Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:

73:2 Poi i figli portarono bevande e cibo ai padri della discendenza principale; e questi presero quanto loro venne offerto, mangiarono e bevvero e diedero da mangiare e da bere
pure ad Asmahaele.
3. Quando però la tigre vide i padri della discendenza principale mangiare e
bere, si dimostrò inquieta e cominciò a spalancare rabbiosamente le fauci ed a
sferzare la coda intorno a sé.
4. Ed allora Adamo disse ad Enoch: «Caro Enoch, guarda un po’ come si
agita l'animale. Che può voler dire ciò? Vedi di farlo stare tranquillo, altrimenti
non sarà buona cosa proseguire il viaggio con esso! Amen».
5. Ma Enoch si levò subito e disse: «Pensate, forse, che simili animali possa-
no nutrirsi di aria, o che vogliano mangiare l’erba? Certamente no; tutto ciò è
contrario all’ordine stabilito per loro! Esso non fa che domandare cibo; portate
dunque tre animali impuri, affinché possa saziarsi!".
6. Allora vennero immediatamente condotti là tre caproni, ed Enoch disse ad
Asmahaele: «Ecco qui del cibo per l’animale che ti porta! Scendi e presenta-
glielo per suo nutrimento e come segno che tu porti al guardiano la tua impu-
rità dalla pianura, perché venga divorata!»
7. Ed Asmahaele fece anche subito come Enoch, alla presenza dei padri, gli
aveva consigliato.
8. Ma quando Asmahaele ebbe presentato i tre caproni all’animale, questo
non li toccò affatto, bensì li cacciò via da sé con la coda e cominciò a ruggire
terribilmente.
9. E tutti furono colti da spavento, eccetto Enoch, il quale non aveva ancora
mangiato nulla del cibo offerto, mentre, in compenso, si ristorava nel proprio
cuore con il Mio amore e così si rinvigoriva molto bene.

10. Però Adamo, rivolgendosi di nuovo ad Enoch, gli disse: «O Enoch, vedi
bene di non ingannarci, dato che l’animale respinge il cibo, che tu hai fatto
venire! Se lo puoi, prendi consiglio su cosa si debba fare, perché comincio a
temere per Asmahaele! Vedi come s’impenna orribilmente e quali tremendi
ruggiti manda, mentre il suo aspetto è tanto furioso che sembra volerci divorare
tutti! Trova quindi consiglio ed aiuto, se vuoi e se puoi!»
11. Ma Enoch allora si avvicinò immediatamente all’animale e così l’apo-
strofò: «Calmati, poiché comprendo molto bene il tuo atteggiamento; tuttavia,
affinché anche questi altri lo possano comprendere, ti sia sciolta la lunga e
larga lingua! Rendi dunque manifesta la tua ragione e dì loro cos'è che ti indu-
ce a tenere un tale spaventoso atteggiamento!»
12. E l’animale allora si fece innanzi, risoluto, in mezzo ai padri, e dalle sue
fauci spalancate fece udire distintamente le seguenti parole:
13. «Udite, uomini dall’udito ottuso e dalla vista nulla! È perfettamente vero
che la fame mi tormenta già in ogni mia fibra, non avendo per tre giorni potuto
andare a caccia di qualche cibo, e perciò, nella mia miseria, divorerò anche il
nutrimento impuro, che mi è stato offerto, però tale cosa non mi era possibile,
finché non mi fosse stata data la possibilità di rendervi attenti tutti, ad eccezio-
ne di uno, su come sia per voi disdicevole ed ingiusto in grado altissimo acco-
stare alla bocca i doni di Dio, prima di aver invocato, dal santo Donatore, la
benedizione del cibo e di averLo poi ringraziato, in tutta umiltà ed amore, per un
simile grande e duplice dono.
14. Non sapete voi, stolti e ciechi che siete, che sulla Terra non cresce più
nessuna erba pura, tale da servire di alimento agli immortali, affinché non
deperiscano?
15. Dunque, non dovrebbe esserci per voi desiderio più ardente di quello che
il grande e santo Donatore avesse ogni volta a purificare per voi e a benedire
qualsiasi cibo, per il benessere della vostra vita?
16. Oh, vergognatevi voi, i più prossimi testimoni dell’Onnipresenza del-
l’Altissimo! Voi siete chiamati a testimoniare di Lui e siete capaci di dimenti-
carLo, quando maggiormente di Lui dovreste ricordarvi!
17. Oh, com’è ingrata la vostra libertà piena di vita e come soltanto di parole
è costituito l’amore che voi Gli portate, se perfino io, che sono una fiera feroce,
mi sento pervasa dal più giusto sdegno nel dover constatare una tale empietà da
parte dei figli di Dio! Voi vorreste maledire la pianura, mentre nelle stesse
vostre profondità si tiene celata tanta ingratitudine, al punto che perfino voi por-
terete corporalmente nella pianura la massima fra le sue sciagure, qualora nei
vostri cuori non vi occuperete di più per gli atti di ringraziamento e per il vero
amore!
18. Secondo voi, io dovrei inghiottire l’impurità portata da Asmahaele, però
vi dico e vi consiglio: "Ponete piuttosto sui caproni l’impurità del vostro cuore
ingrato, affinché io divenga non solo il portatore di Asmahaele, ma piuttosto
pure quello della vostra grande ingratitudine!
19. Ed ora, oh Asmahaele, fa' come ti hanno consigliato i padri; portami qui i
caproni ed aggravali della maledizione, affinché i padri pentiti possano abban-
donare purificati questo luogo ed io e te pure con loro; così sia!».

Qui ci viene ricordato che non siamo nel paradiso terrestre, dove tutto fu benedetto, perciò è necessaria una richiesta di benedizione del cibo, oltreché un ringraziamento per averne a disposizione.
Io, non educato alla richiesta di benedizione e ringraziamento per il cibo, ho ideato questa breve preghiera: “Ti prego Padre, benedici questo cibo, del quale ti ringrazio, perchè mi è gradito.”
Essa dovrebbe contenere tutto: la richiesta di benedizione, il ringraziamento e il motivo del ringraziamento, che è l'apprezzamento del pasto, poiché in genere mangiamo ciò che ci piace.
A volte può capitare di doversi sottoporre a diete poco piacevoli per motivi di salute, quindi possono esserci varianti a questa preghiera. Ognuno, comunque, si regolerà come crede.