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Gentile Durante, ignoro la condotta religiosa di Cono.

Non credere a ciò che dico di lui. M’invento situazioni per un post e lo coinvolgo a sua insaputa. Mi piace prenderlo in giro bonariamente e lui lo sa, da bravo cattolico mi sopporta, qualche volta ne ride. Lo reputo una buona persona, un po’ suscettibile.
Approfitto di questa occasione che mi hai dato per risponderti, per inviargli anche oggi la “lettera”. 
Sancti Cono e Pax, ave !
Sanctissimo domino nostro Cono de Conibus, sappiamo (?) che in modo occulto leggi i nostri post (o forse no) perché non hai ancora reciso il “cordone ombelicale” con questo forum, che è per te “madre e matrigna”, se preferisci, “padre e patrigno”.
Mentre ti scrivo tu sei allo stadio per applaudire e criticare l’Empoli, ma la sera quando sei a letto, e non riesci a prendere sonno, ti fai continue domande sul senso della vita, se è “normale” cercare il significato della vita o viverla e basta. A tali domande cerchi di risponderti con l’uso, a volte eccessivo, del “flusso di coscienza,” in inglese “stream of consciousness”: è un concetto utilizzato in psicologia e nella letteratura.
Fu coniato dallo psicologo William James ed è nel suo libro titolato "Principi di Psicologia" del 1890.
La comprensione di questo concetto è essenziale per esplorare le dinamiche psichiche e le tecniche narrative che cercano di catturare la realtà del pensiero umano.
Come concetto psicologico descrive il flusso continuo di pensieri, sensazioni e percezioni nella mente di un individuo.
Come tecnica narrativa il flusso di coscienza è spesso usato nei romanzi a sfondo psicologico è utilizzato da vari scrittori, Permette, tramite il monologo interiore, inteso come voce narrativa e senza interlocutore, di esternare e scrivere i propri pensieri in modo libero e disordinato. E’ spesso caratterizzato da ricordi, rimorsi, rimpianti, riflessioni, frasi lunghe senza regole grammaticali.
Tale tecnica letteraria fu ideata dalla scrittrice britannica May Sinclair, pseudonimo di Mary Amelia St. Clair (1863 – 1946) ma fu teorizzata dal filosofo e psicologo francese Victor Egger (1848 – 1909), autore del libro titolato “La Parole Intérieure: essai de psychologie descriptive”, pubblicato nel 1881. Il genere letterario ebbe ulteriore sviluppo dopo le pubblicazioni riguardanti la psicoanalisi di Sigmund Freud, che conosceva il libro di Egger.
Questa tecnica fu diffusa da scrittori come James Joyce, Italo Svevo, Virginia Woolf, William Faulkner, Luigi Pirandello e altri.
Joyce nel suo romanzo “Ulisse”, pubblicato nel 1922, elimina ogni barriera tra la percezione reale delle cose e la rielaborazione mentale. Molte parti del romanzo sono narrate con la tecnica del flusso di coscienza: i pensieri del protagonista scorrono senza punteggiatura.

L'immagine è un poster che celebra l'anno di pubblicazione del romanzo Ulisse di James Joyce, nel 1922. Il testo presente nell'immagine è un collage di frasi e parole tratte dal primo capitolo del libro, disposte a formare il ritratto dell'autore.
A rileggerci, Cono e Pace 
Ultima modifica di doxa; 30-11-2025 alle 22:51
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