-
In che consiste il patto iniziatico?
Propongo un estratto dell’articolo “Alcune questioni fondamentali” di Albano Martín De La Scala, pubblicato nella rivista “Lettera e Spirito” del dicembre 2017 (Testo completo disponibile al link: https://ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo)
Nel mondo occidentale non v’è niente di più adatto della Divina Commedia per entrare nell’argomento [del patto iniziatico], giacché in essa il processo iniziatico è descritto in ogni sua fase. La natura del patto iniziatico è mirabilmente illustrata nelle terzine seguenti del canto V del Paradiso (19-33):
“Lo maggior don che Dio per sua larghezza
fesse creando, e a la sua bontate
più conformato, e quel ch’e’ più apprezza,
fu de la volontà la libertate;
di che le creature intelligenti,
e tutte e sole, fuoro e son dotate.
Or ti parrà, se tu quinci argomenti,
l'alto valor del voto, s'è sì fatto
che Dio consenta quando tu consenti;
ché, nel fermar tra Dio e l'uomo il patto,
vittima fassi di questo tesoro,
tal quale io dico; e fassi col suo atto.
Dunque che render puossi per ristoro?
Se credi bene usar quel c’hai offerto,
di maltolletto vuo’ far buon lavoro”.
Nelle parole di Beatrice, Dante spiega che il libero arbitrio, attributo specifico delle creature intelligenti, è il più grande dono che Dio, nella sua sconfinata generosità, fa all’essere umano e la cosa che maggiormente apprezza in lui. Il patto iniziatico è l’atto con cui l’uomo rinuncia a questo tesoro rimettendolo volontariamente nelle mani del suo Signore e facendone sacrificio. Comprendere l’alto valore di quest’impegno è fondamentale perché esso sia accettato e chi lo stringe dovrebbe essere cosciente che in tal modo si vincola a non far più uso del proprio libero arbitrio (riappropriandosi di qualcosa dopo averla donata si comporterebbe altrimenti come un ladro).
Se dal punto di vista principiale il patto è stipulato tra l’iniziato e Dio, in concreto si estrinseca al cospetto dell’organizzazione iniziatica, aderendo alla quale si è guidati in un percorso d’armonizzazione integrale della propria esistenza.
Tale cammino è evocato dalla discesa agli Inferi e dalla risalita del Purgatorio nel corso della quale Dante è mondato dai sette peccati capitali. Nel canto XXVII del Purgatorio (124-142), giunti sul gradino più elevato della scala, Virgilio si accommiata da Dante dopo avergli restituito il suo libero arbitrio:
“Come la scala tutta sotto noi
fu corsa e fummo in su ‘l grado superno,
in me ficcò Virgilio li occhi suoi,
e disse: “Il temporal foco e l’etterno
veduto hai, figlio; e se’ venuto in parte
dov’io per me più oltre non discerno.
Tratto t’ho qui con ingegno e con arte;
lo tuo piacere omai prendi per duce;
fuor se’ de l’erte vie, fuor se’ de l’arte.
Vedi lo sol che ’n fronte ti riluce;
vedi l’erbette, i fiori e li arbuscelli
che qui la terra sol da sé produce.
Mentre che vegnan lieti li occhi belli
che, lagrimando, a te venir mi fenno,
seder ti puoi e puoi andar tra elli.
Non aspettar mio dir più né mio cenno;
libero, dritto e sano è tuo arbitrio,
e fallo fora non fare a suo senno:
per ch’io te sovra te corono e mitrio”.
Virgilio, fissando intensamente Dante, gli dice che dopo averlo accompagnato con ingegno e arte nella visione del fuoco eterno e nella risalita del Purgatorio sono giunti laddove la sua ragione non può spingersi oltre. Dante si trova finalmente al sicuro, fuori da ogni difficoltà, e Virgilio lo invita a prendere come guida la sua spontanea volontà, non attendendo più le sue indicazioni né i suoi cenni: il suo arbitrio è libero, retto e giusto, e sarebbe errato non assecondarlo, cosicché Virgilio lo incorona e lo consacra signore e pastore di se stesso.
Dal raffronto di questi passi emerge come il sacrificio del libero arbitrio sia richiesto all’uomo che ha smarrito la propria condizione centrale nel suo stato d’esistenza, simbolicamente rappresentata dalla cacciata dal Paradiso Terrestre, in quanto “strumento” difettoso e condizionato dalle tendenze dell’ambiente, dalle miopi tendenze individuali e dai vizi. Purché tale rinuncia sia effettiva può iniziare il processo di purificazione sopra evocato, allora, verso la fine dello stesso, lo strumento del libero arbitrio gli verrà restituito essendo divenuto per lui una bussola infallibile atta ad indicargli in ogni occasione la corretta strada da imboccare.
Tag per Questa Discussione
Permessi di Scrittura
- Tu non puoi inviare nuove discussioni
- Tu non puoi inviare risposte
- Tu non puoi inviare allegati
- Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
-
Regole del Forum