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Discussione: Metal detector

  1. #46
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Mi chiedevo proprio quello, perché deve essere così, a parte che questo accade nella "democrazia" più grande del mondo, solo perché si vota, oltretutto, si potrebbe dire ... da che pulpito viene la predica, una nazione dove l'unico vero dio è il denaro, ( non parlo di religione).
    Dove l'essere umano conta meno di una carta plastificata, in un certo senso si percepisce una regressione, un ritorno alla famosa giungla.
    Specialmente di questi tempi in cui sono venuti alla luce certi scandaletti di un certo Jeffrey Epstein, se ne palava già da un po'; adesso è concesso di parlarne anche nei tg.
    i potenti hanno sempre fatto queste cose, e il denaro ha sempre procurato la libertà dal bisogno;
    anche tutti i diritti dipendono dalla crescita della ricchezza;
    poi, dipende: io, da moderatamente agiato, mi vergogno un po' a censurare il desiderio di chi non ha quanto me come idolatria; a pancia piena è facile coltivare valori spirituali;
    Avere o non avere figli non è poi così importante,
    insomma... per i conservatori e tradizionalisti è il problema - e peccato - maggiore di tutti, la circostanza disgregatrice di tutti i valori, dell'autorità e del prestigio della famiglia come nucleo sociale che garantisce l'ordine, i ruoli e tutto il resto;

    in questo forum abbiamo letto km di post su questo tema, e in tutto il mondo il tenore delle tue stesse osservazioni converge sempre sulla libertà femminile di sottrarsi alla condizione di madre - e, quindi, di moglie - come l'elemento disgregatore primo di qualsiasi ordine:

    la donna moderna non vuole più accontentarsi e sottomettersi a un marito come prima; vuole parità, indipendenza economica e libertà sessuale di non accontentarsi di quello che passa il convento; quindi, è autosufficiente, non si sposa, le famiglie si dimezzano e il principio fondamentale di autorità del padre viene meno, trascinando tutto il resto;

    proprio negli USA, il tema è centrale e ossessivo: tutta la politica conservatrice batte su questo tasto, e su tutti i fronti, accusando le libertà femminili di essere il detonatore della disgregazione sociale e del declino dei veri valori americani, che si spacciano come fondati sulla Bibbia; potrei postarti una valanga di popolarissimi opinionisti trumpiani ossessionati da questo punto;
    Pensa a quando sarà un problema uscire di casa perché fuori sarà tutto fuori controllo, perché ognuno fa quello che gli pare, qualcuno che ti rapina, ma vieni fermato tu, perché non hai un aspetto raccomandabile, al mercato potrai entrare solo se ti dichiari pro o contro qualcosa in base a chi comanda in quel momento. Sempre se l'IA non ha bloccato il conto per un errore, nessuno è perfetto.
    Probabilmente il futuro sarà migliore di come appare adesso, certo le premesse non sono del tutto incoraggianti.
    non saprei; i reati violenti sono in calo continuo da decenni; crescono - signicativamente - solo i femminicidi e reati contro la persona connessi, che rallentano la tendenza;

    sul "fare quello che ci pare", credo sia una tendenza molto italiana: in Germania ci sono leggi più garantiste e tutele più liberali delle nostre, ma se un tedesco ti becca a fare male la differenziata, anche solo se metti le bottiglie verdi nella campana del vetro trasparente e non togli le etichette , non si fa scrupoli a farti un cazziatone.
    c'� del lardo in Garfagnana

  2. #47
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    forse è anche che da giovani ci sentivamo immortali e invincibili, avevamo meno paura; gli altri giovani, per quanto potessero essere minacciosi, eravamo in grado di capirli; per i ragazzi di oggi, Hassan e Chung sono i compagni di classe, non una categoria;

    certo, anche io sono vecchio: la trap mi fa cagare, ma è giusto che i sedicenni abbiano la loro musica che non piace ai vecchidemme;
    l'unica cosa che deploro è la moda di radersi la patata; 'u pilu ha un suo perché, anche come protezione; vabbè, tanto la cosa non mi riguarda comunque più, perché quella generazione sotto i 40 non la vedo nemmeno
    In generale sì, da giovani si tende a sottovalutare tanti pericoli e ci si crede immortali, ma dipende anche dal contesto in cui si è cresciuti, le compagnie frequentate le mie da oratorio e casa.
    A me hanno insegnato fin da piccola purtroppo con le brutte maniere che chi sbaglia paga, non esistono giustificazioni, la paura della morte l'ho conosciuta da bimba di 10 anni quando "trasgredendo", io e una compagna giocavamo a camminare lungo i binari della ferrovia, solo dopo aver rischiato di essere travolte da un treno in arrivo abbiamo imparato che esiste il pericolo di morte e la paura provata ci ha fatto smettere.
    La sensazione che molti di noi erano già piccoli adulti all'età di 10 anni. I miei lavoravano in fabbrica entrambi, io avevo già le chiavi di casa ed andavo a scuola a piedi da sola a quell'età e poi in bici, quanti bambini di 10 anni oggi vanno a scuola da soli? All'epoca era normale.
    Oggi è impensabile.
    Non dico che fosse meglio un tempo eh, era diverso, la società era diversa da oggi.
    Certo c'erano anche all'epoca casi di ragazzi sbandati che hanno preso la via delle droghe ma nella realtà scolastica da provinciale che ho vissuto da studentessa nessuno dei miei compagni e neanche all'interno dell'intero plesso scolastico che io sappia è mai entrato a scuola armato o aggredito con coltello altri compagni o minacciato professori.
    Eravamo giovani tranquilli, al limite si bigiava la scuola, se qualcuno non aveva voglia di studiare restava indietro oppure si perdeva strada facendo e andava a lavorare.

    Riguardo la musica dei giovani, non mi piace ma è normale che sia così, quello che detesto in tanti giovani sono i tatuaggi, gli iper tatuati su tutto il corpo.
    Ma io sono vecchia ormai per comprenderne il senso
    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
    Confucio

  3. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio
    Che epoca... ricordo vagamente anche degli scarponcini. Anche se facevo fatica a resistere alle scarpette rosse di Bruno Magli.
    Che sono le scarpette rosse di Bruno Magli?
    All'epoca ricordo che andavano di moda le Clark ma io non ne ho mai posseduti e manco le scarpe che hai citato
    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
    Confucio

  4. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
    Riguardo la musica dei giovani, non mi piace ma è normale che sia così, quello che detesto in tanti giovani sono i tatuaggi, gli iper tatuati su tutto il corpo.
    Ma io sono vecchia ormai per comprenderne il senso
    io non ho tatuaggi, ma solo perché ho talmente senso del sacro che la vivrei come una bestemmia; sono poco abituato a giocare col permanente, per sempre; il mio tatuaggio sono io stesso
    ma li capisco negli altri; nella generazione dopo la nostra il corpo è diventato un rifugio/ancora per l'identità, e il tatuaggio - ma pure il corpo scolpito - è un sostituto della concettualizzazione, delle parole e pure dell'abito;

    chi è nato dagli 80 in poi, è cresciuto con un'idea del corpo piuttosto diversa dalla nostra, un corpo "oggetto" e segno comunicativo, molto esposto, notato, rilevante sul piano sociale, mentre per noi era solo un attributo privato, che poteva essere percepito solo da una cerchia intima.
    c'� del lardo in Garfagnana

  5. #50
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    Per quanto riguarda il calo demografico, metto "altra carne al fuoco"

    Le statistiche ci rendono edotti che nel 1964 in Italia nacquero circa 1.035.000 bambini. Fu l’anno con il maggior numero di nascite nel dopoguerra.

    Dopo oltre 60 ani il numero dei neonati sia è ridotto a un terzo, nonostante il notevole apporto alle nascite da parte degli immigrati.

    I primi anni ’60 coincidono con l’apice del boom economico. L’Italia da nazione agricola diventa industriale, da Paese povero diventa ricco.

    Sono gli anni dell’Autostrada A1 (“Autosole”, che collega Milano a Napoli, costruita tra il 1956 e il 1964) dei primi week end al mare, delle prime vacanze, del passaggio prima dalla bicicletta alla Lambretta, poi dalla Lambretta all’auto Fiat 600.


    Lambretta. Il suo nome deriva dal fiume Lambro, che scorre nelle vicinanze degli stabilimenti di produzione, a Lambrate, un quartiere di Milano

    Furono anni non solo di sviluppo economico ma anche di fiducia nel futuro.

    Sono numerosi i fattori che hanno contribuito a ridurre la natalità, per esempio i contraccettivi, che hanno separato l’attività sessuale dalla procreazione; la tendenza a spostare in avanti l’età delle decisioni importanti: dal matrimonio a diventare genitori.

    Si discute molto della mancanza di servizi per le giovani coppie (asili nido), le madri che lavorano, ecc.. Nel 1964 non c’erano più servizi a disposizione dei genitori, né le nostre nonne e le nostre madri erano più ricche di noi. Avere un figlio era considerato una risorsa (in particolare nelle zone agricole), adesso è considerato un costo. E una responsabilità che non tutti hanno voglia di assumersi, anche perché la maternità e la paternità non sono un dovere.

    Il governo dovrebbe mettere le persone nella condizione di scegliere liberamente se diventare madri e padri, senza condizionamenti economici e sociali, ma lo Stato è molto indebitato può far poco o nulla.

    Se siamo convinti che il futuro sarà peggiore del presente non basteranno gli asili nido e il bonus bebè per invertire la tendenza.

    Ultima modifica di doxa; Oggi alle 10:51

  6. #51
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    i potenti hanno sempre fatto queste cose, e il denaro ha sempre procurato la libertà dal bisogno;
    anche tutti i diritti dipendono dalla crescita della ricchezza;
    poi, dipende: io, da moderatamente agiato, mi vergogno un po' a censurare il desiderio di chi non ha quanto me come idolatria; a pancia piena è facile coltivare valori spirituali
    Non mi riferivo ai comuni benestanti, ma a chi governa il mondo al di fuori di qualsiasi legge morale, non credo che l'agiatezza sia un male, il denaro è utile per vivere, negarne la necessità sarebbe una pura follia.
    Ultima modifica di Ninag; Oggi alle 17:36 Motivo: inserimento errato

  7. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Sono numerosi i fattori che hanno contribuito a ridurre la natalità, per esempio i contraccettivi, che hanno separato l’attività sessuale dalla procreazione; la tendenza a spostare in avanti l’età delle decisioni importanti: dal matrimonio a diventare genitori.

    Si discute molto della mancanza di servizi per le giovani coppie (asili nido), le madri che lavorano, ecc.. Nel 1964 non c’erano più servizi a disposizione dei genitori, né le nostre nonne e le nostre madri erano più ricche di noi. Avere un figlio era considerato una risorsa (in particolare nelle zone agricole), adesso è considerato un costo. E una responsabilità che non tutti hanno voglia di assumersi, anche perché la maternità e la paternità non sono un dovere.

    Il governo dovrebbe mettere le persone nella condizione di scegliere liberamente se diventare madri e padri, senza condizionamenti economici e sociali, ma lo Stato è molto indebitato può far poco o nulla.

    Se siamo convinti che il futuro sarà peggiore del presente non basteranno gli asili nido e il bonus bebè per invertire la tendenza.
    io sarei molto prudente sulla questione "costo", che contiene un giudizio di egoismo, come nella tesi di Cono;

    quello che è cambiato davvero è che la libertà sessuale e sentimentale mette tutti in condizione di valutare sul piano esistenziale, dove prima il percorso era segnato più o meno a priori, sulla rassegnazione alla propria condizione sociale;
    per esperienza, posso dire che quando una relazione è davvero gratificante non si pensa ai costi e alle rinunce; queste cose, invece, diventano rilevanti quando alla base c'è un compromesso al ribasso, che le generazioni precedenti accettavano per consuetudine come inevitabile;

    mancando quella pressione sociale, ovviamente si vivono relazioni di compromesso con un piede di fuori e guardandosi attorno, perché si avverte di non essere una prima scelta, e l'altro più o meno sente lo stesso; una cosa che, a parità di libertà e opportunità, avrebbe fatto qualsiasi nostro progenitore, e che in effetti fanno e hanno fatto quasi sempre i potenti, che però partono da opportunità di capare dal mazzo le ciliegie più appetitose e non si accontentano al ribasso;

    ma chi è stato in coppia con un partner che abbia espresso in qualsiasi modo il desiderio di avere bambini con quella persona, o abbia provato quel desiderio, lo sa perfettamente, perché la differenza è come quella tra una Marlboro light e un purino di erba calabrese
    c'� del lardo in Garfagnana

  8. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
    In generale sì, da giovani si tende a sottovalutare tanti pericoli e ci si crede immortali, ma dipende anche dal contesto in cui si è cresciuti, le compagnie frequentate le mie da oratorio e casa.
    A me hanno insegnato fin da piccola purtroppo con le brutte maniere che chi sbaglia paga, non esistono giustificazioni, la paura della morte l'ho conosciuta da bimba di 10 anni quando "trasgredendo", io e una compagna giocavamo a camminare lungo i binari della ferrovia, solo dopo aver rischiato di essere travolte da un treno in arrivo abbiamo imparato che esiste il pericolo di morte e la paura provata ci ha fatto smettere.
    La sensazione che molti di noi erano già piccoli adulti all'età di 10 anni. I miei lavoravano in fabbrica entrambi, io avevo già le chiavi di casa ed andavo a scuola a piedi da sola a quell'età e poi in bici, quanti bambini di 10 anni oggi vanno a scuola da soli? All'epoca era normale.
    Oggi è impensabile.
    Non dico che fosse meglio un tempo eh, era diverso, la società era diversa da oggi.
    Certo c'erano anche all'epoca casi di ragazzi sbandati che hanno preso la via delle droghe ma nella realtà scolastica da provinciale che ho vissuto da studentessa nessuno dei miei compagni e neanche all'interno dell'intero plesso scolastico che io sappia è mai entrato a scuola armato o aggredito con coltello altri compagni o minacciato professori.
    Eravamo giovani tranquilli, al limite si bigiava la scuola, se qualcuno non aveva voglia di studiare restava indietro oppure si perdeva strada facendo e andava a lavorare.

    Riguardo la musica dei giovani, non mi piace ma è normale che sia così, quello che detesto in tanti giovani sono i tatuaggi, gli iper tatuati su tutto il corpo.
    Ma io sono vecchia ormai per comprenderne il senso
    E' capitato a tutti di sfidare il fato in giovane età, curiosità, scarso senso del pericolo.

    Link Magli
    [URL="http://https://www.brunomagli.com/collections/all-womens-shoes"]http://https://www.brunomagli.com/collections/all-womens-

    All'epoca era noi ragazzine fonte di grande interesse.

  9. #54
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    Non mi riferivo ai comuni benestanti, ma a chi governa il mondo al di fuori di qualsiasi legge morale, non credo che l'agiatezza sia un male, il denaro è utile per vivere, negarne la necessità sarebbe una pura follia.
    ma tu credi davvero che qualcuno possa effettivamente "governare il mondo", più o meno eticamente ? io no;

    però, i re con le favorite, i moralissimi patrones e patrizi romani con schiavi e schiave, fino ai clientes e amichetti trasversali di Epstein, se non altro manifestano quelle che sono le autentiche pulsioni umane quando c'è la possibilità di eludere o ignorare i normali vincoli;
    se i dati sono quelli, vuol dire che statisticamente una metà di noi che si trovasse nelle stesse circostanze di quei potenti, ne approfitterebbe;
    mo', è utile indignarsi e ignorare questa natura umana, oppure dobbiamo farci i conti ?
    si potrebbe fare un discorso analogo per il fisco: metà degli italiani non paga le tasse; quando un comportamento deviante riguarda il 2%, è una questione di repressione; quando riguarda il 50% vuol dire che la società si è governata da sé sulla base dei rapporti di forza.
    c'� del lardo in Garfagnana

  10. #55
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    E' capitato a tutti di sfidare il fato in giovane età, curiosità, scarso senso del pericolo.

    Link Magli
    [URL="http://https://www.brunomagli.com/collections/all-womens-shoes"]http://https://www.brunomagli.com/collections/all-womens-

    All'epoca era noi ragazzine fonte di grande interesse.
    ma dici le chanel rosse? Magli un grande classico bolognese; sempre piaciuto tanto comprare a Bologna; i tessuti e altro da De Paz o in via D'Azeglio, i dischi da Nannucci e Casa del disco, e poi tutta la gastronomia e salumi in Clavature, l'usato in montagnola; un panino in piazza Verdi e passeggiata digestiva in S. Stefano
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  11. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    ma tu credi davvero che qualcuno possa effettivamente "governare il mondo", più o meno eticamente ? io no;

    però, i re con le favorite, i moralissimi patrones e patrizi romani con schiavi e schiave, fino ai clientes e amichetti trasversali di Epstein, se non altro manifestano quelle che sono le autentiche pulsioni umane quando c'è la possibilità di eludere o ignorare i normali vincoli;
    se i dati sono quelli, vuol dire che statisticamente una metà di noi che si trovasse nelle stesse circostanze di quei potenti, ne approfitterebbe;
    mo', è utile indignarsi e ignorare questa natura umana, oppure dobbiamo farci i conti ?
    si potrebbe fare un discorso analogo per il fisco: metà degli italiani non paga le tasse; quando un comportamento deviante riguarda il 2%, è una questione di repressione; quando riguarda il 50% vuol dire che la società si è governata da sé sulla base dei rapporti di forza.
    Se avvallare la pedofilia come una cosa del tutto naturale è considerato normale, vuol dire che qualcosa davvero non funziona nella mente di alcuni esseri, che per me non si possono definire umani. Se tu avessi una figlia di 3 o 4 anni( solo per ipotesi) sarebbe normale che un individuo di sessanta o settant'anni avesse con la bambina un rapporto sessuale?
    Perché è di questo che si parla, di esseri che non hanno né legge, né morale.

  12. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    ma dici le chanel rosse? Magli un grande classico bolognese; sempre piaciuto tanto comprare a Bologna; i tessuti e altro da De Paz o in via D'Azeglio, i dischi da Nannucci e Casa del disco, e poi tutta la gastronomia e salumi in Clavature, l'usato in montagnola; un panino in piazza Verdi e passeggiata digestiva in S. Stefano
    Sì, parlo di un certo genere si abbigliamento, la Bologna di qualche anno fa. Se vai in montagnola adesso ti spaventi, tra cineserie e robetta.

  13. #58
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    Mi chiedevo proprio quello, perché deve essere così, a parte che questo accade nella "democrazia" più grande del mondo, solo perché si vota, oltretutto, si potrebbe dire ... da che pulpito viene la predica, una nazione dove l'unico vero dio è il denaro, ( non parlo di religione).
    Dove l'essere umano conta meno di una carta plastificata, in un certo senso si percepisce una regressione, un ritorno alla famosa giungla.
    Specialmente di questi tempi in cui sono venuti alla luce certi scandaletti di un certo Jeffrey Epstein, se ne palava già da un po'; adesso è concesso di parlarne anche nei tg.
    Avere o non avere figli non è poi così importante, al momento siamo noi che calpestiamo il suolo della nostra terra, un po' di retorica mi sia concessa . Pensa a quando sarà un problema uscire di casa perché fuori sarà tutto fuori controllo, perché ognuno fa quello che gli pare, qualcuno che ti rapina, ma vieni fermato tu, perché non hai un aspetto raccomandabile, al mercato potrai entrare solo se ti dichiari pro o contro qualcosa in base a chi comanda in quel momento. Sempre se l'IA non ha bloccato il conto per un errore, nessuno è perfetto.
    Probabilmente il futuro sarà migliore di come appare adesso, certo le premesse non sono del tutto incoraggianti.
    È la stessa sensazione che provo io, viviamo sì in un paese libero e democratico ma a tal punto che c'è libertà di rubare, ammazzare, appiccare fuoco ad un mezzo della polizia, con il poliziotto all'interno, colpire con cattiveria un poliziotto sdraiato a terra in tre o quattro e poi...entrare e uscire dal carcere o non finire manco in carcere per reati minori....con un grande senso d'impunità, quindi paura sì che tu che ti comporti bene secondo le regole alla fine sei quello che soccombe e rischi la vita, i ladri, assassini e violenti invece in qualche modo se la cavano e restano spesso impuniti o non scontano la giusta pena.
    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
    Confucio

  14. #59
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    Sì, parlo di un certo genere si abbigliamento, la Bologna di qualche anno fa. Se vai in montagnola adesso ti spaventi, tra cineserie e robetta.
    la parte destra, in piazza, è quello che è; sono quasi tutti banchi di napoletani in tour permanente; ma dove c'è usato e piccolo antiquariato di solito pesco bene in tutta Italia, arte affinata in 40 anni; a marzo c'è il mercante in fiera a Parrrrma.
    c'� del lardo in Garfagnana

  15. #60
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    io non ho tatuaggi, ma solo perché ho talmente senso del sacro che la vivrei come una bestemmia; sono poco abituato a giocare col permanente, per sempre; il mio tatuaggio sono io stesso
    ma li capisco negli altri; nella generazione dopo la nostra il corpo è diventato un rifugio/ancora per l'identità, e il tatuaggio - ma pure il corpo scolpito - è un sostituto della concettualizzazione, delle parole e pure dell'abito;

    chi è nato dagli 80 in poi, è cresciuto con un'idea del corpo piuttosto diversa dalla nostra, un corpo "oggetto" e segno comunicativo, molto esposto, notato, rilevante sul piano sociale, mentre per noi era solo un attributo privato, che poteva essere percepito solo da una cerchia intima.
    Mi spiego meglio, non sono contraria in assoluto ai tatuaggi ma all'esagerazione, detesto tutto ciò che è "estremismo", ricoprirsi testa, volto, spesso l'intero corpo come si vedono anche in personaggi della musica e spettacolo che poi diventano esempi da imitare.
    Che poi non significa che siano cattive persone eh, però a me fanno un senso, come già detto non li capisco.
    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
    Confucio

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