Qualcuno me lo tra-duce?

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  • okno
    Party Crasher
    • 30/03/06
    • 15292

    #1

    Qualcuno me lo tra-duce?

    Ricevuto da un camerata, con oggetto "illuminante". Pubblico perche' necessito di traduzione, ho capito che devo odiare gli ebrei, ma non ho capito perche'.

    La razza interiore giudeo-borghese rappresenta la sintesi antropologica individuale «elaborata» alla dinamica interazione etico-sociale intervenuta fra la forma mentis giudaica e le illimitate potenzialità espansive dell’unità sociale borghese. Gli effetti «epidemici» dell’infezione mercantile, scanditi secondo i moduli dell’omologazione onnicomprensiva, hanno infatti inesorabilmente contaminato le masse dell’Occidente sionista, le quali hanno costituito, a loro volta, la base di decantazione da cui è fermentato il processo di distillazione sociale dell’oligarchia plutocratica, strutturalmente organizzata nei presidî istituzionali del partito unico della borghesia. Al di là delle istituzioni sistemiche (e non statuali ...), la forza aggregante dell’oligarchia plutocratica risiede nella incontrollata efficacia di condizionamento massificante che procede dalla mentalità mercantile e dai suoi modelli di comportamento, i quali, avendo ormai trasceso l’originario ambito razziale e sociale (ebraismo e borghesia) di provenienza, sono straripati sulla quasi totalità della società civile. La borghesia è prima di tutto una mentalità -e su questo siamo d’accordo; ma non è solo "questo", poichè essa si esprime simultaneamente anche nella detenzione del potere e del privilegio da parte di stratificate concrezioni sociali agevolmente individuali: «... noi oggi -scrive Franco Giorgio Freda- viviamo nel mondo degli altri, circondati dagli altri, da questi degni rappresentanti dell’epoca borghese, sotto il dominio della più squallida e avvilente delle dittature: quella borghese, quella dei mercanti. Tutto quel che ci circonda è borghese: società, politica, economia, cultura, famiglia, comportamenti sociali, manifestazioni religiose. Nelle democrazie occidentali lo spettacolo che ci si para dinanzi è vincolato da una rivoltante coerenza ai canoni più ortodossi della concezione di vita borghese. In queste democrazie, l’organizzazione del potere serve a mantenere immutato, attraverso i più vari strumenti oppressivi e repressivi, il rapporto egemonico di una classe -quella dei borghesi, e, particolarmente, di una parte di essa, quella costituitasi in oligarchia plutocratica- sul popolo».
    Assistiamo ad una salutare cesura con l’immaginario socio-politico del cosiddetto interclassismo neofascista (antidemocrazia e anticapitalismo sì, ma la proprietà privata ... l’imprenditore «laborioso» ... il commerciante onesto ... e via rincretinendo ...), desunto da fasi politiche -per altro provvisorie e transeunti- «interne» alle esperienze storiche del Fascismo e del Nazionalsocialismo.
    Si necessita quindi il tratteggio della categoria intemporale dell’Idea di Stato, concepita quale spazio politico di manifestazione inerente a valori etico-spirituali assoluti che trascendono il singolo, e nei quali questi -bruciando ogni residuo interiore individualistico e aderendo ad un’etica di vita sovraindividuale- deve integrarsi per scolpire la propria forma etica e per riconoscere la propria essenza spirituale. «In altre parole -scrive sempre Freda-, noi vogliamo riconoscere l’essenza dello Stato, superando le mediazioni costituite dal fenomeno storico dell’esistenza degli stati ...». Si tratta di una fondamentale distinzione tra il referente dell’azione politica rivoluzionaria, identificato nell’Idea archetipa dello Stato tradizionale e la struttura amministrativa del Sistema borghese, adibita a coefficiente funzionale del progetto strategico finalizzato alla conservazione degli equilibri oligarchici nei quali consiste la dittatura egemonica del partito unico della borghesia. Poichè l’estrema destra italiana ha spesso confuso i due concetti, noi affermiamo che il soldato politico portatore dell’Idea di Stato non ha alcun obbligo di fedeltà, nè di lealtà, nè tantomeno, di collaborazione nei confronti dei servi prezzolati dell’Alta Finanza giudaico-mondialista, i quali bivaccano nelle istituzioni del governatorato coloniale italiota convenzionalmente denominato repubblica italiana. «Lo Stato -scrive l' Autore- nelle democrazie rappresentative "borghesi", è il luogo politico solo del borghese: la sua unica reale destinazione e funzione è determinata dall’economia borghese, consiste nella difesa dell’economia borghese, nella sublimazione dell’economia borghese.»
    "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


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  • Morwen
    Cinnamon Girl
    • 03/12/09
    • 7242

    #2
    minchia è troppo lungo
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    • okno
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      • 30/03/06
      • 15292

      #3
      Vedo frasi ambigue ovunque morwen, ho un serio problema.
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      • BiO-dEiStA
        Eufonista
        • 22/02/10
        • 5403

        #4
        L'evoluzione del concetto di razza, dal darwinismo in senso stretto al darwinismo sociale, come giustificazione e nobilitazione teorica dello sforzo intellettuale di destra. In poche parole sta dicendo che sionismo e giudaismo non sono caratteristiche precipue della "razza" ebraica, bensì categorie mentali da cui in realtà nessuno può ritenersi immune, atte a legittimare il capitalismo mercantile prima e borghese poi.
        Non può mancare la più bella perla della situazione: la condanna dello stato come espressione e difesa degli interessi borghesi. Parole prese praticamente di peso dall'ebreo Marx, che di sicuro fascista non era. Al che l'intellettuale di destra prende paura e si richiama all'interclassismo corporativistico mussoliniano, una millantata forma di socialismo all'interno dello stato che strizzava l'occhio tanto al proletariato quanto alla grande borghesia. Storicamente Mussolini si richiamò al primo quando aveva bisogno di consensi -ovvero il fascismo delle origini che raccoglieva i reduci della "vittoria mutilata", nonché quello della fine, quando con la Repubblica di Salò si riprometteva di attuare quella "rivoluzione sociale" che il peso della borghesia arricchita dalle avventure belliche dell'impero gli aveva, ahimé, impedito.
        Perché al contrario di Marx, secondo cui per logica conseguenza socialismo e comunismo erano la negazione dell'idea stessa dello stato (ma su questo Stalin e successori fecero sempre orecchie da mercante), l'intellettuale di destra non può rinunciare al concetto romantico -e oserei dire hegeliano- dello stato come espressione del Volksgeist di un popolo. Ein Reich, ein Volk, ein Führer!

        Ah, se volete ho a disposizione una copia del Mein Kampf, rispetto a cui il pensiero di Freda sembra oro colato. Di sicuro la traduzione fa schifo, ma ho il fondato sospetto che il testo originale non sia tanto meglio.
        Originariamente Scritto da Careful with that
        i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
        Originariamente Scritto da Ned Flanders
        Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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        • Morwen
          Cinnamon Girl
          • 03/12/09
          • 7242

          #5
          Originariamente Scritto da okno Visualizza Messaggio
          Vedo frasi ambigue ovunque morwen, ho un serio problema.
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          • okno
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            • 30/03/06
            • 15292

            #6
            Il problema a cui faccio riferimento e' quello che vedo frasi ambigue ovunque.

            Se fossi superdotato sicuramente non sarebbe un problema mio.

            Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
            L'evoluzione del concetto di razza, dal darwinismo in senso stretto al darwinismo sociale, come giustificazione e nobilitazione teorica dello sforzo intellettuale di destra. In poche parole sta dicendo che sionismo e giudaismo non sono caratteristiche precipue della "razza" ebraica, bensì categorie mentali da cui in realtà nessuno può ritenersi immune, atte a legittimare il capitalismo mercantile prima e borghese poi.
            Non può mancare la più bella perla della situazione: la condanna dello stato come espressione e difesa degli interessi borghesi. Parole prese praticamente di peso dall'ebreo Marx, che di sicuro fascista non era. Al che l'intellettuale di destra prende paura e si richiama all'interclassismo corporativistico mussoliniano, una millantata forma di socialismo all'interno dello stato che strizzava l'occhio tanto al proletariato quanto alla grande borghesia. Storicamente Mussolini si richiamò al primo quando aveva bisogno di consensi -ovvero il fascismo delle origini che raccoglieva i reduci della "vittoria mutilata", nonché quello della fine, quando con la Repubblica di Salò si riprometteva di attuare quella "rivoluzione sociale" che il peso della borghesia arricchita dalle avventure belliche dell'impero gli aveva, ahimé, impedito.
            Perché al contrario di Marx, secondo cui per logica conseguenza socialismo e comunismo erano la negazione dell'idea stessa dello stato (ma su questo Stalin e successori fecero sempre orecchie da mercante), l'intellettuale di destra non può rinunciare al concetto romantico -e oserei dire hegeliano- dello stato come espressione del Volksgeist di un popolo. Ein Reich, ein Volk, ein Führer!

            Ah, se volete ho a disposizione una copia del Mein Kampf, rispetto a cui il pensiero di Freda sembra oro colato. Di sicuro la traduzione fa schifo, ma ho il fondato sospetto che il testo originale non sia tanto meglio.
            Avevo un amico, questa volta un compagno che tra parentesi non sapeva nemmeno parlare bene l'italiano, che ciclostilava volantini scritti in quella maniera.
            Last edited by okno; 24-09-2012, 11:21.
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            • Morwen
              Cinnamon Girl
              • 03/12/09
              • 7242

              #7
              stai dicendo che ce l'hai piccolo?

              Vabbè, non sono importanti le misure. Conta saperlo usare.



              Non è vero.
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              • okno
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                • 30/03/06
                • 15292

                #8
                Ce l'avro' pure piccolo, ma come diceva il mio maestro di vita, anche uno stuzzicadenti che stuzzica per 6 ore fa il suo porco effetto.

                E poi erin diceva che a lei basta un dito, quindi...
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                • Morwen
                  Cinnamon Girl
                  • 03/12/09
                  • 7242

                  #9
                  ah bè e se lo diceva Erin...


                  comunque uno stuzzicadenti usato per 6 ore irrita le gengive.
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                  • okno
                    Party Crasher
                    • 30/03/06
                    • 15292

                    #10
                    E per un po' di stuzzicadenti non ne vuoi piu' vedere, si puo' dire che e' quasi una forma di soddisfazione.
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                    • BiO-dEiStA
                      Eufonista
                      • 22/02/10
                      • 5403

                      #11
                      Sì, lo so in che sezione siamo. Ma se su Apocalisse è lecito prendersi per il culo, io prendo per il culo Apocalisse.
                      Originariamente Scritto da Careful with that
                      i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                      Originariamente Scritto da Ned Flanders
                      Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                      • Morwen
                        Cinnamon Girl
                        • 03/12/09
                        • 7242

                        #12
                        Bio, tu pure sei stuzzicadenti?
                        Moderatore Viaggi
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                        Charles Bukowsky

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                        • lo stregatto
                          persona non grata
                          • 15/08/10
                          • 3387

                          #13
                          Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
                          Ah, se volete ho a disposizione una copia del Mein Kampf, rispetto a cui il pensiero di Freda sembra oro colato. Di sicuro la traduzione fa schifo, ma ho il fondato sospetto che il testo originale non sia tanto meglio.
                          Confermo, è scritto malissimo, in tedesco intendo, grammaticalmente un abominio.
                          http://engineersandmanagers.pen.io/

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                          • okno
                            Party Crasher
                            • 30/03/06
                            • 15292

                            #14
                            Ne ho una copia in bella vista in libreria, giusto per ricordarmi che al peggio non c'e' mai limite. Ma se devo essere sincero, l'ho aperto giusto per controllare che fosse effettivamente stampato e non l'ho mai letto.
                            "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


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                            • lo stregatto
                              persona non grata
                              • 15/08/10
                              • 3387

                              #15
                              La lettura integrale credo sia un'esperienza kafkiana, Hitler era in ogni caso molto ignorante, se non sbaglio non finì nemmeno la scuola dell'obbligo. Pare tuttavia leggesse moltissimo e la sua biblioteca personale era di oltre 12.000 volumi...poi smembrata e dispersa tra USA e URSS. Una piccolissima parte è conservata in USA, consultabile. Ovvio non lesse tutti i libri che aveva. Era un appassionato di romanzi d'amore, forse Le sfumature gli sarebbero piaciute.

                              Consiglio la lettura di Victor Klemperer, LTI La lingua del terzo Reich.Taccuino di un filologo. Indagine molto affascinante sulla mutazione della lingua durante il Terzo Reich. Si discutono brevemente anche gli "errori" lingustici e di pronuncia del Führer. L'autore ha vissuto in prima persona questo stravolgimento linguistico del tedesco e, ancora oggi, ci sono molti "residui" che sono diventati "normali".
                              http://engineersandmanagers.pen.io/

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