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Discussione: Insonnia

  1. #1
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    Insonnia

    Se il poeta Eugenio Montale guardasse adesso questo forum direbbe che è come un “Meriggiare pallido e assorto".

    E mentre l'ombra lunga della sera si sta posando sui tetti delle case, penso all’incipit della poesia che Ugo Foscolo dedicò “Alla sera”:

    “Forse perché della fatal quïete
    tu sei l’immago a me sì cara, vieni,
    o sera!”.


    Al poeta giunge cara la sera ! Ma una domanda “sorge spontanea”: per lui la notte era ugualmente cara quando andava a letto per dormire e non riusciva a conquistare il sonno ?

    Superata la soglia del tangibile, dovrebbe cominciare la dimensione della calma apparente, dell'atmosfera sospesa, e poi del sonno e del sogno, il quale ci fa inoltrare in territori inesplorati, incontri ravvicinati: sogni con storie di ordinaria quotidianità, oppure impreviste o impossibili.

    Il sonno ha una propria divinità.

    Per gli antichi Greci era Hypnos, figlio di Nyx, la Notte, e fratello di Thanatos, dio della morte. Invece per gli antichi Romani “Somnus” era il dio corrispondente a Hypnos.



    Era spesso descritto come un giovane alato (piccole ali attaccate sulla testa), nella mano teneva semi di papavero (pianta dai poteri soporiferi che sta inviando sul corpo del ragazzo), oppure una torcia rovesciata, simbolo del sonno profondo.

    Hypnos era un dio benevolo, capace di portare riposo agli uomini e agli dèi, alleviando la fatica e le sofferenze.

    Viveva in una caverna nell’Erebo, il regno delle ombre, vicino al fiume Lete, il fiume dell’oblio.

    Hypnos era il padre degli Oneiroi, le divinità dei sogni.

    I più famosi erano:

    Morpheo: appariva nei sogni con sembianze umane.

    Ikelos (Fobetore): assumeva la forma di animali o creature spaventose nei sogni.

    Phantaso: appariva nella forma di paesaggi, oggetti e visioni surreali.

    segue
    Ultima modifica di doxa; Oggi alle 18:01

  2. #2
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    “Dolce e chiara è la notte e senza vento,
    E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
    Posa la luna, e di lontan rivela
    Serena ogni montagna”.


    (Giacomo Leopardi, da “La sera del dì di festa)



    “L’insonnia fu il mio male e anche il mio bene.
    Poco amato dal sonno mi rifugiai nella veglia,
    nel buio che non è poi tanto nero
    se libera i fantasmi dalla luce
    che li disgrega. Non sono tanto grati
    questi ospiti notturni ma ce n’è uno
    che non è sogno e forse è il solo vero.


    Eugenio Montale, Poesie disperse, parte terza; da "Tutte le poesie".

    Il giornalista e scrittore statunitense Franklin Pierce Adams (1881 - 1960), noto per la sua arguzia, scrisse: “Gli insonni non dormono perché si preoccupano, e si preoccupano perché non dormono".

    Invece lo statunitense Charles Monroe Schulz (1922 – 2000), creatore dei fumetti dedicati a Peanuts, scrisse: “A volte sto sveglio di notte e mi chiedo, "Dove ho sbagliato?" Poi una voce mi dice, "Per saperlo ti ci vorrà più di una notte".

  3. #3
    Opinionista
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    “Nella veglia il mio sogno era la scrittura”, dice Samantha Harvey nel suo libro titolato: “Le infinite notti. Il mio anno d’insonnia”. E’ il suo memoir, atipico diario in cui confessa che per lungo tempo non è stata in grado di concentrarsi, perciò procedeva nella scrittura per frammenti e digressioni. Quello scrivere era simile al sognare.

    Nel 2016 Samantha smise di dormire dopo la morte del cugino Paul, trovato senza vita nel suo appartamento. In lei cominciò l’inquietudine. Le notti da sveglia sembravano non finire e passava il tempo a rovistare nei ricordi, in cerca di un indizio o di una pista da seguire, come una detective alle prese con un caso impossibile.

    Farmaci, integratori, ed altro: nulla sembrava efficace, la paura di non dormire diventava per essa la causa dell’insonnia. Ogni notte sfumava nel giorno successivo e i pensieri si frammentavano per poi ricomporsi.

    Ultima modifica di doxa; Oggi alle 08:55

  4. #4
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Ognuno sta solo sul cuor della terra,
    trafitto da un raggio di sole:
    ed è subito sera.
    amate i vostri nemici

  5. #5
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Giobbe, nel suo profondo dolore e sofferenza, descrive la sua insonnia e la notte lunga passata a rigirarsi nel letto.
    Il contesto di Giobbe 7,3-4 (CEI)
    "così mi sono assegnati mesi d'illusione / e notti di tormento mi sono state riservate. / Se mi corico dico: Quando mi alzerò? / La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all'alba."
    Salmi per l'insonnia e la notte
    Sebbene il versetto sopra sia di Giobbe, la Bibbia offre diversi salmi ideali da meditare o recitare quando non si riesce a dormire a causa di preoccupazioni o sofferenze:
    Salmo 4,9: "In pace mi corico e subito dormo, perché tu solo, Signore, mi fai abitare in fiducia". È il salmo per eccellenza della fiducia prima di dormire.
    Salmo 130,5-6: Parla dell'attesa del Signore più di quanto le guardie attendano l'aurora (ideale per chi è sveglio di notte).
    Salmo 121,3-4: Rassicura che Dio veglia e non dorme: "Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode... non prenderà sonno, non dormirà il custode d'Israele".
    Salmo 63,7: "Quando di te mi ricordo nel mio letto, a te penso nelle veglie notturne".
    amate i vostri nemici

  6. #6
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Se il poeta Eugenio Montale guardasse adesso questo forum direbbe che è come un “Meriggiare pallido e assorto".

    E mentre l'ombra lunga della sera si sta posando sui tetti delle case, penso all’incipit della poesia che Ugo Foscolo dedicò “Alla sera”:

    “Forse perché della fatal quïete
    tu sei l’immago a me sì cara, vieni,
    o sera!”.


    Al poeta giunge cara la sera ! Ma una domanda “sorge spontanea”: per lui la notte era ugualmente cara quando andava a letto per dormire e non riusciva a conquistare il sonno ?

    Superata la soglia del tangibile, dovrebbe cominciare la dimensione della calma apparente, dell'atmosfera sospesa, e poi del sonno e del sogno, il quale ci fa inoltrare in territori inesplorati, incontri ravvicinati: sogni con storie di ordinaria quotidianità, oppure impreviste o impossibili.

    Il sonno ha una propria divinità.

    Per gli antichi Greci era Hypnos, figlio di Nyx, la Notte, e fratello di Thanatos, dio della morte. Invece per gli antichi Romani “Somnus” era il dio corrispondente a Hypnos.



    Era spesso descritto come un giovane alato (piccole ali attaccate sulla testa), nella mano teneva semi di papavero (pianta dai poteri soporiferi) che sta inviando sul corpo del ragazzo, oppure una torcia rovesciata, simbolo del sonno profondo.

    Hypnos era un dio benevolo, capace di portare riposo agli uomini e agli dèi, alleviando la fatica e le sofferenze.

    Viveva in una caverna nell’Erebo, il regno delle ombre, vicino al fiume Lete, il fiume dell’oblio.

    Hypnos era il padre degli Oneiroi, le divinità dei sogni.

    I più famosi erano:

    Morpheo: appariva nei sogni con sembianze umane.

    Ikelos (Fobetore): assumeva la forma di animali o creature spaventose nei sogni.

    Phantaso: appariva nella forma di paesaggi, oggetti e visioni surreali.

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    Ecco, io devo stargli particolarmente antipatica, a questo Dio. :Asd:
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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