I CONTI DELLA CHIESA
Piergiorgio Odifreddi nel suo libro "Perché non possiamo essere cristiani" stima il costo annuo della Chiesa pressappoco di 9 miliardi di euro a carico dei contribuenti italiani.
I calcoli non sono facili per un giornalista e Curzio Maltese, nel suo libro "La questua", determina, con maggiore prudenza, il costo della Chiesa intorno a 4-5 miliardi di euro all'anno tra finanziamenti diretti dello Stato, degli enti locali e il mancato gettito fiscale.
La montagna di soldi è diretta, in parte, alle missioni di carità, ma la quota più cospicua va altrove e alimenta una macchina di potere che influenza e condiziona l'economia, la politica, la vita democratica italiana.
LE ENTRATE DELLA CHIESA
•L'obolo di S. Pietro indica le offerte che i fedeli spediscono direttamente al pontefice come contributo diretto alla sua missione.
•I diritti dì autore sulle pubblicazioni del papa
•I musei vaticani
•l'otto per mille dell'IRPEF istituito dal governo Craxi nel 1985. Lo scopo primario della legge di revisione del Concordato fascista del 1929 era di garantire un sostituto della "congrua" (lo stipendio di Stato ai sacerdoti).
•l'ora facoltativa di Religione nelle scuole pubbliche. Gli insegnanti di religione sono 25.679, dei quali 14.670 di ruolo. Vengono scelti dalla CEI, ma assunti e retribuiti dallo Stato.
•ll turismo. In cima alla piramide organizzativa del turismo cattolico si trova l'ORP (Opera Romana Pellegrinaggi), a fianco svolge un ruolo importante l'Apsa (amministrazione patrimoniale della Santa sede), che gestisce gli immobili della Chiesa e le strutture alberghiere.
•affari e investimenti dell'Istituto Opere Religiose (la banca del vaticano)
•offerte dei singoli fedeli ai sacerdoti per liberalità o per le cerimonie richieste (matrimoni etc)
I PRIVILEGI DELLA CHIESA
•lo stato riconosce la giurisdizione ecclesiastica e lo sfruttamento dell’immenso patrimonio artistico-culturale dei luoghi di culto.
•finanziamenti alle scuole private paritarie. La legge fu emanata dal governo D'Alema (legge n. 62 / 2000 ) con il trucco dei "bonus alle famiglie" per aggirare il divieto imposto dalla Costituzione.
•finanziamenti gli ospedali San Raffaele di Milano, Bambino Gesù di Roma….
•Contributi a radio Maria
•Contributi per l'università Campus-biomedico di Novedrate (CO) a 25 km da Milano
•Contributi per l'istituto di studi politici S. Pio V di Roma
•contributi alla stampa
•contributi agli oratori parrocchiali di cui riconosce la funzione educativa e sociale
•lo stato italiano provvede, a proprie spese, alla fornitura di acqua potabile e allo smaltimento delle acque reflue dello stato pontificio.
•Esenzione dall'ICI. Vengono esentati gli immobili di proprietà degli enti ecclesiastici adibiti all'uso "non esclusivamente commerciale". In pratica avviene che un impero di appartenenza religiosa con alberghi, ristoranti, bar, cinema, teatri, librerie, negozi, scuole, cliniche non paga l'ICI. Anche perché molte attività commerciali della Chiesa godono del diritto di extraterritorialità, un formidabile scudo fiscale, che esenta da tutte le tasse.
•Finanziamenti per i grandi eventi. Giubileo del 2000, raduno di Loreto, rilancio dell'antica Via Francigena ed altri ancora per una media annua, nell'ultimo decennio, di 250 milioni di euro. Ma la pioggia di soldi non si è mai fermata, non c'è stato governo o ente locale di destra o di sinistra, che non si sia accollato finanziamenti e oneri di ristrutturazione di templi e residenze episcopali.
PS
Nel marasma generalizzato dei conti pubblici calabresi che cosa hanno fatto i nostri governanti regionali Cosimo Cherubino e l'assessore ai lavori pubblici (!) Luigi Incarnato?
Hanno donano alla CEI ben 4 MLN di euro per interventi di restauro delle chiese e delle sedi agiate delle diocesi reggine! Ulteriore allarmante conferma della sudditanza del ceto politico.
Piergiorgio Odifreddi nel suo libro "Perché non possiamo essere cristiani" stima il costo annuo della Chiesa pressappoco di 9 miliardi di euro a carico dei contribuenti italiani.
I calcoli non sono facili per un giornalista e Curzio Maltese, nel suo libro "La questua", determina, con maggiore prudenza, il costo della Chiesa intorno a 4-5 miliardi di euro all'anno tra finanziamenti diretti dello Stato, degli enti locali e il mancato gettito fiscale.
La montagna di soldi è diretta, in parte, alle missioni di carità, ma la quota più cospicua va altrove e alimenta una macchina di potere che influenza e condiziona l'economia, la politica, la vita democratica italiana.
LE ENTRATE DELLA CHIESA
•L'obolo di S. Pietro indica le offerte che i fedeli spediscono direttamente al pontefice come contributo diretto alla sua missione.
•I diritti dì autore sulle pubblicazioni del papa
•I musei vaticani
•l'otto per mille dell'IRPEF istituito dal governo Craxi nel 1985. Lo scopo primario della legge di revisione del Concordato fascista del 1929 era di garantire un sostituto della "congrua" (lo stipendio di Stato ai sacerdoti).
•l'ora facoltativa di Religione nelle scuole pubbliche. Gli insegnanti di religione sono 25.679, dei quali 14.670 di ruolo. Vengono scelti dalla CEI, ma assunti e retribuiti dallo Stato.
•ll turismo. In cima alla piramide organizzativa del turismo cattolico si trova l'ORP (Opera Romana Pellegrinaggi), a fianco svolge un ruolo importante l'Apsa (amministrazione patrimoniale della Santa sede), che gestisce gli immobili della Chiesa e le strutture alberghiere.
•affari e investimenti dell'Istituto Opere Religiose (la banca del vaticano)
•offerte dei singoli fedeli ai sacerdoti per liberalità o per le cerimonie richieste (matrimoni etc)
I PRIVILEGI DELLA CHIESA
•lo stato riconosce la giurisdizione ecclesiastica e lo sfruttamento dell’immenso patrimonio artistico-culturale dei luoghi di culto.
•finanziamenti alle scuole private paritarie. La legge fu emanata dal governo D'Alema (legge n. 62 / 2000 ) con il trucco dei "bonus alle famiglie" per aggirare il divieto imposto dalla Costituzione.
•finanziamenti gli ospedali San Raffaele di Milano, Bambino Gesù di Roma….
•Contributi a radio Maria
•Contributi per l'università Campus-biomedico di Novedrate (CO) a 25 km da Milano
•Contributi per l'istituto di studi politici S. Pio V di Roma
•contributi alla stampa
•contributi agli oratori parrocchiali di cui riconosce la funzione educativa e sociale
•lo stato italiano provvede, a proprie spese, alla fornitura di acqua potabile e allo smaltimento delle acque reflue dello stato pontificio.
•Esenzione dall'ICI. Vengono esentati gli immobili di proprietà degli enti ecclesiastici adibiti all'uso "non esclusivamente commerciale". In pratica avviene che un impero di appartenenza religiosa con alberghi, ristoranti, bar, cinema, teatri, librerie, negozi, scuole, cliniche non paga l'ICI. Anche perché molte attività commerciali della Chiesa godono del diritto di extraterritorialità, un formidabile scudo fiscale, che esenta da tutte le tasse.
•Finanziamenti per i grandi eventi. Giubileo del 2000, raduno di Loreto, rilancio dell'antica Via Francigena ed altri ancora per una media annua, nell'ultimo decennio, di 250 milioni di euro. Ma la pioggia di soldi non si è mai fermata, non c'è stato governo o ente locale di destra o di sinistra, che non si sia accollato finanziamenti e oneri di ristrutturazione di templi e residenze episcopali.
PS
Nel marasma generalizzato dei conti pubblici calabresi che cosa hanno fatto i nostri governanti regionali Cosimo Cherubino e l'assessore ai lavori pubblici (!) Luigi Incarnato?
Hanno donano alla CEI ben 4 MLN di euro per interventi di restauro delle chiese e delle sedi agiate delle diocesi reggine! Ulteriore allarmante conferma della sudditanza del ceto politico.



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