“Tutto in una notte”. Una storia insonne del Medioevo”: è il tiolo del libro scritto da Beatrice Del Bo, docente di Storia economica e sociale del Medioevo nell’Università statale di Milano.
Questo saggio ricostruisce la notte medievale, non silenziosa né senza persone in strada.
La Del Bo ci guida in un viaggio notturno e insolito attraverso case, monasteri, botteghe, campi di battaglia e taverne.
Racconta un Medioevo insonne. Le città e i villaggi durante la notte non erano luoghi “spenti”, le strade e i cortili erano “illuminati” da lanterne; guardie, artigiani, mercanti e religiosi animavano le ore buie, queste facevano da palcoscenico agli amori segreti, alle feste chiassose, alle trasgressioni, ai furti e agli inganni, alle ubriacature e ai miracoli.
Succedeva anche in epoca romana. L’epigrammista di origine spagnola Marco Valerio Marziale (40 circa d. C. – 104), nel 64 circa si trasferì a Roma e cominciò a scrivere i suoi noti epigrammi, che riflettevano l’essenza della vita quotidiana e la società del suo tempo, nel I sec. d. C.. Questo scrittore narra che nell’Urbe nelle ore notturne era impossibile dormire a causa del rumore provocato dai carri che transitavano nelle strade, dalle voci e dalle risa della folla, dai mercanti e dai commercianti ambulanti. Descrive con ironia episodi come lo svuotamento degli orinatoi dalle finestre senza prima guardare se nella strada c’era gente, con conseguenti liti.
Per riposare era costretto ad andare a dormire nella sua casa in campagna.
Il libro è organizzato in 5 sezioni, procede per capitoli, con un itinerario nella notte:
“Guida alla notte”: percezione del buio, ruolo della luna, iconografia, paure demoniache, animali notturni, e la decostruzione del mito dei “secoli bui”.
“Cenare”: ora della cena, le osterie, le mense monastiche.
“Divertirsi”: giochi d’azzardo e scacchi, feste, balli, canti, ubriacature, risse.
“Lavorare”: guardie, funzionari, scrivani, mercanti, pescatori veneziani, traffici clandestini.
“Sessualità”: intimità coniugale, trasgressioni, amori clandestini, stupri.
Anche nei secoli medievali le attività non finivano al tramonto : cambiavano i ritmi, le forme di controllo. Permaneva la paura istintiva del buio, alimentata dalla superstizione, che faceva dell’oscurità la dimora del demonio e del peccato.
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, come citazione su come veniva divisa la notte dal giorno alcuni secoli fa.
