Immaginazione: questo sostantivo allude alla capacità mentale di elaborare immagini virtuali.
E’ connessa al concetto di fantasia (= apparizione).
L’immaginazione non è condizionata da regole né dai legami logici dell'esperienza sensoriale.
Permette di trasformare, sviluppare e anche deformare le immagini.
L'immaginazione è fondamentale per l'attività creativa e cognitiva, fa decollare pensieri e fa volare la mente, costruisce strategie per trasformare le ipotesi e le proiezioni in progetti. Essa motiva a sperimentare, a cercare alternative, costringe a fare le scelte, a porsi domande, senza escludere il dubbio, la contestazione, il confronto, il dialogo.
Sigmund Freud col suo libro “L’interpretazione dei sogni”, introdusse il concetto che il mondo onirico potesse fornire le chiavi per aprire l’accesso agli strati profondi e nascosti della psiche.
Evidenziò l’importanza dell’immaginazione nella psicoanalisi e come essa possa influenzare il nostro modo di comprendere la realtà. Considerò l’immaginazione come una forza creatrice nel pensiero e nell’arte.
Scoprì nel sogno la strada principale per l'esplorazione dell'inconscio attraverso l'interpretazione simbolica.
I sogni si manifestano tramite immagini, perciò è necessario, secondo Freud, esplorare sistematicamente il suo linguaggio.
L'attività immaginativa che emerge non solo nei sogni ma anche nello stato di veglia (fantasticherie, immagini creative) è una esperienza normale, non patologica, interagisce con il reale.
C’è relazione tra immaginazione e azione; immaginare qualcosa è prepararsi ad essa; preparativo che poi tende a realizzarsi nell'agire.
L'attività immaginativa è indipendente dalla volontà, però si deve distinguere tra l’attività immaginativa che emerge nei sogni e quella da svegli.
Secondo Freud la mente umana è abitata da istanze diverse, spesso in conflitto. Da un lato c’è la realtà, con le sue leggi, i suoi vincoli, le sue resistenze; dall’altro c’è la fantasia, che rappresenta il luogo del desiderio, dell’immaginazione, della possibilità illimitata. La fantasia non ha bisogno di essere verificata: non deve sottostare al criterio di verità oggettiva che governa la scienza o la logica.
Freud interpreta la fantasia anche come una compensazione alle frustrazioni della vita reale. L’individuo, costretto a fare i conti con limiti esterni e interni, si rifugia nella fantasia per immaginare ciò che non può avere o vivere. Questa dinamica è evidente nei sogni a occhi aperti, nelle fantasie infantili, nei desideri.
Se queste fantasie fossero sottoposte a verifica, il loro potere si dissolverebbe. Un bambino che immagina di essere un cavaliere o un astronauta non deve “dimostrare” nulla: ciò che conta è l’esperienza interna, la possibilità di sperimentare un sé diverso, senza limiti. Anche l’adulto, quando sogna a occhi aperti una vita alternativa o una rivincita personale, trae beneficio dal fatto che nessuno può chiedergli di provare la realtà di quell’immagine.
Sigmund Freud, che ha sempre guardato con attenzione al mondo artistico e letterario, sapeva bene che la fantasia è alla base della creatività. Un romanzo, una tragedia, una poesia non devono “verificare” la verità empirica delle vicende narrate: la loro forza sta nella capacità di generare emozioni, identificazioni, riflessioni.




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il cervello di Dark è dotato del meccanismo degli anfibi col tacco; li avrebbe scelti anche se a due settimane fosse stata adottata da una coppia di pastori delle Ande;