Sandor, Axe, Vega i vostri post vi hanno sfinito nel topic dedicato a Sigmund Freud e l’inconscio ? Se non avete più nulla da dirvi in merito, e temete l’ozio, vi propongo di discutere sulla dimenticanza, una delle “strade” virtuali percorse da Freud per raggiungere l’inconscio: l’interpretazione dei lapsus, piccoli errori quotidiani e altre disattenzioni apparentemente insignificanti, ma frequenti, descritte da “zio Sigmund” nel libro "Psicopatologia della vita quotidiana”. Secondo Freud, questi eventi non sono frutto del caso, ma manifestazioni dell’inconscio: segnali della psiche che si esprime anche quando non ne siamo consapevoli.
Il tema principale è rappresentato dalla memoria, un argomento centrale per la psicoanalisi che fa dei ricordi, della connessione fra le tracce mnestiche attuali e le esperienze passate, l’asse del suo intervento.
L’interrogativo che si pone Freud riguarda il perché certi avvenimenti subiscano una cancellazione mentre altri si impongono con eccezionale intensità.
La dimenticanza è causata dalla “manutenzione cognitiva” nella memoria ? In effetti si, perché per il cervello è impossibile e inutile ricordare tutte le informazioni che costantemente gli arrivano. La memoria non è un archivio immutabile, è un sistema dinamico: seleziona, rielabora, dimentica.
illustrazione di Alberto Ruggieri
Dimenticare è importante quanto ricordare: questo verbo deriva dal latino “cor” e significa “rimettere nel cuore”; il suo contrario, “scordare”, è l’atto di togliere dal cuore: simbolo universale dell’amore e delle relazioni affettive. Ha radici antiche ed è presente nelle rappresentazioni artistiche.
Con i nostri ricordi abbiamo un rapporto complesso di amore-odio e l’oblio può essere una necessità. Ma è davvero soltanto il tempo che passa a farci dimenticare la persona amata nel passato ?
Il potere della mente non è ricordare tutto, ma rimuovere il superfluo. Nella psicoanalisi la rimozione è un meccanismo psichico che allontana dalla coscienza desideri, pensieri o residui mnestici considerati inaccettabili e intollerabili dall’Io.
La dimenticanza impedisce di richiamare alla memoria un ricordo.
Senza dimenticare non potremmo scegliere chi e cosa ricordare, saremmo intrappolati nei ricordi.
Ciò accade quando la presentazione di uno stimolo che precedentemente aveva portato con successo al recupero di un ricordo, ora non riesce più a funzionare. In genere, questo tipo di dimenticanza viene percepito come un disturbo oppure un fastidio, come quando si dimentica un appuntamento o non si riesce a dare un nome a un viso conosciuto: il ricordo esiste ma non si riesce a raggiungerlo. Se ne percepisce la presenza, ma non si riesce a riportarlo alla coscienza.
A livello cognitivo, la possibilità di recuperare specifici ricordi è condizionata da vari fattori, incluse alcune variabili “interne”, che possono essere fisiologiche o emotive, oppure da variabili “esterne”, come contesti ambientali e sociali. Si pensa che queste variabili, interne ed esterne, possano modulare la possibilità di recupero dei ricordi, spostandoli da uno stato di accessibilità a uno di inaccessibilità e viceversa.
Può essere facile ricordare i dettagli del percorso verso il posto di lavoro effettuato al mattino, invece è improbabile ricordare con eguale sicurezza i dettagli di quel percorso effettuato un mese fa, a meno che in quel tragitto non sia accaduto qualche fatto inusuale e specifico.




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