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Discussione: Il prode Anselmo

  1. #1

    Il prode Anselmo

    LA PARTENZA DEL CROCIATO

    Passa un giorno, passa l'altro
    Mai non torna il prode Anselmo,
    Perché egli era molto scaltro
    Andò in guerra e mise l'elmo...

    Mise l'elmo sulla testa
    Per non farsi troppo mal
    E partì la lancia in resta
    A cavallo d'un caval.

    La sua bella che abbracciollo
    Gli dié un bacio e disse: Va'!
    E poneagli ad armacollo
    La fiaschetta del mistrà.

    Poi, donatogli un anello
    Sacro pegno di sua fe',
    Gli metteva nel fardello
    Fin le pezze per i piè.

    Fu alle nove di mattina
    Che l'Anselmo uscìa bel, bel,
    Per andare in Palestina
    A conquidere l'Avel.

    Né per vie ferrate andava
    Come in oggi col vapor,
    A quei tempi si ferrava
    Non la via ma il viaggiator.

    La cravatta in fer battuto
    E in ottone avea il gilé,
    Ei viaggiava, è ver, seduto
    Ma il cavallo andava a piè.

    Da quel dì non fe' che andare,
    Andar sempre, andare andar...
    Quando a piè d'un casolare
    Vide un lago, ed era il mar!

    Sospettollo... e impensierito
    Saviamente si fermò
    Poi chinossi, e con un dito
    A buon conto l'assaggiò.

    Come fu sul bastimento,
    Ben gli venne il mal di mar
    Ma l'Anselmo in un momento
    Mise fuori il desinar.

    [La città di Costantino
    nello scorgerlo tremò
    brandir volle il bicchierino
    ma il Corano lo vietò.

    Il Sultano in tal frangente
    Mandò il palo ad aguzzar,
    Ma l'Anselmo previdente
    Fin le brache avea d'acciar.]

    Pipe, sciabole, tappeti,
    Mezze lune, jatagan,
    Odalische, minareti,
    Già imballati avea il Sultan.

    Quando presso ai Salamini
    Sete ria incominciò,
    E l'Anselmo coi più fini
    Prese l'elmo, e a bere andò.

    Ma nell'elmo, il crederete?
    C'era in fondo un forellin
    E in tre dì morì di sete
    Senza accorgersi il tapin.

    Passa un giorno, passa l'altro,
    Mai non torna il guerrier
    Perch'egli era molto scaltro
    Andò in guerra col cimier.

    Col cimiero sulla testa,
    Ma sul fondo non guardò
    E così gli avvenne questa
    Che mai più non ritornò.

    (Giovanni Visconti Venosta)
    Ultima modifica di restodelcarlino; Ieri alle 18:28

  2. #2
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    :d
    c'� del lardo in Garfagnana

  3. #3
    Il vispo Carlino

    Il vispo Carlino
    per saggia follia
    (o eccesso di vino)
    si diè alla poesia.

    E senza gran crucci
    prepose a Leopardi
    Manzoni e Carducci
    quei versi bastardi.

    - Son grandi ottonari -
    al volgo gridò
    - di Dante non pari,
    ma poco mancò! - .

    Ma tosto fu morso
    da grave rimorso
    e senza tardare
    dovè confessare:

    - E' tutta l'estate
    che sol questo sento:
    il "cosa indossate",
    gli "in questo momento"...

    "Il Bar...", "La Preghiera"
    e altro non c'era:
    Non so' uscito pazzo,
    m'avean rotto il cazzo! -.
    Ultima modifica di Kurono Toriga; Ieri alle 19:27

  4. #4
    Opinionista L'avatar di Breakthru
    Data Registrazione
    30/04/19
    Messaggi
    4,930
    Ricordo delle elementari, la maestra ce la fece leggere ed illustrare
    Trovai il libretto anni dopo su una bancarella al mare, deve essere ancora a casa dei miei

    Le prime due strove me le ricordo a memoria

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