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Discussione: Groenlandia

  1. #1

    Groenlandia

    La Groenlandia non è parco nazionale artico, ma un nodo strategico: rotte, risorse, controllo militare, sicurezza. In altre parole, l’infrastruttura silenziosa che permette alle democrazie di continuare a discutere di diritti, libertà e benessere. Che gli Stati Uniti lo dicano senza garbo, è un dettaglio secondario.

    Anzi, l’Europa avrebbe dovuto pensarci prima. Offrirla già a Obama, o almeno a Biden, come contributo concreto alla sicurezza comune. Sarebbe stato un gesto adulto, responsabile. Addiritura, doveroso e dovuto.
    Invece preferiamo l'isteria odierna, incuranti delle minacce incombenti russo-cinesi (per non parlare dell'atomica iraniana e nord-coreana). Il solito piagnisteo euopeo di chi delega la propria difesa e pretende di dettare l’etica.

    La verità è semplice ed evidente: sotto l’ombrello americano, la Groenlandia sarebbe più sicura. E con essa, anche tutto il mondo sarebbe più sicuro di restare libero e democratico.



    O no?
    vassapé

  2. #2
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    c'era quel cinese che sosteneva l'inutilità di preoccuparsi per ciò su cui non si può decidere; in quella cultura delle crisi come opportunità, quando fanno a botte cercano di usare la forza dell'avversario; anche diverse discipline dirimpettaie, in verità;

    ma quanto ci piace il risiko, colle bandierine e i carrarmatini;
    a me interessa di più come vuol vivere la gente; se solo un americano su dieci volesse mangiare come te, dopo un po' gli andrebbero dietro anche gli altri e farebbero presidente un cuoco.
    c'� del lardo in Garfagnana

  3. #3
    Quelli del nnipinnintismu sicilianu gli avevano offerto la Sicilia nel 1945 come 49° Stato degli Stati Uniti, ma allora c'era Truman e non Trump, che se la sarebbe sicuramente presa, ribattezzandola Trumpacria.

  4. #4
    رباني L'avatar di King Kong
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    La Groenlandia non è parco nazionale artico, ma un nodo strategico: rotte, risorse, controllo militare, sicurezza. In altre parole, l’infrastruttura silenziosa che permette alle democrazie di continuare a discutere di diritti, libertà e benessere. Che gli Stati Uniti lo dicano senza garbo, è un dettaglio secondario.

    Anzi, l’Europa avrebbe dovuto pensarci prima. Offrirla già a Obama, o almeno a Biden, come contributo concreto alla sicurezza comune. Sarebbe stato un gesto adulto, responsabile. Addiritura, doveroso e dovuto.
    Invece preferiamo l'isteria odierna, incuranti delle minacce incombenti russo-cinesi (per non parlare dell'atomica iraniana e nord-coreana). Il solito piagnisteo euopeo di chi delega la propria difesa e pretende di dettare l’etica.

    La verità è semplice ed evidente: sotto l’ombrello americano, la Groenlandia sarebbe più sicura. E con essa, anche tutto il mondo sarebbe più sicuro di restare libero e democratico.



    O no?
    vassapé
    Aut hic aut nullubi

  5. #5
    FLASH –( United Snow Agency)




    Nuuk, ore 06:40 locali. Un evento atmosferico di natura anomala, ha colpito nelle prime ore della mattina l'intero terriotorio della Groenlandia . L’episodio, inizialmente classificato come intensa perturbazione nevosa, si è rivelato in seguito un improvviso e coordinato attacco di origine cinese (mascherato da precipitazione) che ha colpito nelle prime ore dell’alba diverse infrastrutture civili della Groenlandia, causando sconcerto nella comunità internazionale e scene di panico tra la popolazione locale. Secondo alcune fonti, l’azione (definita da osservatori militari “nuova Pearl Harbor” per modalità e tempistica) si sarebbe svolta senza alcuna dichiarazione preventiva.
    Testimoni riferiscono di una pioggia ininterrotta di oggetti provenienti da droni non identificati: borse “Vuittin”, occhiali da sole Ray-bin, smartwatch con istruzioni esclusivamente in mandarino e caricabatterie universali incompatibili con qualsiasi presa conosciuta. Gli articoli, confezionati singolarmente in plastica termosaldata, avrebbero colpito strade, tetti e slitte parcheggiate, generando confusione e rallentando le operazioni di soccorso.
    Le autorità groenlandesi parlano di “grave destabilizzazione logistica”: diversi cittadini, provocando assembramenti e tumulti, con episodi di violenza selvaggia da "Venerdi nero" si sarebbero fermati a fare incetta, sotto la nevicata/bombardamento. Segnalati blackout temporanei causati dall’uso simultaneo di power bank difettosi. Nessuna vittima confermata, ma numerosi casi di smarrimento identitario tra chi, per errore, ha indossato cappotti di due taglie più piccole.
    Pechino non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Un portavoce non identificato avrebbe parlato di “iniziativa commerciale fraintesa”. Washington e Bruxelles monitorano la situazione, mentre la NATO é in discussione se rilocalizzare le batterie anti-drone promesse all'Ukraina.
    L’Unione Europea segue l’evolversi della situazione. La popolazione è invitata a restare in casa e a non raccogliere oggetti senza marchio CE e quietanza di pagamento dei diritti di dogana (portati immediatamente dall'Amministrazione Trump a 250000%, per motivi di sicurezza nazionale.)
    Situazione sotto controllo. Il prossimo notiziario meteo tra un'ora.

  6. #6
    "...Manhattan era un’isola su un fiume pescoso, con sbocco all'Atlantico, circondata da boschi, terre coltivabili, manodopera a basso costo...un paradiso . Fu acquistata per 24 USD e qualche perlina, un prezzo generoso. Confrontiamola con la Groenlandia: clima estremo, territorio in gran parte inabitabile, popolazione minima, costi logistici elevatissimi e una posizione che la rende potenzialmente problematica dal punto di vista strategico, data la vicinanza a russi e cinesi. Un bene che richiede investimenti continui solo per esistere: una palla al piede. Applicando criteri oggettivi, la valutazione corretta è non più di 13 $ e due Coca-Cola. Per gli amici fedeli europei, si fa un gesto: 15 $, 2 Coca-cola ed 1 Big Mac. Cash...."
    intercettazione telefonica

  7. #7
    Da fonte bene informata si apprende che per aumentare la pressione sulla Danimarca, affinché venda al più presto (per la sicurezza del Mondo Libero e Democratico, sempre pù in pericolo, come la recente "nevicata" ha confermato), la Groenlandia, questa, essendo un "bene di importazione", potrebbe essere gravata di diritti di dogana proibitivi, attualmente allo studio. La Commissione Europea, segue con attenzione. Zelensky attende in anticamera.

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