Sere... Che penso a te.
E tu mi dimostri di esserci.
Sere... Che non si possono basare riflessioni e pensieri sui pilastri di un fragile castello per aria.
Sere... Che quello che pensavo ieri non è lo stessa cosa che penso oggi. E quello che penso oggi, non sarà sicuramente la stessa cosa che penserò domani.
Sere... Che chissà se sarò mai al primo posto nei tuoi pensieri; di sicuro, da quei due piedistalli quelle due non scenderanno molto facilmente. Anzi, non scenderanno proprio.
Sere... Che io continuo a chiedermi cosa devo fare.
E sbattere la testa al muro non è una risposta
Ci sono sere...tante sere..ke vorresti semplicemente stare in un altro posto...lontano da tutto e da tutti...in un posto sperduto,freddo,ghiacciato,meraviglioso...un posto chiamato Islanda...
(Tanto prima o poi vado a vivere la...)
ci sono sere che passi ad ascoltare musica
con tanta gente intorno
sere che ti rimandano indietro di anni
sere che abbracci Trieste nonostante tutto quello che hai passato...
Ducunt fata volentem, nolentem trahunt- il fato conduce dolcemente chi lo segue, trascina chi gli resiste.
Sere che certe cose ritornano, sempre.
Sere che ti eri illusa, pensando di aver messo la parola fine,
sere che diciamolo, che vuoi farti del male,
sere che era meglio se dicevi di no,
sere che invece ti trovi di nuovo tra le sue braccia, mentre una fitta dolorosa ti martella nel petto,
sere che ti accorgi di quanto
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Sere... che finalmente le cose vengono messe in chiaro.
Anche se ha significato mettere tutti al corrente, con quelle parole d' odio.
Sere... che di quello che pensa di me, a me non ne frega assolutamente nulla.
... Soprattutto perchè la cosa è indifferentemente reciproca.
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