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Discussione: Greta ed le glorie italiche

  1. #1

    Greta ed le glorie italiche

    Il clima evolve, Greta fustiga tutti (giustamente): la lista dei danni é lunghissima.
    ...ma...
    Non si parla di quelle che sono le "Glorie Nazionali", per le quali siamo orgogliosi e che cementano la nostra Identità Nazionale.
    Parlo dei prosciutti (Parma e San Daniele, in particolare) e del Parmigiano (quello Reggiano, per antonomasia).
    Entrambi ostentano che lo "Stabilimento di Produzione" é la Natura e che la "formula" é un mix unico di atmosfera di pianura/collina/montagna, geograficamente determinata, sacra ed immutabile più della britannica rocca di Gibilterra.
    Ma il clima é cambiato, nell'ultimo decennio. E mica poco.
    Ma le "Glorie Nazionali" non ne hanno sofferto. Almeno, cosi' pare: nessuno ha lanciato urla disperate di allarme o di disperazione.
    Quindi, l'evoluzione climatica alle "Glorie Nazionali", non scuce un baffo.
    Forse questo é il motivo per il quale la ricorrenza del Santo Protettore d'Italia é diventata "Festività": pagamento di grazia ricevuta?
    Cioé, come San Gennaro modifica il sangue in una teca, San Francesco (con una mano di Santa Caterina, probabilmente) mantiene il microclima delle zone di produzione delle "Glorie Nazionali", inalterato. Una "cupola", insomma, che manco il Brunelleschi.
    In ogni caso, dell'influsso delle variazioni climatiche sulla produzione "strettamente ed esclusivamente naturale certificata", nessuno sembra preoccuparsi.
    Complottisti che potrebbero pensare che, forse, un po' di tecnologia "aiuti" il "sacro clima", astenersi.

  2. #2
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    al - relativamente - chiuso, si fa, credo; mi domando sul vino; forse saranno i francesi a chiedere il divieto dei correttori di zucchero, o magari avremo - avranno, meglio - grandi vini inglesi; potremmo esportare set di bicchieri e caraffe da osteria, per riciclo pub
    c'� del lardo in Garfagnana

  3. #3
    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    al - relativamente - chiuso, si fa, credo

    ....cosa aveva detto, altrove, un illustre?....

    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    bentornati dal mondo delle favole

  4. #4
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    se c'è una cosa che mi preoccupa poco è la protezione della qualità; nel senso che fino a quando ci saranno consumi d'élite, si potranno comunque fare raffronti;
    quello che può preoccupare sono certe strozzature di mercato, per cui una produzione che punta all'ottimo non trova clientela e retrocede o fallisce;
    lo stesso meccanismo di saturazione della gaussiana che citavo a proposito dell'accoppiamento, ma vale anche per l'antiquariato, il collezionismo, la moda, etc...
    il top di gamma resta a suggerire lo standard, per pochissimi; ma immediatamente sotto i costi sono tali da tagliare fuori il popolo, che rinuncia.
    c'� del lardo in Garfagnana

  5. #5

    No, axe...a portare a spasso il segugio per la capitale batava...no, non ti accompagno...trova un toscano/a: a loro, piace
    ...la "saturazione della gaussiana", no....dai....
    mi fai rimpiangere quello....come si chiamava....calippo?...mottarello?...cornetto?.... boh, vassapé. Me so' scordato.
    Il tema era: fino a quando ci sarà qualcuno ancora convinto che prosciutti e formaggi non siano maturati "tecnologicamente" e quindi indifferenti al clima. Non parlo, ovviamente, del prodotto semi-sconosciuto, "di nicchia". Vietato, naturalmente dalla UE per motivi igienico-sanitari-lobbistici....No, solo igienico-sanitari. E di uniformità/normalizzazione :rotfl :

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio


    Il tema era: fino a quando ci sarà qualcuno ancora convinto che prosciutti e formaggi non siano maturati "tecnologicamente" e quindi indifferenti al clima.
    ah, ora ho capito; su queste cose serve preparazione tecnica, che non ho;
    magari lo stesso prosciutto lo puoi fare a Ryad, in assenza totale di interazioni ambientali, con saletta apposita e discreta per stranieri e facoltosi indigeni trasgressivi;
    sarebbe curioso un test al sommelier del coscio, per vedere se annusa l'aria del S. Daniele e lo distingue da una lavorazione senza interazioni ambientali.
    c'� del lardo in Garfagnana

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