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Opinionista
“Finalmente l’alba” (2023) di Saverio Costanzo
All’uscita da un cinema una ragazza viene notata da un agente che la invita a fare un provino. Parteciperà anche la sorella che però viene scartata in quanto troppo timida, ma la star del film in produzione, vedendola, la preferisce alle altre e la convince a recitare nel suo film. “Finalmente l’alba” era in concorso a Venezia nel 2023 e ci mostra Cinecittà dopo la guerra e all’indomani del neorealismo, con film leggeri e starlet nevrotiche e capricciose. La ragazza senza grande ambizione si troverà catapultata in un ambiente che non le appartiene e durante una festa in cui succede un po’ di tutto, il suo imbarazzo raggiungerà il culmine. Un buon soggetto, soprattutto per quel rimando a certe cose passate come "Bellissima" di Visconti, ma il film fatica a reggersi in piedi, per via di personaggi disegnati male e per una lunghezza esagerata, malgrado un cast di ottimo livello che non è riuscito a salvarlo.
Finalmente l’alba **
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