E cosa c'entra questo col discorso che stiamo facendo? Assolutamente nulla. Stiamo parlando di altri tipi di reato e non di come le cose vengono o non vengono trattate.
A parte che non ho parlato di pervertiti, ma di un substrato di uomini che online si scambiano immagini intime "rubate" a mogli, compagne, sorelle, cugine, amiche e via di seguito, filmandole o fotografandole di nascosto. Si, in effetti pervertiti è una buona definizione. A me basta definirli schifosi. E non per la passione per la pornografia, per carità, ma perché trattano la donna come un oggetto. E a questo proposito, rispondendo alla tua domanda, certo nessuna vuole esser trattata come un oggetto da esibire, un quarto di bue da mettere al mercato del più becero commentatore. Con rispetto, potrebbe essere un buon punto di partenza, parlando di come una vorrebbe essere trattata.
Non è una fake news. La vicenda sul gruppo "mia moglie" è sotto indagine da parte della polizia postale, e la stessa vicedirettrice ha fatto dichiarazioni molto puntuali in merito. Quindi l'intervento delle autorità c'è eccome. Per quanto riguarda il sito che ho scoperto di recente, ora che è scoppiato il bubbone quelli che ci hanno condiviso materiale stanno scrivendo agli admin di togliere le foto. Altri invece continuano imperterriti. Settimana prossima ho un'intervista appunto con la Polizia Postale, e al comandante segnalerò il suddetto sito, a meno che già non lo conosca. Per quanto riguarda i gruppi telegram (anche di questi parla la polizia postale), il problema è che Telegram ha tutto in anonimo ed è ben difficile risalire agli autori.
E quello che non ti è chiaro, è che il problema non è la detenzione e diffusione di materiale pornografico, che può benissimo circolare, non è quello il problema. Il reato è diffondere materiale senza il consento del protagonista dello stesso. Molto semplicemente. Quello è reato.