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Discussione: Enoch predica dell’Amore.

  1. #1
    Opinionista L'avatar di Arcobaleno
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    Enoch predica dell’Amore.

    Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:

    70:1. E quando così i figli ebbero inteso tali parole amorevoli e sagge dalla bocca
    di Set, essi levarono in alto i loro capi, osservarono il cielo e Mi ringraziarono e
    Mi glorificarono con tutto fervore, perché avevo suscitato Set e perché avevo
    fatto loro annunciare, per bocca sua, una tale consolazione salutare e meravigliosa.
    2. Però Adamo, commosso egli pure, disse: «Ed ora che avete ricevuto da me
    una parola di istruzione e da Set una giusta parola consolatrice, preparatevi
    bene adesso ed aprite del tutto i vostri cuori a ricevere pure una parola di vita
    dalla bocca di Enoch! Per mezzo mio siete diventati un campo concimato, che
    Set ha dissodato con la sua lingua, ma il seme vivente non giace ancora nei sol-
    chi dei vostri cuori dissodati. Enoch, però, è il seminatore destinato dall’Alto;
    ricevete dunque da lui la semente della vita! Amen.»
    3. E subito Enoch si levò, rivolse il cuore a Me e Mi invocò nel suo amore,
    che era indescrivibilmente grande, affinché Io, in misericordia e grazia, volessi
    colmarlo di parole di vita, perché con esse potessero venire vivificati coloro che
    avevano pianto e si erano afflitti nel Mio Nome, Nome al quale essi si erano
    resi infedeli, mediante la loro vana impresa.
    4. E ben presto Io destai pienamente il cuore di Enoch, ed egli perciò percepì
    immediatamente nel suo cuore un divampare di luce chiarissima, e per la prima
    volta vide nella sua anima una splendente scritta di fuoco e da questa riconobbe
    che egli era una vivente parola, proveniente da Me. Egli interiormente Mi rin-
    graziò con grande calore ed infine aprì la sua bocca e cominciò a rivolgere a
    tutti il seguente discorso, quanto mai memorabile:
    5. «O padri, e voi, figli del Mezzogiorno! Ascoltate tutti quello che dice il
    Signore, Dio nostro e nostro santissimo Padre!»
    6. E vedi, quando i padri ebbero inteso questo doppio appello, furono un po’
    meravigliati, per il fatto che Enoch si era indirizzato anche a loro, oltre che ai
    figli del Mezzogiorno.
    7. Però Enoch così proseguì il suo discorso: «O padri, dovreste forse venire
    esclusi dalla vita, quando questi figli del Mezzogiorno sono in procinto di
    accoglierla? Poiché ora non sono affatto io che parlo, bensì adesso parla, attra-
    verso la mia bocca, Colui che ha la Vita e la dà con ogni Sua Parola, sgorgante
    dal Suo Amore infinito!».
    8. Ma allora Set si levò all’istante e esclamò precipitosamente: «O Enoch,
    sia ben lontana da tutti noi una cosa simile! Ascolta, noi sappiamo benissimo
    dove si cela il nostro più grave difetto; parla pure dunque apertamente e dà
    anche a noi quello che ci può far giungere alla vita! Amen.»
    9. E così Enoch iniziò il suo discorso vero e proprio e disse: «Il campo è
    concimato e l’aratro è già passato sul terreno, questo è vero; però è la semente
    che manca ancora dentro i solchi. Ma da dove dobbiamo prendere la semente,
    per collocarla in forma vitale nei solchi, affinché dentro questi essa possa pro-
    sperare e rendere un frutto vivente?
    10. Oh padri, e voi, figli del Mezzogiorno! La semente è l’Amore, l’Amore è
    la Vita e la Vita è la Parola. La Parola, però, è dall’eternità che dimora in Dio.
    Dio Stesso era nella Parola, come la Parola era in Lui. Tutte le cose e noi stessi
    siamo sorti da questa Parola, e questa Parola nessun altro la può pronunciare
    all’infuori di Dio. Ma questa Parola è propriamente il Nome di Dio e nessuno
    La può proferire; e questo Nome è l’Amore infinito del Padre santissimo, e noi
    dobbiamo riconoscere in noi questo Amore e con questo Amore poi dobbiamo,
    con tutte le nostre forze, amare Colui al Cui Amore noi e tutto ciò che è creato
    siamo debitori della lietissima esistenza.
    11. La vita eterna, per tali ragioni, consiste in ciò: noi questa vita, come tale,
    la riconosciamo nell’amore per Dio, vale a dire che noi riconosciamo l’Amore
    mediante il nostro amore per Dio, il nostro Padre santissimo e la vita eterna in
    questo Amore.

    12. Ma se noi consideriamo il nostro occhio corporale e constatiamo a quali
    grandi distanze possiamo arrivare con esso, allora è evidentemente chiaro e
    vero che a noi questa luce non è stata conferita perché restassimo fermi, ma per-
    ché ci muovessimo e fossimo attivi. Ora, chi mai potrebbe dubitare che qualcuno
    non possa raggiungere una certa meta adocchiata, quando a questo scopo egli
    è, oltre a ciò, provvisto di due piedi atti a portarlo alla meta in questione?
    13. Però se a noi, similmente agli occhi ed ai piedi del corpo, è conferito il
    potere visivo interiore del sentimento e per mezzo di questo potere visivo scor-
    giamo l’amore in noi, allora, come il piede del corpo, noi abbiamo pure la libe-
    ra volontà, in virtù della quale a noi è dato di perseguire tenacemente e
    fortemente una tale meta di ogni vita, ed in questo modo possiamo condurre
    all’amore tutto il nostro essere, fino a farlo afferrare e compenetrare interamen-
    te da esso, affinché il nostro essere si renda del tutto vivente.
    14. E quando noi abbiamo compiuto una simile opera, come non dovrebbe
    essere nostra la vita eterna, ugualmente com'è nostra la luce degli occhi del corpo?
    O pensate forse che questa vita eterna sia un’illusione? Ma allora io domando:
    "Siamo noi e tutte le cose che esistono pure un’illusione gli uni per le altre?".
    15. Però, se non è possibile ritenere un'illusione già una semplice corteccia, a
    chi ancora potrebbe venire in mente di considerare un’illusione il legno e la
    parte più interiore, che è il midollo vitale?
    16. O credete che il Signore abbia creato semplicemente delle macchine
    viventi, allo scopo di divorare l’erba e la carne, per averne forse un divertimen-
    to? Oh, in verità, la Sua suprema Sapienza dovrebbe ben essere capace di un
    godimento superiore a quello di essere costretto a crearsi delle macchine divo-
    ratrici di vegetali, per starsene poi a vedere compiaciuto come queste converto-
    no l’erba ed altro in rifiuti fetenti! Oh, che ignominiosa mancanza di fede
    sarebbe questa!
    17. O forse voi pensate, nella grande limitatezza delle vostre idee e quando
    fate o producete una cosa limitata tanto nel tempo che nello spazio, che Dio,
    l’Infinito, sia anch’Egli, al pari vostro, capace di idee limitate? Oh, quale insul-
    to alla Santità di Dio!
    18. Oh, mostratemi la creatura che voi sareste capaci di annientare completa-
    mente! Indicatemi qualcosa che non contenga in sé l’infinito! Suddividete nello
    spirito (nel vostro spirito) il più piccolo granello di polvere e mostratemi poi le
    ultime particelle non più atte a venire ulteriormente suddivise, oppure fatemi
    vedere un grano di semente che non sia capace di una riproduzione infinita!
    19. Ma poiché già queste piccole cose sono la prova del carattere infinito
    delle Idee divine, quanto mai da stolti e da ciechi sarebbe già il solo pensare
    che Dio abbia posto un’idea limitata nel tempo a fondamento di quegli esseri,
    che Egli ha tanto bene dotati del sentimento vivente della vita eterna nell’amo-
    re per Lui, l’infinito, il sublime sopra ogni cosa, il santo, l’eterno colmo d’A-
    more e di ogni Vita!
    20. O padri e voi, figli del Mezzogiorno, ascoltate queste parole: esse discen-
    dono dalle altezze sante dell’amorosissimo Padre!
    21. Non abbiamo nessun comandamento, all’infuori di quello della vita eter-
    na, la quale è l’Amore, e questo comandamento suona così: "Ama Me, tuo Dio
    e Padre santo, con tutto l’amore che Io, dalle eternità, ti ho dato per la vita eter-
    na, e quale vita eterna! Se Mi ami, ti ricongiungi a Me e la tua vita non avrà mai
    fine. Ma se tralasci di fare così, allora tu stesso ti separi dalla vita, ma non per-
    ciò la vita cesserà, né Io perciò in eterno cesserò di essere il tuo Dio giudicante.
    E anche se tu, separato dalla Mia Vita, cadrai lungo gli eterni spazi degli abissi
    della Mia Ira, in verità, la tua caduta non avverrà fuori di Me! Mai perderai
    Me, il tuo Dio, ma quello che perderai è il tuo buono, amorosissimo, Padre
    santo, e con Lui perderai una vita di eterna durata, libera e colma di delizie!".
    22. O padri e voi, figli del Mezzogiorno! Questo è l’unico comandamento
    che noi abbiamo; esso è già profondamente inciso nel cuore di ciascun fanciul-
    lo. Questo comandamento è la semente viva che voi tutti dovete seminare nei
    vostri cuori, se volete vivere quali figli di un Padre santo, che è il Dio santo,
    santo, santo di eternità in eternità.
    23. Voi padri, è vero, avete parlato molto di obbedienza, ed avete con ciò
    reso cedevoli i cuori dei figli; però Io aggiungo e dico che colui che ama può
    fare anche a meno dell’obbedienza.
    Non è l’obbedienza la via spirituale che
    conduce all’amore, che è la meta di ogni Vita? Ma se qualcuno, proseguendo
    per la via dell’obbedienza, ha raggiunto la Meta, dite, per quale ragione
    dovrebbe egli continuare a percorrere ancora la via stessa?
    24. Perciò, se qualcuno è ancora lontano dalla meta, quegli fa bene se conti-
    nua a camminare fino a quando l'ha raggiunta; ma quando vi è arrivato, allora è
    bene che l’afferri con tutte le sue forze e la tenga ben salda, vale a dire: "Se
    egli ama Dio sopra ogni cosa, ha ricevuto tutto. Egli ha trovato, per l’eternità, il
    Padre della Vita ed alla sua libertà non verrà mai posto più fine".
    25. Così, dunque, prendete questa preziosa semente della vita, o voi padri e
    voi figli! È Dio Stesso che me l’ha data per voi. O Amore! Questa semente che
    vive sei tu! Vivifica perciò i cuori dei deboli e dei morti! Amen, Amen, Amen».

    71:34. (Parla Enoch) ...Vedi, il sapere non ti servirà mai, in eterno, a raggiungere la vita, mentre se tu opererai in conformità alla verità, allora troverai la testimonianza della
    verità e questa verità sarà la testimonianza dell’amore e l’amore sarà la vita
    eterna in Dio! Amen!».
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.

  2. #2
    Riassumo a parole mie, per verificare se ho capito bene il senso generale del brano
    La scena è costruita come una progressione pedagogica tra tre figure: Adamo, Set ed Enoch.
    Adamo prepara il terreno con l’istruzione.
    Set consola e “dissoda” i cuori con parole sagge.
    Enoch porta invece la semente vera, cioè la parola vivificante.
    La metafora centrale è agricola: i cuori sono un campo lavorato, ma manca ancora il seme.
    Questo seme, dice Enoch, è l’Amore.
    Il discorso teologico procede così:
    L’Amore è la vera vita.
    La vita deriva dalla Parola divina, che dimora in Dio.
    Questa Parola coincide con il Nome di Dio, cioè con il suo Amore infinito.
    La vita eterna consiste quindi nel riconoscere e vivere questo amore per Dio.
    Ne consegue anche una distinzione importante:
    l’obbedienza può essere una via educativa,
    ma la meta è l’amore; e chi ama veramente non ha più bisogno della semplice obbedienza.
    Infine Enoch polemizza contro una visione riduttiva dell’uomo: Dio non avrebbe creato esseri viventi come semplici “macchine biologiche”, ma come creature destinate alla vita eterna nell’amore.
    In concisa, definitiva sintesi, se ho capito bene:
    la vera “semente della vita” non è il sapere né la sola obbedienza, ma l’amore per Dio, che rende l’uomo partecipe della vita eterna.
    È questo il senso fondamentale del testo? Oppure mi sfugge qualche passaggio chiave?

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