I figli dell'occidente.

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  • Arcobaleno
    Opinionista
    • 31/12/16
    • 3756

    #1

    I figli dell'occidente.

    Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:

    81:8. (Parla Adamo) Mi sembra pure quanto mai strano che l'animale (la tigre) volga continuamente il sedere a questi figli e che non li degni neppure di uno sguardo, mentre poco fa,
    trattandosi dei figli del Mezzogiorno, non faceva che fissarli con gli occhi spa-
    lancati e con una vivacità terribile!
    9. O caro Enoch! Fa’ che noi ci chiariamo questo fatto il più presto possibile
    e che con ciò venga ristabilito l'ordine desiderato! Amen».
    10. Ma allora Enoch si levò e disse: «Odi, Adamo e tutti voi pure, padri,
    udite! Questi figli, in seguito all'essere stati troppo gravemente mortificati da
    parte nostra, hanno perduto tutto il loro coraggio, e tale umiliazione ha rubato
    loro l'amore ed al suo posto ha riempito loro i cuori di timore servile.
    11. Noi, per loro, non siamo più oggetto d'amore e di rispetto filiale, ma
    siamo diventati oggetto di spavento e di segreto disprezzo. Se essi non fossero
    trattenuti dal loro grande timore per la nostra forza interiore e potenza spiritua-
    le, proveniente dall'Amore del Signore, in verità, sarebbero capaci di fare con
    noi quella stessa cosa che l'egoismo di Caino fece con Abele!
    12. O padre Adamo, vedi, qui sta sepolta e ben custodita questa apparizione
    così strana, della quale nessuno, se non noi stessi, porta la colpa maggiore,
    tanto dinanzi a loro quanto al cospetto di Dio; certamente, dunque, deve essere
    ora nostro compito rimediare a questo errore!
    13. L'animale, però, si è così collocato appunto per significarci che la colpa
    si trova in mezzo a noi, ed è anche per tale motivo che esso guarda noi, mentre
    volge il sedere ai figli, e ci dà a conoscere, in questo modo, che essi sono stati
    resi impuri da noi.
    14. Ora voi mi chiedete, nei vostri cuori: "Quando e come noi abbiamo reso
    impuri questi figli? E se ciò fosse accaduto senza il concorso della nostra
    volontà, come sarà possibile riparare a questo errore?".
    15. O padri, alla prima metà della domanda, cioè come e quando siano essi
    stati resi impuri, è cosa quanto mai facile rispondere, ma tanto più difficile è
    invece rispondere alla seconda metà!
    16. O padre Adamo! Vedi, la ragione sta nel fatto che tu, per effetto del tuo
    precedente senso di giustizia, angosciosamente severo e fondato più sul timore
    di Dio che non sull'amore per e dinanzi a Lui, hai fatto certe distinzioni fra i
    figli, in modo che ne hai assegnati alcuni a dimorare ad Oriente, e questi sono
    felicissimi, ed hai condannato gli altri a starsene a Mezzogiorno, affinché
    dovessero sempre pensare di essere inferiori ai prediletti dell'Oriente; e questi
    qui li hai condannati ad abitare ad Occidente, essendoti essi sembrati tardi nello
    spirito, perché spesso al mattino si lasciavano sopraffare dal sonno; ed infine
    hai condannato gli ultimi a dimorare verso Settentrione, in modo duro, per il
    fatto che essi non volevano condividere la tua opinione riguardo a più di una
    delle usanze esteriori.
    17. Oh vedi, diletto padre Adamo, se tu quella volta fossi già stato vivificato
    dall'Amore del Padre eterno e santo, come lo sei ora, le tue sentenze sarebbero
    certamente state ben differenti! Solo che la nuda giustizia, quand'anche circon-
    fusa da tutti i raggi della sapienza, è opprimente e dura, qualora dal suo sfondo,
    sia pure questo alquanto nascosto, non s'irradi un benefico e lieve raggio d'a-
    more
    , compenetrante tutti i sette volte dieci ammassi conici di roccia che spri-
    gionano dai loro vertici dei getti dell'acqua dell'infruttuosa sapienza (visti in precedenza,
    durante il viaggio).
    18. Vedi, come avviene che l'acqua che cade pesantemente da grande altezza
    non vivifica l'erba, ma anzi la distrugge ed uccide, e sotto il suo stillare greve
    non permette che si trovi altro, se non delle pietre lavate e dure, così avviene
    altrettanto precisamente riguardo la nuda giustizia, che viene imposta dall'altez-
    za incommensurabile della sapienza. Essa uccide ed annienta la vita interiore.
    E giunta che sia la vita ad essere simile ad una morta pietra, lavata sotto il duro
    rovesciare dell'acqua, sarà naturalmente quanto mai difficile trarre da una tale
    pietra una qualche pianticella vivente!
    19. Perché la greve e continua pressione dell'acqua della giustizia e della
    sapienza avrà tolto via il terreno molle e soffice di prima, arrivando così fino
    a raggiungere la dura pietra
    ; ed il percuotere continuo dell'acqua avrà lavato
    ed anche incavato la pietra già resa morta. Ma che cosa poi si potrà fare della
    pietra?
    20. In verità, prima che la pietra non si sia trasformata in soffice terra,
    mediante un'esuberante fuoco d'amore, qualunque seme che si vorrà spargere
    sulla pietra si seccherà ed infine morirà del tutto!
    21. Camminare sulle pietre non è cosa buona ed è pericoloso saltarvi sopra.
    Chi cade su di una pietra, cade duramente e si sfracella; e se una pietra precipi-
    ta su qualcuno, essa lo schiaccia. Quindi, è anche difficile rispondere alla
    seconda metà della domanda.
    22. Dal canto mio, la mia opinione è questa: se questi figli, fratelli e sorelle
    di pietra non si possono rabbonire e rendere morbidi attraverso la via dell'amo-
    re, che può tutto, allora una quantità più grande d’acqua avrà un effetto solo di
    poco superiore a quello limitato della giustizia più savia.
    23. Noi però dobbiamo imparare dal nostro stesso Padre amorosissimo ed
    eternamente santo, come Egli guida tutti i Suoi esseri viventi: gli uccelli del
    cielo, grandi e piccoli che siano, non sono confinati né ad Oriente, né ad Occi-
    dente, né a Mezzogiorno o a Settentrione; gli animali dei boschi vagano in
    tutte le direzioni, e perfino i pesci nell'acqua e i vermi non trovano in nessun
    luogo pareti che ostacolino i loro movimenti e le loro dimore.
    24. Il Signore non ci ha dato alcun comandamento di maledire i figli di
    Caino; perché allora noi facciamo tale cosa verso i nostri figli, fratelli e sorelle,
    e li esiliamo in determinate regioni, affinché non siano più liberi e si converta-
    no in pietre?
    25. O padre, sciogli gli inutili lacci della giustizia e del rigore, e stringili
    invece tra i vincoli onnipossenti del santo amore; soltanto in questo modo la
    sapienza, attraverso l'amore, diverrà per loro una libera guida, ed essi poi, illu-
    minati da questi nuovi raggi, si riconosceranno ben presto quali figli dell’Uno e
    dello stesso Padre santo e, così giubilanti, verranno a stringersi al tuo paterno
    cuore ed a cingerti il petto con le loro braccia frementi del più fervido amore,
    chiamandoti con il nome di padre diletto!
    26. O padri! In un granello d'amore, grande quanto una goccia di rugiada,
    giace più forza e più sacra potenza che non in un mondo interamente colmo
    della giustizia più savia, quando questa non abbia come fondamento l'amore!
    Ora fate dunque che spirino le brezze possenti dell'amore, affinché possano
    sciogliere questi massi di ghiaccio irrigiditi, per farli ritornare allo stato di goc-
    cioline feconde di rugiada, e fate che le pietre stesse vengano rammollite dal
    potente fuoco dell'amore, affinché il vostro seme non sia sparso invano nei loro
    solchi! Amen».
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.
  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12225

    #2
    Il brano non é semplice, ed ho dovuto rileggerlo. In sintesi (estrema) il brano insegna che la giustizia senza amore divide, ferisce e “indurisce” le persone; solo l’amore può guarire e ristabilire relazioni autentiche. Giusto?
    Grazie dell'attenzione

    Post scriptum: ti senti web-stalkerato anche tu?
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