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Discussione: La sapienza di Setlahem.

  1. #1
    Opinionista L'avatar di Arcobaleno
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    La sapienza di Setlahem.

    Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:

    72:1. E quando Setlahem ebbe inteso tale discorso, si prostrò dinanzi ad Enoch
    e disse: «O Enoch, la tua grande sapienza mi ha annientato, tanto che ora ho la
    sensazione di non esistere più, però mi accorgo che ora, nel mio annientamen-
    to, ti comprendo più di prima, nella mia sapienza! E accetta dunque i miei rin-
    graziamenti per la grande pazienza che hai avuto con me e perché non ti
    adirasti a causa della mia grande stoltezza, che mi indusse a comparire con arro-
    ganza dinanzi alla tua faccia raggiante d’amore e a disputare con te, che sei uno
    strumento vivente nella Mano del Padre onnipotente e santo!
    2. Vedi, tu hai bensì resi ciechi i miei occhi ed io non distinguo ancora quello
    che è giusto; ma ora percepisco un’altra luce, la quale mi indica una nuova via,
    ancora scarsamente illuminata, però questa è una via che in un istante mi por-
    terà più lontano di quanto l’infruttuosa luce dei miei occhi mi abbia potuto por-
    tare in molti, anzi già in moltissimi anni.
    3. O Enoch, se su questa via nuova il mio piede dovesse incontrare, un gior-
    no, qualche luogo di dubbia solidità, concedimi, allora, che io possa venire da
    te, affinché tu mi indichi se mi trovo sempre sul retto sentiero.
    4. O Enoch, avvertimi se tu dovessi scorgere che, nella mia cecità, sto per
    fare un passo falso! Amen».
    5. Ed Enoch allora gli disse: «O Setlahem! Vedi, una buona volontà ti sta
    guidando e sei animato da onesto fervore, tanto che sei meritevole di lode. Però
    c’è in te ancora una cosa da biasimare, e cioè che tu cerchi presso di me, che
    sono solo un debole uomo quanto lo sei tu, quello che unicamente Dio, il Padre
    santissimo di tutti noi, può dare ai Suoi figli. Tu sei portato a tributare lode allo
    strumento, anziché all’Artefice!
    6. Pensi forse che io sia più condiscendente dell’Amore infinito e della
    Misericordia del Padre eterno e santo? O Setlahem, non lasciarti mai trarre in
    errore dalla segreta stoltezza del tuo cuore e non rivolgerti mai agli uomini
    prima di esserti, con tutto amore e pentimento, rivolto a Dio nelle tue intime
    profondità! E se tu dovessi rimanere inesaudito per lungo tempo, soltanto allo-
    ra pensa che tutti gli uomini, non esclusi neppure i migliori, rappresentano, al
    paragone di Dio, la vana perfidia e la mancanza d’amore, e pensa inoltre che in
    ogni caso Dio ti darà ogni cosa prima che il più misericordioso occhio d’uomo
    ti degnerà anche solo di uno sguardo.

    7. Però, per quanto riguarda noi, sappi che siamo venuti da voi per disposi-
    zione di Dio, il nostro buonissimo e santissimo Padre, e per virtù del Suo
    Amore in noi, perciò non distoglieremo mai i nostri occhi da voi. Dunque,
    volgi il tuo cuore verso l’Alto ed ama il Padre santo con tutte le tue forze, così
    avrai vita, poiché soltanto un simile amore t’insegnerà, in un istante solo, di più
    che non tutti i migliori e più sapienti uomini in molti secoli. Vedi, ora tu hai
    tutto quello di cui per il momento hai bisogno; procedi quindi conformemente
    ed opera nell’amore per Dio! Amen.»
    8. E dopo tali parole Setlahem s’inchinò ai padri, si ritirò riconoscente e
    cominciò a percepire in sé un sentimento di grande gioia, ed egli Mi glorificò,
    per questa Grazia, nel suo cuore.
    9. Poi Enoch, rivolgendosi ad Adamo, gli disse: «Caro padre, non essere sde-
    gnato con me per averti trattenuto qui più a lungo di quanto tu avessi previsto
    per me, poiché, vedi, il Signore elargisce i Suoi doni d’Amore non secondo la
    nostra misura del tempo, bensì quando Egli vuole, così Egli dà, e dunque vada-
    no sempre a Lui, il grande e santissimo Elargitore, tutti i nostri più fervidi rin-
    graziamenti e la nostra lode, e Sua sia sempre ogni gloria e ogni onore! Amen».
    10. Ma Adamo rispose: «O caro Enoch, non darti pensiero a causa di ciò,
    perché noi tutti sappiamo che quello che il Signore fa è sempre ben fatto!
    Amen».
    11. E pure Set si unì, ad alta voce, a tale affermazione ed infine aggiunse: «E
    sempre anche al momento più opportuno! Amen.»
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.

  2. #2
    Letto il passo, lo sintetizzerei cosi': la vera comprensione nasce dall’umiltà e dal riconoscimento dei propri limiti, ma la guida e la conoscenza autentica non vanno attribuite agli uomini, che possono essere solo strumenti; esse provengono unicamente dal rapporto diretto con Dio e dall’amore verso di Lui. Interpreto correttamente?
    Aggiungo, se permetti, una riflessione " a latere": dal punto di vista di un “giullar-ing-filosofo”
    Il testo fa un’operazione logica curiosa: usa un maestro umano per dire che non bisogna affidarsi agli uomini, usa parole umane per dire che la verità non viene dagli uomini. Tipica operazione per indicare qualcosa che dovrebbe stare “oltre” il linguaggio. Metalinguaggio, o Translinguaggio, in un certo senso.
    Ma l'uomo che dice “Non ascoltate gli uomini” resta pur sempre un uomo che parla.
    Pero', se è onesto, lo dice proprio per farsi dimenticare come autorità.
    Testo, comunque, interessante.
    Grazie per l'attenzione.

  3. #3
    Opinionista L'avatar di Arcobaleno
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Letto il passo, lo sintetizzerei cosi': la vera comprensione nasce dall’umiltà e dal riconoscimento dei propri limiti, ma la guida e la conoscenza autentica non vanno attribuite agli uomini, che possono essere solo strumenti; esse provengono unicamente dal rapporto diretto con Dio e dall’amore verso di Lui. Interpreto correttamente?...
    Sì, interpreti correttamente. Senza umiltà, non si può aumentare la propria conoscenza in qualsiasi campo. Si rimane bloccati nel sapere già acquisito.
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  4. #4
    Permettimi un'altra osservazione: mi sbaglio o Enoch è probabilmente il personaggio biblico su cui è stato scritto più materiale… proprio perché nella Bibbia non si dice quasi nulla su di lui? Mi pare di ricordare infatti, che nel testo canonico, cioè la Bibbia, Enoch appare pochissimo: in Genesi si dice solo che “camminò con Dio” e che “Dio lo prese”. Fine. Almeno a mia memoria. Non ho fatto ricerche in merito.
    Grazie dell'attenzione.

  5. #5
    Opinionista L'avatar di Arcobaleno
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Permettimi un'altra osservazione: mi sbaglio o Enoch è probabilmente il personaggio biblico su cui è stato scritto più materiale… proprio perché nella Bibbia non si dice quasi nulla su di lui? Mi pare di ricordare infatti, che nel testo canonico, cioè la Bibbia, Enoch appare pochissimo: in Genesi si dice solo che “camminò con Dio” e che “Dio lo prese”. Fine. Almeno a mia memoria. Non ho fatto ricerche in merito.
    Grazie dell'attenzione.
    In effetti nella Bibbia canonica non si parla molto di Enoch, come di molti altri personaggi. Nel libro che stiamo esaminando si parla diffusamente di lui e delle sue parole.
    Già molto tempo fa dissi che la Bibbia canonica è circa un terzo della Bibbia completa, considerando gli "apocrifi" del Vecchio e del Nuovo Testamento. Ora, con questa nuova rivelazione di 14.000 pagine - per non parlare delle 100.000 pagine scritte da sorella White e dei testi mormoni -, la Bibbia canonica rimane solo un importante testo introduttivo di base.
    E pensare che Testimoni di Geova e Valdesi/Metodisti, applicando in modo assoluto le ultime parole di Apocalisse, affermano che Dio ha cessato di fare rivelazioni con tale libro e tutti gli altri testi religiosi sono di origine satanica.
    A chi ha un minimo di intelligenza appare chiaro che le ultime parole di Apocalisse -
    22:18 Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà qualche cosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; [19] e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell'albero della vita e della città santa, descritti in questo libro. -, si possono applicare solo ad esso.
    Comunque, loro credono tanto in questa interpretazione allargata, che i Valdesi sono arrivati ad insultarmi pesantemente in altro forum, fino ad identificarmi con l'anticristo. Sono stati in tanti ad insultarmi, tant'è che io li ho definiti incarnazioni dell'errore e staffetta dell'errore.
    Tra l'altro, poi, io non ho neanche "i numeri" per interpretare l'anticristo, il cui nome biblicamente è indicato dal numero 666; infatti il mio estratto dell'atto di nascita porta questi numeri: nato il 09/09/1949 alle 9 del mattino.
    Come si vede, il 6 è un 9 capovolto e viceversa, quindi sono numeri opposti e infatti io sono il peggior nemico dell'anticristo e per questo, in quel forum ho scelto il nick Cristo 2.
    Comunque, dopo molto pazientare, il moderatore del forum ha fatto sparire tutti gli interventi di quei detrattori, nonostante la capintesta della staffetta - una docente universitaria, rimbecillita dalle sue convinzioni religiose errate - sia intervenuta giornalmente più volte per insultare, sia me che gli inviati divini da me citati, in molte discussioni per forse oltre un mese. Ora è come se non fosse mai esistita nel forum.
    Devo aggiungere che i Testimoni di Geova non sono mai arrivati ad insultarmi, quando ho avuto a che fare con loro. Hanno mantenuto almeno l'educazione, cosa che nel loro orgoglio e fanatismo hanno perso i Valdesi.
    Fate l'amore, non la guerra.
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  6. #6
    Grazie per la spiegazione e per aver condiviso la tua esperienza. È vero che la Bibbia canonica dedica pochissimo spazio a Enoch, mentre altre tradizioni e testi extra-canonici sviluppano molto di più questa figura.
    Quanto alle parole finali dell’Apocalisse, molti studiosi osservano proprio che il monito riguarda anzitutto “questo libro”, cioè il testo profetico dell’Apocalisse stessa; l’estensione a tutta la rivelazione successiva è piuttosto una scelta interpretativa di alcune confessioni.
    In ogni caso, al di là delle differenze di posizione, sarebbe auspicabile che il confronto su temi così delicati restasse sempre rispettoso e sereno.

  7. #7
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