Nel 2050 é prevista la fine dell'utilizzazione dei combustibili fossili per gli usi domestici e di riscaldamento. Col coro di chi reputa questo obbiettivo "poco ambizioso" e che vorrebbe il "subito presto".
Bon, "ai domiciliari" per motivi di nessun interesse pubblico, ho passato un po' di tempo a fare una valutazione di cosa voglia dire, tecnicamente e concretamente, questo obbiettivo.
Per i dati, mi sono fatto aiutare da chatgpt , chiedendo con la massima precisione possibile cosa volevo e le fonti. Ed ho verificato (a campione) i dati forniti. Mi ha permesso un enorme risparmio di tempo. La fonte principale é Terna, ed i dati sono i più recenti disponibili.
Vi risparmio i calcoli (che posso pubblicare in altro post, caso mai a qualche masochista interessassero)
L’elettrificazione del riscaldamento civile in Italia comporterebbe una "Grande ingegneria" (come la chiamo io)significativa.
Partendo dai consumi attuali di circa 294 TWh/anno, l'ipotesi di un miglioramento dell’isolamento degli edifici del 30 % ridurrebbe l’energia termica necessaria a circa 206 TWh/anno. Per coprire questo fabbisogno elettricamente, ho ipotizzato un mix realistico: il 70 % con riscaldamento ohmico (Termoconvettori, radiatori, infrarossi...)che garantisce affidabilità nei picchi, e il 30 % con pompe di calore con COP medio di 3, che riducono il consumo di elettricità rispetto all’energia termica resa. Considerando le perdite di rete e trasformazione del 7 %, l’elettricità totale necessaria salirebbe a circa 177 TWh/anno.
Per soddisfarla, prevedo un mix 80 % termico/nucleare e 20 % eolico/fotovoltaico, mantenendo costanti le "ore di utilizzazione" delle centrali e la produzione programmabile da idroelettrico, geotermico e bioenergie.Perché questo mix? La massima potenza é necessaria in momenti nei quali (notte, inverno...) eolico e fotovoltaico hanno produzione ai minimi.La potenza efficiente lorda richiesta passerebbe da 137 GW a circa 218 GW, con l’aumento principale sul termico/nucleare e un incremento comunque significativo di fotovoltaico ed eolico.
Il picco invernale, stimato intorno a 110 GW, resterebbe gestibile grazie alla combinazione di termico/nucleare, idroelettrico e un contributo minimo delle rinnovabili variabili. Il margine di riserva, calcolato senza considerare interscambi con l’estero, risulterebbe di circa il 21 %, sufficiente per affrontare variazioni della domanda e guasti imprevisti.
In sintesi, ho ipotizzato un sistema che possa sostenere tecnicamente l’elettrificazione del riscaldamento: le resistenze coprono i picchi critici, le pompe di calore ottimizzano l’uso di elettricità , e il mix di centrali garantisce sicurezza e continuità .
Bene.
Resta solo da costruire 50 GW di centrali termiche/nucleari e 29.3 GW di impianti eolici e fotovoltaici.
80% e 42% , rispettivamente, delle potenze attuali installate.
Non mi soffermo sul fatto che é necessario adeguare la rete di trasporto AT e quella di distribuzione BT...ed i contatori domestici.
Questo per l'Italia.
Il resto della UE, dovrebbe fare altrettanto.
Forse, sarebbe ora di fare meno chiacchiere, sfilate, propositi "ambiziosi" e tornare coi piedi per terra ed....il regolo calcolatore in mano.
PS...da aggiungere agli impianti necessari per "autotrasporto elettrico 100%", dei quali ho già scritto in altro thread





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