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Ciociara

Giovanni Fattori, Ciociara, Ritratto di Amalia Nollenberger, olio su tela, realizzato tra il 1880 e il 1881.
Ciociara: questo nome deriva dalle cioce, un tipo di calzature.
La cosiddetta “Ciociaria” è una zona compresa nell’attuale provincia di Frosinone, nel Lazio meridionale.
Fattori rappresentò Amalia affacciata al balcone vestita da popolana ciociara. E’ raffigurata vicino all’osservatore, invece è vista dall’alto la sottostante stradina di Firenze, percorsa da figure umane e da un carrozza trainata da un cavallo con la groppa coperta da una coperta rossa.
Il primo incontro tra questo artista e Amalia Nollenberger avvenne nel giugno del 1860 nella “Villa il Gioiello”, vicino Firenze. E’ qui che Giovanni Fattori, insegnante di disegno della figlia sedicenne dei padroni di casa, i marchesi Bartolomei, vide per la prima volta la diciannovenne Amalia, cameriera tedesca della sua allieva, Isabella Bartolomei.
Tra Giovanni e Amalia fu subito innamoramento, ma impossibile per la morale dell’epoca, in particolare per quella dell’aristocrazia fiorentina, che Fattori confessò nelle lettere all’amico collezionista Diego Martelli: “Spiato per gli amori con la tedesca (scrisse l’8 agosto 1880) che oggi aspetto qui nello studio e pranzeremo insieme alla boheme; però anche questa per ora mi pare più una mazzolata che mi è venuta sulla testa che una fortuna amorosa, almeno come la vedo io. Dice che mi vuole bene, sarà vero non lo metto in dubbio, ma che ne fo io ? Come finirà ? Basta, vedremo; intanto batti oggi, batti dimani, si ha un bello essere scettici, ma qualcosa si attacca, e sentirsi stringere il collo da due belle braccia, e sentirsi più e più volte baciare da una bocca fresca, buona, e guardare due occhi come vedeste … si ha un bel dire, qualcosa si attacca , e io ho paura”.
La relazione tra il 55/enne maestro di disegno e la cameriera 19/enne provocò pochi mesi dopo il licenziamento della ragazza tedesca, la quale, poi, venne assunta da una nobildonna inglese che la portò con sé a Napoli.
Il distacco da lei, Fattori lo visse in modo drammatico: si autodefinì “un uomo quasi vecchio e con pochi quattrini”.
Cercò di rimanere in contatto con Amalia, orfana e sola al mondo, scrivendole. Le consigliò di visitare i monumenti artistici più significativi di Napoli (la pinacoteca) e della zona vesuviana: gli scavi di Ercolano e Pompei.
Una volta le inviò in lettura un romanzo che aveva suscitato scandalo: “La dame aux camélias” (= La signora delle camelie), di Alexandre Dumas.
In una lunga lettera che scrisse ad Amalia nel novembre del 1881, Giovanni le dice del quadro: “La Ciociara che mi sta davanti mi ricorda di te e che io ancora non tento di vendere, ma se farò questo tentativo lo sarà per una sola ragione, quando tu mi dirai: ‘Voglio tornare’ e quei denari, allora, sarebbero per te”.
La relazione tra i due entrò in crisi pochi mesi dopo, nella primavera del 1882, per la presenza di un’altra donna, la ‘spagnola’, Marianna Bigazzi Marinelli, che divenne la seconda moglie di Giovanni Fattori.
Ultima modifica di doxa; 16-02-2026 alle 13:44
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Opinionista
Quasi un viaggio nel cuore dell'artista.
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