"Le intermittenze della morte" di Josè Saramago.
Dalla mezzanotte del 31 dicembre, non si muore più. Vivere in eterno è una gioia, o una tragedia?
Emergono tutte le problematiche del caso: morali, sociali, politiche e religiose.
"Le intermittenze della morte" di Josè Saramago.
Dalla mezzanotte del 31 dicembre, non si muore più. Vivere in eterno è una gioia, o una tragedia?
Emergono tutte le problematiche del caso: morali, sociali, politiche e religiose.
Tatà di Valerie Perrin.
L'ultima opera della nota autrice, mi ha tenuto compagnia durante i viaggi in treno (per e da il lavoro).
Una donna muore dopo tre anni dalla sua prima morte.
La vicenda si svolge verso la fine del ventennio fascista, ed è una storia familiare, il racconto della vita di alcune donne tra violenza, e disagio sociale.
La trama forse è un po' troppo ricca i coincidenze, che a volte appaiono poco credibili.
Onestamente non so se lo comprerei, ma è stato un piacevole dono ricevuto a Natale.
Ho finito da poco "I sette quadranti" di Agata Christie, ma non mi ha convinto pienamente.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Quando avevo 15 anni ho letto tutti i romanzi con Poirot. I migliori sono "L'assassino di Roger Ackroyd", "Poirot sul Nilo" (bel film con Peter Ustinov, David Niven, Mia Farrow, Bette Davis etc) e "Assassinio sull'Orient Express" (gran film di Sidney Lumet, stare lontani dal remake).
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .