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Discussione: Esaltazione dell'amore.

  1. #1
    Opinionista L'avatar di Arcobaleno
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    Esaltazione dell'amore.

    Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:

    50:1. E così egli Mi ringraziò per
    tutti gli altri sensi, poiché Adamo comprendeva molto bene che il loro dono e
    la costante conservazione di questo costituiscono un immenso beneficio, che
    proviene dalla mano generosa del Mio Amore.

    3. «O Enoch, eletta bocca dell’eterno Amore di Dio, vedi, io ti chiamai prima
    "Abele"; solo che io ti ho arrecato un torto e quindi sono stato ingrato verso
    Dio! Poiché, vedi, Abele era bensì il primo figlio benedetto che Dio mi aveva
    donato, ed era perciò un prediletto del mio cuore e uno strumento fedele nella
    mano di Dio, strumento concesso a me per la mia salvezza. Tu, invece, sei stato
    ora mandato a me dal Signore, nei miei anni tardi, come balsamo corroborante,
    affinché la ferita infertami da Caino possa, nei miei ultimi tempi, venire risanata
    nel mio cuore; infatti, se tu fossi soltanto l’anima e lo spirito di Abele sotto le
    spoglie di Enoch, saresti quello che era Abele e saresti simile al mio diletto Set,
    che il Signore mi ha dato al posto di Abele. Tu, però, fosti suscitato dal Signore
    fuori dal Suo Amore ed Egli ha posto questo Amore nel seme di Iared, affinché
    tu divenissi un puro frutto dell’amore, per poi indicare a tutti i tuoi padri e fra-
    telli la dolce via dell’amore e per dimostrare che l’amore vale più di tutta la
    nostra sapienza, la quale può cadere, mentre l’amore crea montagne e rupi
    fuori dalla fanghiglia del mare.


    5. Dunque, tu non sei né Abele né Set, anche se tu sei una pura vita che pro-
    viene da Dio, per mezzo del seme di Iared, per cui anche tu possiedi una tua
    vita propria, la quale mai dovrà soggiacere alla morte. Perciò, distribuisci fra
    tutti quanto hai in sovrabbondanza, affinché essi pure possano giungere a rico-
    noscere che non la sapienza, ma soltanto l’amore costituisce la vera vita eterna,
    proveniente da Dio, perché soltanto ora io stesso vedo che unicamente nell’a-
    more sarò indistruttibile per l’eternità. E perciò tutta la nostra sapienza sarà e
    deve anche venire ridotta a nulla dinanzi a Dio, ma l’amore, il piccolo amore,
    un giorno verrà fatto grande da Dio, poiché Egli Stesso altro non è che Amore.

    6. O Enoch, quando il sole sorgerà, esortami e parla. Amen»

    52:2. E così essi raggiunsero la vetta sette minuti prima del levare del sole, stan-
    do al vostro modo di calcolare il tempo. Giunti là, Adamo si sedette a terra; Mi
    ringraziò per il nuovo giorno concessogli e Mi pregò d’impartirgli la Benedi-
    zione, affinché poi egli potesse a sua volta benedire efficacemente tutti i suoi
    figli, nel Mio Nome, ossia nel Mio Amore dalla Mia Grazia.
    3. (N.B. Cosa questa che ora viene poco osservata da voi e che dal mondo viene
    considerata un'insulsaggine; perciò anch’Io e la Mia Benedizione dobbiamo star-
    cene lontani, dato che già da lungo tempo nessuno ne sente più il bisogno!).

    15. Ugualmente,
    suscita stupore in noi la vista di una farfalla, con le sue smaglianti ali rosse,
    verdi, blu, ma un nobile pensiero nel petto di un fratello immortale viene riget-
    tato con tutta facilità quale pazzo prodotto di una fantasia tacciata d’inganno! E
    così non di rado si ammira il nido di un uccello e Dio viene altamente lodato
    per questo; mentre un’opera preziosa, inestimabile dello spirito immortale che
    è libero viene assai poco apprezzata e del tutto posposta!
    16. Oh, quale senso di maestà suscita nel nostro animo lo stormire dei cedri,
    quando un vento irrompente si precipita impetuoso attraverso i loro teneri rami;
    ma il santo stormire dello spirito dell’Amore eterno non è percepito dall’orec-
    chio, assordato dal vento, orecchio che nel vento cerca parole, e non bada allo
    squillante richiamo della voce di Dio nel proprio petto!
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.

  2. #2
    Lo Shaykh Muhammad Tâdilî nella sua opera “La vita tradizionale è la Sincerità” (vedi https://ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo) scrive:
    “Il faqîr che possiede la volontà, è colui che è circondato dalle gioie inattese dell’amore; giacché la realtà dell’amore è (di essere) un fuoco che divora gli altri (che non siano l’Amato) e che ne annulla le tracce. L’innamorato piange per l’ardente desiderio d’incontrare i fratelli; e lo fa piangere ancora il timore di separarsene: in entrambi i casi non trova sollievo. È all’amore che allude il grande Shaykh Ḥâtimî dicendo in due dei suoi versi:
    «Chi v’è al mondo di più infelice di un innamorato, anche se trovasse dolce il gusto della passione?
    Egli piange d’ardente desiderio se è lontano da loro; e se è vicino (a loro), piange per timore della separazione».
    Quell’amore è essenziale. Giacché vi sono due tipi d’amore: uno essenziale, l’altro apparente.
    Più esattamente, l’amore apparente sussiste talvolta grazie all’altruismo e ai favori che l’accompagnano, e viene meno in loro assenza. L’Altissimo ha detto a proposito delle genti dell’amore apparente: «Tra di loro, ve ne sono che adorano Allâh tentennando. Se giunge loro un bene» tra le cose che chiedono e delle quali si occupano costantemente, «essi ne godono tranquillamente» ; ciò significa che la loro nafs gode in pace dei favori e (dei beni) ricevuti in cambio (della loro adorazione); in tal caso essa ne è lieta e riconosce ad Allâh la Signoria.
    «Se giunge loro una prova» nel secondo caso, che è il rifiuto e l’assenza di favori, «fanno nuovamente voltafaccia e perdono questo mondo e l’altro» . Ciò significa che il loro proposito è sbagliato, che nel caso del rifiuto negano la Signoria (ad Allâh), che recidono il legame con ogni amore e ne ottengono la perdita di questo mondo e dell’altro. In realtà, v’è in ciò un’abitudine che non è propria dell’amore, ma solamente una passione egoistica con cui la nafs assume varie manifestazioni per pervenire agli oggetti dei suoi desideri: si vedranno due uomini amarsi reciprocamente finché dureranno da una parte e dall’altra i favori e gli elogi; ma se uno di loro cessa i favori, i rapporti amichevoli e gli elogi, l’altro replicherà con (un cambiamento) ancora maggiore.
    Quanto al segno dell’amore essenziale, coloro che lo posseggono sono Genti che il Vero (haqq) ha spogliato dell’amore apparente e ha rivestito della luce del Suo amore; giacché la Provvidenza e la felicità sono stati dati loro in anticipo, essi si predispongono ad amarLo nell’attributo del Suo amore con cui Egli si è manifestato loro. È a quest’amore che si allude nelle parole dell’Altissimo: «Egli li ama ed essi L’amano» ; vale a dire: «Egli li ama» con il Suo amore, «ed essi L’amano» grazie al Suo amore.
    Quest’amore durerà in eterno. Chi l’ha ricevuto, avesse mille nemici alla sua destra e mille amici alla sua sinistra, per il suo carattere, non farebbe differenza tra i due (gruppi). Giacché il suo carattere è eterno, non si divide né si condivide. Colui che esso infiamma tratta sempre bene chi gli ha procurato del male, perdona colui che lo ha oppresso, va a trovare chi lo ha abbandonato, dà a chi non è stato generoso con lui. L’Altissimo ha detto: «Il Clemente darà loro un desiderio» , vale a dire un amore.
    Per l’innamorato, i contrari si equivalgono. Nell’Unione l’amore infiamma il suo cuore come l’infiamma nella separazione, nella prossimità come nella lontananza, nella potenza come nell’umiltà, di fronte ai doni come al loro rifiuto, nell’abbandono come nell’Unione. Fâridî vi allude in questi termini:
    «La mia Unione è la mia separazione, il mio avvicinamento è il mio allontanamento, la mia umiltà è la mia potenza, la mia prova è il mio favore».
    E ha detto ancora sull’amore essenziale:
    «Se la mia sorte è d’essere abbandonato da voi e non v’è distanza, quest’abbandono, per me, è la riunione».
    L’evidenza di tutto ciò è che la realtà dell’amore essenziale fa sì che tutte le ustioni prodotte dal suo ardore si sviluppino in tutte le viscere e gli intestini, finché il suo corso si estenda alla natura dell’intero essere. L’innamorato attira i cuori della gente, i loro spiriti e anche i loro stati”.

  3. #3
    رباني L'avatar di King Kong
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    I Sufi, una delle poche isole di normalità del pianeta.
    Da ormai qualche anno provo con molta difficoltà a leggere il Mathnavi di Jalaluddin Rumi.
    La difficoltà è data non da motivi di logica o di comprensione del testo, ma dal fatto che ogni distico del poema invita ad una riflessione profonda che, tradotta in parole scritte, potrebbe occupare volumi interi.
    E distici, il Mathnavi, ne conta circa venticinquemila.
    Ultima modifica di King Kong; Ieri alle 11:54
    Aut hic aut nullubi

  4. #4
    Opinionista L'avatar di Arcobaleno
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    Citazione Originariamente Scritto da Anello Verde Visualizza Messaggio
    Lo Shaykh Muhammad Tâdilî nella sua opera “La vita tradizionale è la Sincerità” (vedi https://ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo) scrive: ...
    Grazie Anello Verde per le precisazioni, anche se il testo non è facile.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.

  5. #5
    Opinionista L'avatar di Arcobaleno
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    Citazione Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    I Sufi, una delle poche isole di normalità del pianeta.
    Da ormai qualche anno provo con molta difficoltà a leggere il Mathnavi di Jalaluddin Rumi.
    La difficoltà è data non da motivi di logica o di comprensione del testo, ma dal fatto che ogni distico del poema invita ad una riflessione profonda che, tradotta in parole scritte, potrebbe occupare volumi interi.
    E distici, il Mathnavi, ne conta circa venticinquemila.
    Ciao King, è disponibile una versione italiana on line del Mathnavi?
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.

  6. #6
    رباني L'avatar di King Kong
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    Citazione Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
    Ciao King, è disponibile una versione italiana on line del Mathnavi?
    Prova qui, mi sembra sia possibile scaricare in formato pdf

    https://wvw.zlibrary.to/dl/mathnawi-...smo-universale
    Aut hic aut nullubi

  7. #7
    رباني L'avatar di King Kong
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    Cos'é il Ney?
    Il Ney é un flauto di canna usato dai Sufi.
    Esso rappresenta il distacco dall'Unità e la musica che risulta dal soffio (l'anima) nella canna di bambù é il lamento di chi prova la malinconia e la tristezza che quel distacco provoca. Questa malinconia é quindi il canto dell'innamorato per l'Amato lontano e verso il quale tendono tutti i suoi sforzi. E quindi l'esaltazione dell'Amore.
    Jalaluddin Rumi usa questa metafora per introdurre il suo Mathnavi.

    DSC_0240 (2023_09_11 10_32_09 UTC).JPG

    Ascolta il ney, com’esso narra la sua storia,
    com’esso triste lamenta la separazione:
    "Da quando mi strapparono dal canneto,
    ha fatto piangere uomini e donne il mio dolce suono!
    Un cuore voglio, un cuore dilaniato dal distacco,
    al quale possa spiegare la passione del desiderio;
    Perché chiunque rimanga lungi dall’Origine sua,
    sempre ricerca il tempo in cui vi si potrà riunire.
    Io in ogni assemblea nel mondo ho pianto le mie note gementi
    Compagno sempre degli infelici e dei felici.
    E tutti si illusero, ahimè, d’essermi amici,
    e nessuno cercò nel mio cuore il segreto più profondo.
    Eppure il segreto mio non è lontano, no, dal mio gemito:
    sono gli occhi e gli orecchi che quella luce non hanno!
    Non è velato il corpo dell’anima, non è velata l’anima del corpo:
    pure l’anima a nessuno è permesso di vederla.
    Fuoco è questo grido del ney, non vento;
    e chi non l’ha, questo fuoco, ben merita di dissolversi in nulla!
    È il fuoco dell’Amore ch’è caduto nel ney,
    è il fervore dell’Amore che ha invaso il vino.
    Il ney è compagno fedele di chi fu strappato a un amico;
    ancora ci straziano il cuore le sue melodie.
    Chi vide mai come il ney antidoto e veleno?
    Chi come il ney mai vide un confidente e un amante?
    Il ney ci narra di un sentiero tutto rosso di sangue,
    ci racconta le storie dell’amor di Majnun:
    Solo a chi è fuori dai sensi questo senso ascoso è confidato
    La lingua non ha altri clienti che l’orecchio.
    Nel dolore, importuni ci furono i giorni,
    i giorni presero per mano tormenti di fuoco;
    Se i nostri giorni passassero, dì: non li temo!
    Ma Tu, Tu non passare via da Noi, Tu che sei di tutti il più puro!
    Solo il pesce non sarà mai sazio della sua acqua,
    é lungo il giorno per chi non ha il pane.
    Ma lo stato di chi è maturo nessuno acerbo comprende;
    breve sia dunque il mio dire. Addio!"
    Aut hic aut nullubi

  8. #8
    @king

    che dici, investo 60 € nell'acquisto del volume (che poi, sono 6...) Bompiani?

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