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Sintesi della svanverata, senza sonaglini, per lettori/lettrici che non hanno tempo da perdere:
Lo “Sciupafemmine” è figura ambigua, spesso ridotta a stereotipo del seduttore frivolo, ma potenzialmente interpretabile come catalizzatore relazionale: non costruisce legami duraturi, ma costringe a riconsiderare desideri, illusioni e limiti.
Definire la donna che vi interagisce come “sciupata” implica una visione oggettuale dell’identità femminile, dove il valore è funzione dell’integrità-presunta di un “prima”.
Al contrario, la relazione, anche effimera, non degrada ma modula: agisce come occasione di esperienza, non come usura.
La persona non si consuma; si evolve.
La donna non è un oggetto toccato, ma un soggetto che decide, reagisce, apprende — e cresce.
Lp "Sciupafemmine", lui...vassapé.
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