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Discussione: Preparativi

  1. #1

    Preparativi

    Buongiorno, Signor Bartender!
    .. Cos'é questo recinto, qui, a fianco del bancone ? Ah ...per Lotte. E... Lotte... chi é ? ah, una Holstein-Friesian...una vacca lattiera frisona, insomma. E la fanciullona bionda con treccine, occhi azzurri abito da contadinotta con mertetti e gilet, in zoccoli di legno, che si da un gran dafare, spandendo fieno fresco bio "Nederlandse oorsprong", con secchio da mungitrice e sgabellino, immagino sia batava....olandese pure lei...Mi faccia capire, é per il gemellaggio del bardidiscuterepuntoit con qualche rinomato coffeeshop di Amsterdam ?
    No, non sono al corrente...il 18 febbraio, dice. No. Non so nulla. Come ? E quel giorno io saro' "Persona non grata"?...Ma daài...
    Ah. Non é uno scherzo : motivi di sicurezza a protezione VIC...e "VIC", chevvordi' ? Very Important...C..."C", chi/cosa? Clooney ? Charles III ? Cacini ?...ma 'sto C, Chicacchié ?
    Vassapé. Ma dev'essere uno ben ammanigliato nelle alte sfere
    Vabbé...mi adeguero'.
    ...e che buffet sontuoso...pescetti di liquerizia...gigantesco assortimento di olive di gran marca...bidoni di mayo...montagne di pavesini...fichi secchi...Manco un Matrimonio...mi ricordano le nozze di Cana...no, di Co....quello là, si.... !
    Comunque...guardero' da lontano, al di là dei limiti di sicurezza.
    Finché posso, grazie del Tanqueray. Si , la seconda bottiglia me la incarti...dogghebagghe, si
    Buon lavoro.
    (e me pare di vedere in giro una grande agitazione...ma solo io so' all'oscuro? Vabbé. Colpe da scontare, probabilmente.)
    Ultima modifica di restodelcarlino; 16-02-2026 alle 13:14

  2. #2
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  3. #3
    "Il 18, LUI verrà. Lo ha promesso."
    Disse Doxa, come un titolo senza articolo, sospeso nell’aria.
    E come ospite, entrò in modalità preparatoria.
    Spostò una poltrona di quattro centimetri, raddrizzò un libro, tolse un volume con una copertina artisticamente osée.
    Poi si fermò, contemplando la luce che filtrava dalle tende: "La parola venuta," disse a bassa voce, "non è solo movimento nello spazio. È sospensione, attesa, tensione narrativa. L’avvento crea forma, il ritorno la compone, la resurrezione la trasfigura."
    Si soffermò davanti a un quadro di scuola barocca raffaellito/fiammingo.
    "Guardate queste tele rinascimentali: i panneggi, le luci sugli angeli… il soggetto non è ancora presente eppure determina già tutto lo spazio."
    Si voltò verso KingKong e Ninag, con un filo di preoccupazione:
    "Dobbiamo agire in modo che tutto sia perfetto. La stanza deve apparire naturale, accogliente… essere come un deserto che vede arrivare la dolce pioggia vivificante... non ci sono concessi altri errori"

    KingKong, fotografo eccellente, vagava tra le poltrone e la finestra, studiando la luce come un versetto.
    "Alle 10:00 la luce cade obliqua. Perfetto," disse, facendo scatti di prova.
    Poi, tra un click e l’altro, citando Jalāl al-Dīn Rūmī, quasi a scandire la tensione:
    "Vieni, chiunque tu sia,
    anche se mille volte hai infranto i voti."

    Fece uno scatto alla poltrona, poi inclinò l’obiettivo:
    "La ferita è il luogo da cui entra la luce."

    Doxa sospirò leggermente.
    "Non stiamo parlando di ferite, ma di proporzioni… e ancora, attenzione alla postura. E piano con le citazioni, che siano canoniche"
    KingKong annuì, con un filo di concentrazione nervosa: "Parlo di diaframmi… e di armonia."

    Ninag rimesso il metaldetector nello zaino si fermò accanto a Doxa, osservando la stanza.
    "State costruendo più di una scena," disse, dolce ma concreta "le mani tese del peccatore, ogni gesto un atto di apertura e di umiltà, ogni luce un invito a essere perdonato.. Vedo la preoccupazione: volete fare bella figura."
    Doxa annuì, misurando la distanza tra luce e poltrona.
    "Ogni dettaglio conta," confessò. "Anche un piccolo errore rischia di rovinare l’equilibrio, di turbarlo, di farlo scomparire di nuovo"
    KingKong fece un ultimo scatto di prova, regolando l’obliquità della luce, con un sorriso teso.

    Ninag controllò le sedie: tutto funzionale, armonico, pronto.
    "Basta che la stanza accompagni. Non servono effetti speciali. Basta l'evidenza del rispetto e della venerazione : la cura del gesto è già visibile....hai pensato ad un sottofondo musicale, delicatissimo...tipo cori della curva del Castellani?"
    Doxa respirò profondamente, ma scosse la testa. Sarebbe stato incoerente, osservando la stanza trasformata in spazio pittorico-letterario, con tensione e poesia sospese.
    KingKong inclinò l’obiettivo un’ultima volta, come se misurasse l’anima della luce.
    Rimase solo un silenzio ordinato, carico di attesa.
    E una data sospesa, verticale come una pennellata del Caravaggio.

    Il 18 verrà, LUI?
    Vassapé
    Ultima modifica di restodelcarlino; 16-02-2026 alle 15:31

  4. #4
    Opinionista L'avatar di Vega
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    C. Lui - Ma un giorno su Discutere.it arrivo io di mercoledì
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  5. #5
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Sempre grandiosi questi momenti, atmosfera da altri tempi. Dolce fu l'attesa nel pomeriggio d'inverno.

  6. #6
    Sovrana di Bellezza L'avatar di ReginaD'Autunno
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    Meno male che ci sei tu RdC a mettermi il buon umore! Ti ringrazio tanto.
    Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI

    La regina del sud sorgerà nel giudizio. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone (Matteo 12:42)

  7. #7
    Opinionista L'avatar di Ale
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  8. #8
    Dark fissava il guardaroba come si osserva una frontiera.
    "Non ho niente da mettermi": la frase classica.
    Passo' in rivista i chiodi borchiati con frange, i cosciali con tacco a spillo, le calze a rete in tutti i toni dal rosso fuoco all'antracite, i leggins a pelle di leopardo, zebra, coccodrillo, i tubini pennellati verde smeraldo, le magliette simboliche: da "mantide irreligiosa" a "che te guardi?", nonché il celeberrimo, consunto dall'uso "zorrona, dillo a soreta"
    Nero. Pelle. Borchie. Ognuno un ricordo, un'esperienza.Memorie di tromba al tramonto, di notti lunghe e libertà dichiarate.
    Compostella le tornò addosso come una diapositiva lenta: pioggia, silenzio, passi misurati. Una promessa non detta.
    "Serve uno stacco netto, un flash abbagliante di cambiamento". Non disse, decreto'.

    Scelse un abito chiaro. Linea semplice. Colletto sobrio.
    Un cardigan morbido, quasi domestico.
    Lo indossò con un misto di sospetto e disciplina.
    "Questa non deve apparire una conversione da filodrammatica femminista" mormorò "ma una redenzione evolutiva"

    Passò al trucco.
    Via il tratto marcato, via l’ombra drammatica.
    Fondotinta leggero. Mascara minimo. Labbra naturali.
    Un effetto complessivo da “brava ragazza acqua- sapone - casa–chiesa”, ma con un residuo impercettibile di ironia negli occhi.

    Si studiò.
    "Credibile", concesse.

    Poi il problema logistico: la gatta.
    A chi affidarla per il giorno fatidico?
    Escolzia, che anche lei é abituata a svegliarsi presto, quale che sia il tempo, per il cane.

    E il "fidanzato"? Indispensabile per essere credibile..

    Scartò musicisti. Automaticamente.
    "Niente più usanze trombettistiche", sospirò, senza alcuna volgarità, solo una certa stanchezza di palchi e improvvisazioni.

    Forse un ingegnere ambientale?....no, troppo razionalista...e gli ingegneri, con la loro pignoleria, sono malvisti
    O un insegnante di storia dell’arte con camicie stirate e pazienza documentata? No, doxa non é proponibile.
    Qualcuno col quale "fare un cammino di compostela" verso la redenzione insieme...Ale?
    Mah!Perché no?
    Annoto' "Prenotare tandem".

    Poi provò un sorriso: più dolce.
    Troppo.
    Ridusse di un grado l’intensità. E spense la luce da maledizione etrusca.
    Si, forse potrebbe andare.

    Nello stesso tempo, LadyPojana apriva l’armadio con calma chirurgica.
    Non doveva convertirsi a nulla: doveva solo continuare a essere se stessa. Senza spaventarLo, irritarLo, offenderLo, traumatizzarLo, contraddirLo troppo.
    Tailleur grigio perla. Linee nette. Nessuna concessione sentimentale.
    Blusa avorio, impeccabile.
    Scarpe sobrie, tacco medio: autorità senza ostentazione.

    Si sedette allo specchio.
    Il trucco fu misurato con precisione diplomatica: base uniforme, sguardo definito ma non accentuato, rossetto discreto.
    Nessun segno di devozione performativa.
    Nessuna freddezza ostile. Solo controllo.
    "Il rispetto è forma", pensò. "La forma non implora."
    ...ah....la gatta...LUI é allergico ai "compagni" domestici...be'....chiedero' a Escolzia

    Vega, dichiarata "non grata" per eccesso di franchezza toscana, logica e materialismo, era seduta al tavolo con una tazza di tisana e un blocco appunti del titolo: "Strategia di rientro simbolico."
    Punto uno: evitare digressioni darwino-biologiche
    Punto due: non usare la parola “mitologia” con commenti ironico sarcastici
    Punto tre: postura umile ma non sottomessa.
    Sul letto, tre opzioni vestimentarie: troppo audace, troppo neutra, quasi accettabile.
    Scelse la terza:
    Abito blu scuro, taglio semplice, Foulard chiaro, non simbolico, scarpe comode ma eleganti.

    Si sedette davanti allo specchio con aria analitica: "Ridurre l’aggressività percepita", annotò mentalmente.
    Il trucco fu un compromesso: un filo di colore, niente contrasti.
    Lo sguardo restava intelligente; tentò di ammorbidirlo.
    Non troppo. Non doveva sembrare resa ideologica.
    "Pentimento sì. Rinuncia no", sussurrò." Dunque, uno sguardo leggermente contrito. Non troppo: il pentimento deve sembrare razionale."
    Provò una postura più raccolta.
    Funzionava.


    In tre stanze diverse, tre specchi restituivano versioni calibrate di identità in movimento.
    E ciascuna, a modo proprio, stava negoziando con la propria immagine.

    Il 18 é immanente.
    Ultima modifica di restodelcarlino; Ieri alle 18:17

  9. #9
    Ale aprì l’armadio con la stessa espressione con cui al culmine di una salita al 12% si affronta una galleria.
    Davanti a lui: magliette tecniche traspiranti, pantaloncini da ciclismo con fondello dichiaratamente performante, felpe da post–aperò con memoria di tramonti e mojito...tutine da cigno nero, ballerine di ogni foggia e colore, calzoni a sbuffo orientali, gilet con perline e strass...
    Un’intera biografia di tessuto....dopo un lungo silenzio: "No, non sono solo questo".
    Prese una camicia. La osservò come fosse un oggetto esotico.
    Bianca. Stirata. Con bottoni integri.
    La avvicinò al petto.
    "Si, é un segno visibile di conversione", mormorò "Non drastica, ma leggibile."

    Via l’immagine di succubo dell’aperò. Via l’uomo che calcola i dislivelli mentre qualcuno parla di poesia. Via danzator-derviscio del nordest
    Via lo scapolo impenitente che confonde stabilità con noia.
    "Serve una conversione di immagine, non solo di guardaroba" concluse." Altrimenti LUI non sarà contento, ed andrà via per sempre"
    La questione "fidanzata" si impose con la serietà della cartella delle imposte.
    Ipotesi uno: Regina d’Autunno.
    Nome evocativo. Figura "mitica", quasi letteraria: innata eleganza matura, profondità, perenne primavera interiore...
    Ale sospirò.
    "Troppo "sublime"...una quota irraggiungibile. E' un Sogno. Irrealistico."
    Scartò l’idea con rispetto, come si richiude un libro prezioso.
    E poi, un pensiero folgorante.... Dark.?
    Dark "nuova"... Dark in tailleur...o gonna (al ginocchio)- camicetta con collettino abbottonato e calzettoni binachi?
    Dark che parla di compostezza e sonno regolare.
    Dark che gli impone orari decenti, colazioni sane, domeniche in campagna.
    Un brivido....certo, a LUI farebbe piacere.
    "Vita bucolico–campestre", rifletté, passeggiate, verdure biologiche. Gatta in terrazza.....no, niente animali.
    Meno aperò, più tisane.
    Perché no?

    Si guardò allo specchio.
    La faccia era ancora quella dell’uomo che controlla le app sportive prima di dormire.
    "Forse la barba."
    Passò la mano sul mento.
    Una barba leggera, curata, poteva suggerire profondità.
    Non trasandata, sarebbe stato un ritorno all’atleta distratto. Non lunga da monaco ascetico, provocatoria e irridente. No.
    Ma studiata. Matura. Quasi meditativa.
    "Barba sì, ma con disciplina", decretò.

    Provò la camicia: chiuse il primo bottone.
    Troppo seminarista.
    Lo riaprì.
    Infilò una giacca che non indossava da mesi.
    Le spalle parevano aver disdetto l’abbonamento allo scapolaggio,acquistando una gravità nuova, che non era più solo lo zaino da ciclobalneazione.
    "Non sono più uno scapolo istituzionale", disse con tono solenne, "Ma un Uomo nuovo in cammino"
    Si osservò ancora, inclinando il volto per studiare l’ipotetico effetto barba.
    "Credibile", concesse.
    Ale stava considerando l’idea che il cambiamento, forse, non fosse solo "cinematografo per far piacere a LUI"?
    Apri' MP...nuovo messaggio...destinatario: dar..........

    Il 18 incombeva sempre più

  10. #10
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Avvincente .

  11. #11
    E Axe, Regina d’Autunno e Kurono Toriga, come vivono la “Grande Vigilia”?

    Axe, nella sua lunga vita da radical–chic istituzionale tra i corridoi della Camera dei deputati, aveva visto più “arrivi storici” che mozioni respinte.
    Eccellenze, eminentissimi, personalità irrepetibili, tutti transitati con scorta e comunicati stampa.
    Seduto in poltrona, sfogliava distrattamente un saggio con aria disincantata.
    "Il 18?" disse, con accento che oscillava tra romano, toscano e un’eco marchigiana. "Se non é un tram, é un non–evento. Un fatto mediaticamente ipertrofico ma ontologicamente leggero."
    Sorseggiò un bianco di Ariccia.
    "Come direbbe quel filosofo dei non-luoghi… tutto appare, nulla permane. Annamo, su."
    Fece un gesto vago con la mano.
    "Ho visto più partenze che arrivi. E spesso erano la stessa cosa."
    Per Axe, la Grande Vigilia era una data come un’altra.
    Forse con meno traffico.


    In tutt’altra dimensione, Kurono Toriga era in solaio.

    Aveva ritrovato in solaio una maquette della Tour Eiffel, costruita dallo stesso Gustave Eiffel in versione preliminare, interamente a base di fiammiferi.
    Quindi, Kurono non si occupava di vigilia.
    Smontava, catalogava, spolverava con pennellino giapponese.
    "La polvere è più pericolosa dell’oblio", mormorava.
    Il gatto, intervistato informalmente sul significato del 18, rispose con uno sbadiglio ampio e una rotazione lenta che esibiva con chiarezza le terga.
    Kurono rimontava la struttura con concentrazione zen.
    Ogni fiammifero tornava al suo posto.
    L’equilibrio contava più dell’evento.
    Le torri restano", disse piano. "Le date passano."—

    Regina d’Autunno non era al corrente di nulla.
    Seduta vicino alla finestra, stava scrivendo versi su una tazza fumante.
    Non era stagione di gelati.
    Era stagione di cioccolata con panna, densa, lenta, meditativa.
    Le partenze?
    I ritorni?
    Le presenze solenni?
    Tutto scorreva ai margini della sua attenzione poetica.
    Annotò:
    "L’autunno non attende.
    Accoglie senza clamore."
    Sollevò lo sguardo.
    Una foglia cadeva con perfetta coerenza.

    Il 18 poteva anche venire.
    Loro tre, in modi diversi, non avevano spostato una sedia.

  12. #12
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    Ale aprì l’armadio con la stessa espressione con cui al culmine di una salita al 12% si affronta una galleria.
    Davanti a lui: magliette tecniche traspiranti, pantaloncini da ciclismo con fondello dichiaratamente performante, felpe da post–aperò con memoria di tramonti e mojito...tutine da cigno nero, ballerine di ogni foggia e colore, calzoni a sbuffo orientali, gilet con perline e strass...
    Un’intera biografia di tessuto....dopo un lungo silenzio: "No, non sono solo questo".
    Prese una camicia. La osservò come fosse un oggetto esotico.
    Bianca. Stirata. Con bottoni integri.
    La avvicinò al petto.
    "Si, é un segno visibile di conversione", mormorò "Non drastica, ma leggibile."

    Via l’immagine di succubo dell’aperò. Via l’uomo che calcola i dislivelli mentre qualcuno parla di poesia. Via danzator-derviscio del nordest
    Via lo scapolo impenitente che confonde stabilità con noia.
    "Serve una conversione di immagine, non solo di guardaroba" concluse." Altrimenti LUI non sarà contento, ed andrà via per sempre"
    La questione "fidanzata" si impose con la serietà della cartella delle imposte.
    Ipotesi uno: Regina d’Autunno.
    Nome evocativo. Figura "mitica", quasi letteraria: innata eleganza matura, profondità, perenne primavera interiore...
    Ale sospirò.
    "Troppo "sublime"...una quota irraggiungibile. E' un Sogno. Irrealistico."
    Scartò l’idea con rispetto, come si richiude un libro prezioso.
    E poi, un pensiero folgorante.... Dark.?
    Dark "nuova"... Dark in tailleur...o gonna (al ginocchio)- camicetta con collettino abbottonato e calzettoni binachi?
    Dark che parla di compostezza e sonno regolare.
    Dark che gli impone orari decenti, colazioni sane, domeniche in campagna.
    Un brivido....certo, a LUI farebbe piacere.
    "Vita bucolico–campestre", rifletté, passeggiate, verdure biologiche. Gatta in terrazza.....no, niente animali.
    Meno aperò, più tisane.
    Perché no?

    Si guardò allo specchio.
    La faccia era ancora quella dell’uomo che controlla le app sportive prima di dormire.
    "Forse la barba."
    Passò la mano sul mento.
    Una barba leggera, curata, poteva suggerire profondità.
    Non trasandata, sarebbe stato un ritorno all’atleta distratto. Non lunga da monaco ascetico, provocatoria e irridente. No.
    Ma studiata. Matura. Quasi meditativa.
    "Barba sì, ma con disciplina", decretò.

    Provò la camicia: chiuse il primo bottone.
    Troppo seminarista.
    Lo riaprì.
    Infilò una giacca che non indossava da mesi.
    Le spalle parevano aver disdetto l’abbonamento allo scapolaggio,acquistando una gravità nuova, che non era più solo lo zaino da ciclobalneazione.
    "Non sono più uno scapolo istituzionale", disse con tono solenne, "Ma un Uomo nuovo in cammino"
    Si osservò ancora, inclinando il volto per studiare l’ipotetico effetto barba.
    "Credibile", concesse.
    Ale stava considerando l’idea che il cambiamento, forse, non fosse solo "cinematografo per far piacere a LUI"?
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    Il 18 incombeva sempre più
    La camicia bianca (che però non si stira) ce l'ho per davvero, il resto.....diciamo che una buona metà è romanzata
    ...complimenti come sempre per la fantasia Rdc, sei riuscito a rallegrarmi la pausa pranzo

  13. #13
    Opinionista L'avatar di Escolzia
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  14. #14
    Opinionista L'avatar di Ale
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    E Axe, Regina d’Autunno e Kurono Toriga, come vivono la “Grande Vigilia”?

    Axe, nella sua lunga vita da radical–chic istituzionale tra i corridoi della Camera dei deputati, aveva visto più “arrivi storici” che mozioni respinte.
    Eccellenze, eminentissimi, personalità irrepetibili, tutti transitati con scorta e comunicati stampa.
    Seduto in poltrona, sfogliava distrattamente un saggio con aria disincantata.
    "Il 18?" disse, con accento che oscillava tra romano, toscano e un’eco marchigiana. "Se non é un tram, é un non–evento. Un fatto mediaticamente ipertrofico ma ontologicamente leggero."
    Sorseggiò un bianco di Ariccia.
    "Come direbbe quel filosofo dei non-luoghi… tutto appare, nulla permane. Annamo, su."
    Fece un gesto vago con la mano.
    "Ho visto più partenze che arrivi. E spesso erano la stessa cosa."
    Per Axe, la Grande Vigilia era una data come un’altra.
    Forse con meno traffico.


    In tutt’altra dimensione, Kurono Toriga era in solaio.

    Aveva ritrovato in solaio una maquette della Tour Eiffel, costruita dallo stesso Gustave Eiffel in versione preliminare, interamente a base di fiammiferi.
    Quindi, Kurono non si occupava di vigilia.
    Smontava, catalogava, spolverava con pennellino giapponese.
    "La polvere è più pericolosa dell’oblio", mormorava.
    Il gatto, intervistato informalmente sul significato del 18, rispose con uno sbadiglio ampio e una rotazione lenta che esibiva con chiarezza le terga.
    Kurono rimontava la struttura con concentrazione zen.
    Ogni fiammifero tornava al suo posto.
    L’equilibrio contava più dell’evento.
    Le torri restano", disse piano. "Le date passano."—

    Regina d’Autunno non era al corrente di nulla.
    Seduta vicino alla finestra, stava scrivendo versi su una tazza fumante.
    Non era stagione di gelati.
    Era stagione di cioccolata con panna, densa, lenta, meditativa.
    Le partenze?
    I ritorni?
    Le presenze solenni?
    Tutto scorreva ai margini della sua attenzione poetica.
    Annotò:
    "L’autunno non attende.
    Accoglie senza clamore."
    Sollevò lo sguardo.
    Una foglia cadeva con perfetta coerenza.

    Il 18 poteva anche venire.
    Loro tre, in modi diversi, non avevano spostato una sedia.
    L'intervista al gatto è formidabile, me lo sono immaginato proprio come l'hai descritto...

  15. #15
    Opinionista L'avatar di Escolzia
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