nel mio primo post ho brevemente descritto il desiderio ipoattivo dell’uomo senescente, ma nei meno anziani la diminuzione del desiderio può dipendere da varie cause: psicologiche, fisiche, socio-economiche.

Da quanto ho letto in alcuni libri le difficoltà maschili riguardo l’erezione e il suo mantenimento possono derivare da cause biologiche, psichiche e relazionali, che possono essere risolte se temporanee.

Uno degli errori più frequenti è confondere il calo fisiologico del desiderio sessuale con la perdita irreversibile del desiderio verso il/la partner. Ciò a volte innesca ansie che non aiutano a fare chiarezza.

L’energia libidica non è statica ma dinamica. Come conseguenza uomini e donne reagiscono in modo diverso ai normali mutamenti che accompagnano l’invecchiamento del corpo.

Con il passare del tempo i mariti hanno un interesse sessuale minore per le mogli e sono meno gratificati dai rapporti sessuali; questo effetto è particolarmente forte in quei mariti che considerano le mogli poco attraenti rispetto al passato. Idem per le mogli verso i partner.

L’attrazione sessuale sperimentata dagli uomini è, rispetto a quella sperimentata dalle donne, più sensibile alla decadenza fisica della partner che l’invecchiamento porta con sé.