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Opinionista
Anche in quel mitico tempo in cui Google rispondeva solo con un elenco di link blu, per chi era pigro esisteva una "IA dei poveri" che ti risparmiava l'avventurosa navigazione tra siti scalcagnati e inutili, fornendoti precotta la miglior risposta (per Google) possibile.
Era l'indimenticato tasto "Mi sento fortunato" che come per incanto ti apriva subito il sito che cercavi, confermando spesso che l'ottimismo è il sale della vita.
Non è tanto diverso oggi: il pigro - o chi si sente fortunato - si affida alle rassicuranti braccia del riassunto ruminato dall'IA; mentre il nostalgico del Google che fu, invece di districarsi tra i link sponsorizzati o suggeriti dal suo profilo può sempre scegliere una via alternativa.
Per esempio si può impostare la ricerca in modo da sfruttare l'infinita condiscendenza dell'IA alle richieste dell'utente:
che, nel caso di Microsoft (Copilot) ti fornisce pure i link in blu del tempo che fu.
E' vero che - a differenza dei vecchi tempi - oggi è più difficile incappare in quei link inaspettati e incoerenti con la richiesta ma che per un colpo di serendipity ti aprivano orizzonti alternativi e risposte non cercate ma apprezzate come una pepita d'oro tra la sabbia del fiume fangoso.
Anche questa impagabile sensazione di aver trovato quello che non si stava cercando è però ancora disponibile a chi ha accesso alle impostazioni dell'IA: si può aumentare al massimo il parametro della "temperatura" per ottenere un buon numero di improbabili allucinazioni tra cui trovare quello che non si cerca, un po' come avere a disposizione un pulsante "Mi sento sfortunato"...
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