Ne "Il governo della famiglia" - Vol. 1:

44:2. (N.B.: A voi ormai sono state donate parecchie cose, anzi cose molto più
grandi; solo che nessuno finora è venuto a Me, nella vera intimità del cuore,
per lodarMi nel vero amore; e non c'è stato nessuno che si sia immensamente
rallegrato per i fiumi tanto abbondanti della Grazia, che vanno riversandosi su
di voi; né vi è stato alcuno che aspirasse segretamente alla consacrazione di
servitore, il quale deve essere uno strumento della Mia Grazia per una ricom-
pensa un po’ maggiore di quella per la quale ciascuno di voi dovrebbe servirMi
nel vero amore. Ma solamente uno Io ho suscitato per voi, esponendolo alle
beffe del mondo, ed ho fatto questo affinché tutti voi possiate venire innalzati a
grandi onori al cospetto degli angeli. Ebbene, quest’unico è il Mio debole e
povero servitore (Jakob Lorber – nota di chi ha pubblicato), il quale è un pazzo venuto a voi molto presto
dalla campagna. Egli fu tra di voi per lungo tempo, senza che qualcuno si
accorgesse che egli è un pazzo agli occhi del mondo. Però questo pazzo cerca-
va Me, ed Io Mi sono lasciato trovare da Lui e l’ho destato al vostro cospetto,
affinché vi facesse da animale da soma, per portarvi un nuovo pane dell’amo-
re, che proviene dai Cieli, il quale è veramente un pane, perché dona amore e
chiede amore. Ma quando l’animale da soma di Sion (forse si riferisce alla Gerusalemme celeste) si trova su una via panta-
nosa, voi lo avvicinate e, bramosi, prendete il pane fuori dalle sue ceste, ma
dei suoi piedi voi vi curate ben poco e non vedete che essi, ed in gran parte
per causa vostra, affondano fino al malleolo nel fango denso! Io però vi dico
che se il pane e l’acqua della vita vi piacciono, è bene che non lasciate in diffi-
coltà il mansueto animale da soma! Chi è in grado di farlo lo faccia, e liberi i
suoi piedi dal fango, senza essere visti dal mondo, perché, altrimenti, se egli
rimane presso di voi, con il tempo i suoi piedi si indeboliranno per l’affanno,
tanto che egli sarà a mala pena capace di portare del pane per voi, a meno che
non venga Io a liberarlo, per condurlo però poi là dove Io vorrò. Tuttavia, di
certo, presso voi Io non lo lascerò più, perché è ben vero che Io di figli ne ho
ancora molti, ma fra questi ve ne sono pochi che vogliono assumersi la fun-
zione di pazzo. Perché è più facile e comodo mangiare il pane, quando esso è
bell’e pronto, mentre è molto più difficile lasciarsi aggiogare all’aratro per
amore, come si fosse animali da soma, e specialmente per una ricompensa pic-
cola. Considerate bene tutto ciò e lodateMi e glorificateMi con la vostra obbe-
dienza! Chi di voi vorrà fare qualcosa a questo riguardo, non perderà mai
neanche uno statere, ed a suo tempo gli verrà tutto restituito nel tempo e per
l’eternità. Il servitore però indicherà, a chi volesse farlo, dove i suoi piedi
hanno difficoltà a muoversi. Amen).