Pagina 1 di 3 1 2 3 UltimaUltima
Risultati da 1 a 15 di 33

Discussione: Sigmund Freud e l'immaginazione

  1. #1
    Opinionista
    Data Registrazione
    30/04/19
    Messaggi
    2,457

    Sigmund Freud e l'immaginazione



    Immaginazione: questo sostantivo allude alla capacità mentale di elaborare immagini virtuali.

    E’ connessa al concetto di fantasia (= apparizione).

    L’immaginazione non è condizionata da regole né dai legami logici dell'esperienza sensoriale.

    Permette di trasformare, sviluppare e anche deformare le immagini.

    L'immaginazione è fondamentale per l'attività creativa e cognitiva, fa decollare pensieri e fa volare la mente, costruisce strategie per trasformare le ipotesi e le proiezioni in progetti. Essa motiva a sperimentare, a cercare alternative, costringe a fare le scelte, a porsi domande, senza escludere il dubbio, la contestazione, il confronto, il dialogo.

    Sigmund Freud col suo libro “L’interpretazione dei sogni”, introdusse il concetto che il mondo onirico potesse fornire le chiavi per aprire l’accesso agli strati profondi e nascosti della psiche.

    Evidenziò l’importanza dell’immaginazione nella psicoanalisi e come essa possa influenzare il nostro modo di comprendere la realtà. Considerò l’immaginazione come una forza creatrice nel pensiero e nell’arte.

    Scoprì nel sogno la strada principale per l'esplorazione dell'inconscio attraverso l'interpretazione simbolica.

    I sogni si manifestano tramite immagini, perciò è necessario, secondo Freud, esplorare sistematicamente il suo linguaggio.

    L'attività immaginativa che emerge non solo nei sogni ma anche nello stato di veglia (fantasticherie, immagini creative) è una esperienza normale, non patologica, interagisce con il reale.

    C’è relazione tra immaginazione e azione; immaginare qualcosa è prepararsi ad essa; preparativo che poi tende a realizzarsi nell'agire.

    L'attività immaginativa è indipendente dalla volontà, però si deve distinguere tra l’attività immaginativa che emerge nei sogni e quella da svegli.

    Secondo Freud la mente umana è abitata da istanze diverse, spesso in conflitto. Da un lato c’è la realtà, con le sue leggi, i suoi vincoli, le sue resistenze; dall’altro c’è la fantasia, che rappresenta il luogo del desiderio, dell’immaginazione, della possibilità illimitata. La fantasia non ha bisogno di essere verificata: non deve sottostare al criterio di verità oggettiva che governa la scienza o la logica.

    Freud interpreta la fantasia anche come una compensazione alle frustrazioni della vita reale. L’individuo, costretto a fare i conti con limiti esterni e interni, si rifugia nella fantasia per immaginare ciò che non può avere o vivere. Questa dinamica è evidente nei sogni a occhi aperti, nelle fantasie infantili, nei desideri.

    Se queste fantasie fossero sottoposte a verifica, il loro potere si dissolverebbe. Un bambino che immagina di essere un cavaliere o un astronauta non deve “dimostrare” nulla: ciò che conta è l’esperienza interna, la possibilità di sperimentare un sé diverso, senza limiti. Anche l’adulto, quando sogna a occhi aperti una vita alternativa o una rivincita personale, trae beneficio dal fatto che nessuno può chiedergli di provare la realtà di quell’immagine.

    Sigmund Freud, che ha sempre guardato con attenzione al mondo artistico e letterario, sapeva bene che la fantasia è alla base della creatività. Un romanzo, una tragedia, una poesia non devono “verificare” la verità empirica delle vicende narrate: la loro forza sta nella capacità di generare emozioni, identificazioni, riflessioni.

  2. #2
    Opinionista L'avatar di Vega
    Data Registrazione
    04/05/05
    Messaggi
    17,581
    Che ci hai preso gusto doxa?
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  3. #3
    Opinionista
    Data Registrazione
    30/04/19
    Messaggi
    2,457
    Buongiorno Vega. Mi piacciono i vostri estenuanti post. Allora favorisco i vostri dibattiti ampliando le prospettive

    L’immaginazione: dalla psicanalisi alla politica.

    Con l’immaginazione si può anche aspirare al potere: “immaginazione al potere” era lo slogan dei “sessantottini” (anno 1968).

    Fu lo scrittore francese Jean-Paul Sartre a coniare l’espressione, usandola in una intervista con Daniel Cohn-Bendit, giovane scrittore e politico protagonista del cosiddetto “maggio francese”.

    “Ciò che è interessante della vostra azione è che mettete l’immaginazione al potere”, commentava il filosofo alle affermazioni di Cohn-Bendit, che esaltava, il momento storico che stava vivendo.

    Il movimento studentesco aveva cominciato a demolire, senza progettare l’edificio che intendeva sostituire a quello vecchio. Proprio questo tipo di atteggiamento costituiva motivo di critica nell’opinione pubblica, mentre Cohn-Bendit sosteneva che proprio quel tipo di comportamento costituiva la forza del movimento, basato sulla spontaneità incontrollabile, perché l’immaginazione, essendo legata alle emozioni, al contrario del raziocinio è ingovernabile e incoercibile.

    Che cosa intendeva Jean Paul Sartre per immaginazione?

    L’aveva spiegato in anni precedenti in due suoi libri: “L’imagination” (1936) e “L’imaginaire” (1940).

    Successivamente, nel 1960, a Grenoble, fu pubblicato il volume: “Les Structures anthropologiques de l’imaginaire”, dell’antropologo Gilbert Durand. In quel libro si approfondisce il concetto di immaginario, relegato per secoli dalla cultura occidentale al ruolo di dio minore, che aveva sminuito e devalorizzato l’attività immaginativa dell’individuo.

    Il movimento del ’68 era collegato anche al filosofo Herbert Marcuse e alla sua critica della società industriale e del consumismo.
    Egli invitava i giovani a superare i limiti imposti dal sistema economico attraverso la liberazione del pensiero e della creatività, trasformando la realtà in un'esperienza più libera, aperta a nuove possibilità di vita e di azione.

    “Immaginazione al potere”: questa frase evoca indipendenza, libero arbitrio, autonomia.

    Con la parola “potere” entrava in gioco l’idea di affermare la propria volontà. Via la tirannide del raziocinio, l’oppressione della tradizione. Erano presenti anche pensieri più pericolosi, come l’esercizio della forza, la coercizione, la manipolazione. Nel potere c’è sempre qualcuno che influenza un altro, oppure ne è influenzato.

    È passato più di mezzo secolo dal Sessantotto, ma quell’anno non indica solo l’anno 1968, comprende anche i mesi precedenti e quelli successivi, caratterizzati dalla formazione di nuovi movimenti di protesta, sia degli studenti, sia dei lavoratori e in generale dei giovani. Fu uno dei momenti di svolta più importanti nella storia del Novecento, che aprì una stagione complessa e travagliata di trasformazione della società, per molti versi di crisi, ma per altri versi di conquiste sociali, politiche e culturali.

    Nelle manifestazioni di quell’anno, il ’68 l’espressione "L'immaginazione al potere", del filosofo Sartre, suggerita nell’articolo intervista comparso su “Le nouvel Observateur”, il 28 maggio 1968, piacque ai manifestanti che la fecero propria, adottandola come slogan, perché evocativa della libertà, il nuovo. L’immaginazione si muoveva, insieme agli studenti e poi ai lavoratori, come un fiume in piena.

    L’immaginazione al potere è ancora di attualità?

    Herbert Marcuse espresse la sua critica al capitalismo industriale nel saggio: “L’uomo a una dimensione”, pubblicato nel 1964. La “dimensione unica” evidenziata da Marcuse era quella consumistica promossa dal modello di società capitalistica occidentale.

    I ragionamenti del filosofo Marcuse diventarono la bandiera dei movimenti studenteschi del ’68, che assunsero lo slogan “l’immaginazione al potere” come una sorta di “programma rivoluzionario”.

    Il sociologo Luciano Gallino (1927 – 2015), professore emerito all’Università di Torino, dove insegnò sociologia, nella sua prefazione al libro di Marcuse scrisse: “…Una società dov’era cresciuta la soddisfazione per aver sconfitto il fascismo e la povertà si ritrovava così, attraverso i tratti che L’uomo a una dimensione sovrimponeva alla sua immagine, ad essere dipinta dai suoi giovani come un nuovo sistema oppressivo, tanto più efficace per la sua inedita capacità di inserire nella coscienza stessa dei suoi membri la convinzione di vivere in un regime di autentica libertà. […]

    A farne le spese sono state certamente in primis le classi subalterne (il sotto-proletariato ed il proletariato urbano, la cultura contadina), poiché l’integrazione della classe lavoratrice nella civiltà industriale ha avuto come contropartita la necessità di lavorare e di consumare sempre di più, sottraendo il tempo libero versus quello comandato in fabbrica, ed anche l’umanità che viene annientata dallo spirito individualistico acquisito.

    Se la società della Francia del XVIII secolo – quella della Rivoluzione Francese per intenderci – distingueva la stratificazione sociale di quel tempo in nobiltà, clero e terzo stato (borghesia e in gran parte proletariato), il 'ventre molle' della borghesia contemporanea è ben lontano per sua natura da qualsiasi spirito rivoluzionario che sia in grado di minare alle fondamenta l’ordinamento costituito, se con quest’ultimo termine di borghesia intendiamo quella compagine intermedia che detiene la proprietà ed il controllo dei mezzi di produzione e distribuzione, industriali, commerciali, finanziari e financo intellettuali.

    Da un punto di vista politico la borghesia diventa classe quando agisce per organizzare gli interessi “rivoluzionando” l’assetto dello Stato per modellarlo sulla forma delle sue esigenze; comunque l’asservimento a logiche consumistiche con la conseguente creazione di un archetipo di nuovo “borghese benestante”, ha in un certo senso oscurato l’esprit revolutionnaire, giacché quel modello di società conteneva in sé anche una promessa di felicità, e si sa un popolo felice e ben nutrito non si ribella e men che meno pensa a possibili svolte rivoluzionarie, che destituiscano chi è al potere per mettere i rappresentanti dei ceti vincitori”.

  4. #4
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,003
    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Buongiorno Vega. Mi piacciono i vostri estenuanti post. Allora favorisco i vostri dibattiti ampliando le prospettive
    con interlocutori curiosi e mediamente istruiti, sarebbe meglio restringerle, per evitare la deriva "brevi cenni sull'universo";
    in caso contrario, siamo alla nota partita a scacchi col piccione
    c'� del lardo in Garfagnana

  5. #5
    Opinionista L'avatar di Vega
    Data Registrazione
    04/05/05
    Messaggi
    17,581
    Con interlocutori attaccati a vecchie pippe si va poco avanti
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  6. #6
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,003
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Con interlocutori attaccati a vecchie pippe si va poco avanti
    potrebbe anche essere; il punto è che tu nemmeno esprimi quelle; il vuoto cosmico di idee discutibili; ti metti lì a lanciare verdure, ma sul palco non sali mai, perché te la faresti nel pannolone già sulle scale; una dichiarazione di subalternità intellettuale che piacerebbe tanto a certi maschilisti:
    vedi ? ha'voglia te a farle studiare; questo è il risultato; con Alexia ottenevi molto di più, praticamente gratis
    c'� del lardo in Garfagnana

  7. #7
    Opinionista L'avatar di Vega
    Data Registrazione
    04/05/05
    Messaggi
    17,581
    Disse quello che
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  8. #8
    Opinionista L'avatar di Vega
    Data Registrazione
    04/05/05
    Messaggi
    17,581
    Sigmund Freud col suo libro “L’interpretazione dei sogni”, introdusse il concetto che il mondo onirico potesse fornire le chiavi per aprire l’accesso agli strati profondi e nascosti della psiche.
    Ci sarebbe da capire perché, nell'ipotesi freudiana, il cervello dovrebbe essere dotato di un meccanismo di difesa ed archiviazione di eventi e desideri spiacevoli, facendo il suo bel lavoro e uso di energia per nascondere, per poi durante il sonno, con i sogni, portare a galla la "fatica" fatta a mettere via, con dei meccanismi in più, tipo inventarsi immagini e rappresentazioni alternative di questi ricordi negativi.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  9. #9
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,003
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Ci sarebbe da capire perché, nell'ipotesi freudiana, il cervello dovrebbe essere dotato di un meccanismo di difesa ed archiviazione di eventi e desideri spiacevoli
    sì, Freud era un innatista il cervello di Dark è dotato del meccanismo degli anfibi col tacco; li avrebbe scelti anche se a due settimane fosse stata adottata da una coppia di pastori delle Ande;
    lasscièeenzaaa... eravate tu, Zichichi, Rubbia e altri scienziàaatiiii ccredentiiii...
    facendo il suo bel lavoro e uso di energia per nascondere, per poi durante il sonno, con i sogni, portare a galla la "fatica" fatta a mettere via, con dei meccanismi in più, tipo inventarsi immagini e rappresentazioni alternative di questi ricordi negativi.
    protezione dal dolore, se non metabolizzabile; tipo le tossine; qualcuno vomita; altri digeriscono anche i sassi, se proprio vuoi un'analogia organica;

    domanda: il suicidio; una roba bella grossa, no ? 'mbeh, l'8 settembre del 43, alla notizia dell'armistizio, centinaia di migliaia di italiani in strada a festeggiare, credendo finita la guerra; nella circostanza analoga, in Giappone molti si suicidavano; se l'impulso provenisse dal cervello, come ente capace di produrre decisioni indipendenti dall'esperienza, a stimolo uguale, dovresti avere reazioni equivalenti;

    perciò, non è "il cervello" dotato di un sistema, né Freud avrebbe potuto pensare una cretinata del genere.
    c'� del lardo in Garfagnana

  10. #10
    Opinionista L'avatar di Vega
    Data Registrazione
    04/05/05
    Messaggi
    17,581
    se l'impulso provenisse dal cervello, come ente capace di produrre decisioni indipendenti dall'esperienza
    Ho mai detto forse che l'esperienza non conta? Ma poi, l'esperienza, di cui hai quei ricordi, quelle emozioni, ti ha plasmato i neuroni o aleggia nell'aere?
    Se non è il cervello dotato di un sistema, quel sistema di correzione e metabolizzazione dove sta, sempre nell'aere? Nell'Iperuranio?
    Questi tentativi che fai sono patetici davvero. Anche fosse attività perculatoria, mi sembra che si ritorca solo su di te a dire certe sciocchezze.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  11. #11
    Opinionista L'avatar di Vega
    Data Registrazione
    04/05/05
    Messaggi
    17,581
    protezione dal dolore, se non metabolizzabile; tipo le tossine; qualcuno vomita; altri digeriscono anche i sassi, se proprio vuoi un'analogia organica;
    Quindi chi metabolizza meglio, sognerebbe forse più facilmente cose normali, che vogliono dire quello che sono, un albero sarebbe un albero e non un fallo?
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  12. #12
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,003
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Ho mai detto forse che l'esperienza non conta?
    magari... hai fatto di peggio: attribuito alla tesi che vuoi smontare un'evidente idiozia;
    però insistisci
    Ma poi, l'esperienza, di cui hai quei ricordi, quelle emozioni, ti ha plasmato i neuroni o aleggia nell'aere?
    Se non è il cervello dotato di un sistema, quel sistema di correzione e metabolizzazione dove sta, sempre nell'aere? Nell'Iperuranio?
    cioè, secondo te nel cervello si può depositare un'ideologia, per cui, se somministri la fluoxetina o gli inibitori della monoaminossidasi al giapponese, quello smette di sentirsi fedele all'imperatore-dio, non si suicida e una settimana dopo ti dice simm'e Napule, paisà e lascia un caffè sospeso ai dipendenti della Glaxo
    c'� del lardo in Garfagnana

  13. #13
    Opinionista L'avatar di Vega
    Data Registrazione
    04/05/05
    Messaggi
    17,581


    E vai con le solite tecnicucce del menga e le sciocchezze. Tu dove memorizzi, dove hai le tue idee, sospese per l'aria, nelle chiappe?

    Che risolvi a tirare in ballo ad cazzum i farmaci?
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  14. #14
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,003
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Quindi chi metabolizza meglio, sognerebbe forse più facilmente cose normali, che vogliono dire quello che sono, un albero sarebbe un albero e non un fallo?
    dipende: di che metabolismo parli ? se uno digerisce male un alimento, può avere un sonno disturbato dal malessere; ma non è possibile stabilire alcuna inferenza tra quella fisiologia e il contenuto del sogno;
    dovresti avere un organo - lo stomaco - dotato di un linguaggio e una sistematica di idee, traducibili;

    al contrario, le narrazioni oniriche si esprimono in un linguaggio che è grosso modo lo stesso di quello cosciente, e secondo una sistematica quasi coerente; questo ti offre una possibilità;
    l'oggetto eccentrico, che rompe la coerenza narrativa, altrimenti fluida, può segnalarti la mancata metabolizzazione di sentimenti connessi all'oggetto rimosso;
    come ogni ipotesi, può essere sbagliata; al momento non ce ne sono di migliori;
    fino a quando non sarai capace di programmare un sogno agendo direttamente sull'organo: ti faccio sognare la Viola che vince la CL in finale contro la Juve, con un autogoal nel recupero dei supplementari e con De Gea espulso
    c'� del lardo in Garfagnana

  15. #15
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,003
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio


    E vai con le solite tecnicucce del menga e le sciocchezze. Tu dove memorizzi, dove hai le tue idee, sospese per l'aria, nelle chiappe?

    Che risolvi a tirare in ballo ad cazzum i farmaci?
    beh, se i pensieri fossero nel cervello, dovresti poter concepire un sistema per poterli dirigere organicamente; posto che al momento è fantascienza di serie Q, nella realtà avviene che non solo i pensieri modificano i pensieri, ma i pensieri modificano le emozioni e in una certa misura la risposta somatica.
    c'� del lardo in Garfagnana

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
  • Il codice BBAttivato
  • Le faccine sono Attivato
  • Il codice [IMG]Attivato
  • Il codice [VIDEO]Attivato
  • Il codice HTML � Disattivato